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Cure e Trattamenti

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Pancia piatta post gravidanza? Sì, con la mini addominoplastica!

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Pancia troppo “rilassata”? Non tutti sanno che la mini addominoplastica può essere la soluzione, soprattutto dopo il parto!

“Questo intervento, infatti, permette di rimuovere la quantità di pelle in eccesso, senza coinvolgere e riposizionare l’ombelico. Risulta essere, quindi, meno invasivo della tecnica classica, ottenendo un addome piatto e teso con una piccola incisione. L’intervento, che dura circa due ore, porta ad ottimi risultati, non solo per donne dopo la gravidanza, ma anche per le persone che presentano un ventre molle e grinzoso, dovuto, per esempio, ad un forte dimagrimento”, spiega il dottor Simone Grappolini, specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva in Humanitas Mater Domini.


Miniaddominoplastica: cos’è e a chi può servire?

È un intervento che, attraverso una cicatrice sovrapubica, ha l’obiettivo di rendere più tonico l’addome. La frequente rilassatezza dei tessuti dopo il parto, anche in pazienti magre, lo rende particolarmente indicato dopo le gravidanze. E’ inoltre possibile correggere eventuali ernie ombelicali, molto comuni dopo la gravidanza.
Come si svolge l’intervento? “Attraverso un’incisione,  si possono avvicinare i muscoli addominali, migliorando il “punto vita”. L’intervento può, inoltre, essere associato ad una liposuzione dei fianchi, in caso di necessità. Da un accesso nascosto e relativamente piccolo si ottengono, dunque, risultati molto soddisfacenti”, spiega lo specialista.


I consigli dello specialista

“Prima di sottoporsi all’intervento, è importante attendere almeno un anno dopo la gravidanza. La convalescenza prevede un periodo di riposo di qualche giorno. Trascorsa una settimana, si può riprendere la propria attività quotidianità. Nonostante questo, si consiglia di evitare sforzi e di indossare sempre, giorno e notte, una guaina elastica contentiva per almeno 40 giorni. Per non vanificare il risultato, non si devono avere altre gravidanze”, conclude il dottor Grappolini.

 

Ulteriori approfondimenti? Visita l'Ambulatorio di Chirurgia Plastica di Humanitas Mater Domini.

 

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Vene varicose? Risolvi il problema in meno di 15 minuti

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E’ arrivata l’estate, il caldo e la tanto attesa tintarella. Ma molto spesso, con la bella stagione, peggiorano i problemi circolatori delle gambe, in particolare le vene varicose o i capillari.
Circa un terzo della popolazione adulta europea ne soffre e, alla base di questi disturbi, c'è sempre un'insufficienza venosa cronica, che deve essere curata durante tutto l'anno.

Quali i campanelli d’allarme?

Pesantezza, dolore localizzato, crampi notturni, irrequietezza alle gambe e gonfiore. Sono questi alcuni campanelli d’allarme che ci avvisano di un problema di circolazione, che potrebbe generare la comparsa di vene varicose.


Si possono prevenire le vene varicose? E cosa fare in caso di comparsa?

“Una corretta prevenzione può rallentare la comparsa delle vene varicose, ma non è possibile azzerare il fattore genetico e, quindi, la predisposizione familiare. Va comunque detto che uno stile di vita corretto, che comprenda attività fisica, l’uso di calze a compressione graduata e il mantenimento del proprio peso corporeo, può contrastare temporaneamente le vene varicose e posticiparne i relativi sintomi.  Una volta comparse, le vene varicose non rappresentano un disagio arginabile e non esiste terapia medica in grado di ristabilirne la salute. Purtroppo, il loro stato potrà solo peggiorare, causando una serie di problemi a catena legati al proprio benessere fisico”, spiega il dottor Giorgio Ovidio Bitossi, medico specialista del Centro di Chirurgia Venosa di Humanitas Mater Domini


Trattamento laser
: la novità per eliminare le vene varicose

Una volta che si manifestano, non esiste più la possibilità di una terapia medica con farmaci o creme topiche per ristabilirne lo stato di salute. Le vene malate potranno solo peggiorare nel tempo, divenendo più evidenti e anti-estetiche. L’aspetto ben più grave, è che arrecheranno un danno cronico nei tessuti, con indurimento della pelle della gambe, perdita progressiva dell’elasticità ed infine l’insorgenza dell’ulcera venosa, cioè della spaccatura della pelle con difficoltà di guarigione spontanea.
“Se nel passato lo stripping chirurgico della safena e delle vene era l’unico trattamento della malattia varicosa, negli ultimi anni le possibilità di cura offrono metodiche più sicure, meno dolorose e con minimo, se non addirittura assente, impatto estetico. Operando in anestesia locale, direttamente sulle vene interessate ed evitando incisioni chirurgiche, si eludono immobilizzazione e dolore”, spiega il dottor Bitossi.
Terminata l’operazione, il paziente indosserà una calza elastocompressiva per migliorare il comfort della gamba trattata, evitare la comparsa di lividi sottocutanei così da poter riprendere a camminare nel giro di qualche decina di minuti.


Vuoi saperne di più? Visita il  Centro di Chirurgia Venosa di Humanitas Mater Domini.

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Anguria: alleata della dieta e non solo!

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Lo sapevate che l’anguria, da molti considerato il frutto estivo per eccellenza, è anche ricca di proprietà importanti per la nostra salute? Scopriamo tutti i benefici con la dottoressa Marzia Sucameli, biologa nutrizionista di Humanitas Mater Domini.

È antiossidante. L’anguria contiene sostanze ad azione fortemente antiossidante, che aiutano a prevenire i tumori. Contrastano, infatti, l’azione dei radicali liberi che sono responsabili dell’invecchiamento cellulare. Tra questi, ricordiamo la Vitamina C, il licopene e il beta-carotene.

Aiuta a combattere l’ipertensione. L’anguria fa bene all’apparato cardiocircolatorio perché favorisce la diminuzione della pressione arteriosa. Questa proprietà è dovuta allo scarso apporto di sodio e alla presenza di potassio e citrullina, che aiutano entrambi ad equilibrare la pressione.

Alleata contro il colesterolo cattivo:  lo rivela uno  studio pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry, condotto da un team di ricercatori dell'Università americana di Purdue.

Contrasta la disfunzione erettile, favorendo la fertilità. L’amminoacido citrullina presente nell’anguria, che viene poi convertito nell’organismo in arginina, è in grado di mantenere le giuste concentrazioni di ossido nitrico, un vasodilatatore che permette di far raggiungere e mantenere l’erezione. Ne consegue un effetto benefico, per chi soffre di disfunzione erettile.

È remineralizzante. L’anguria è fonte di minerali e vitamine importanti, che vanno reintegrati specialmente in estate, a causa della sudorazione dovuta al caldo eccessivo.

Previene la cistite. Essendo un frutto altamente diuretico, l’anguria favorisce la disintossicazione dei reni e della vescica contrastando la crescita dei batteri, responsabili della cistite.

Aiuta nella perdita di peso. L’alto contenuto di acqua dell’anguria conferisce un elevato senso di sazietà. Questa caratteristica, insieme alle poche calorie dell’anguria, ne fanno un alleato ideale per chi sta seguendo un regime dietetico ipocalorico o per coloro che desiderano mantenersi leggeri.

Migliora la qualità del sonno. Mangiare l’anguria dopo cena, può stimolare nell'organismo la produzione di  serotonina, per via del suo contenuto di carboidrati. Quando, nelle ore serali, i livelli di serotonina salgono, il cervello è meno sensibile ai segnali di disturbo, come i rumori, favorendo un riposo più tranquillo.

Mantiene il benessere della pelle. Grazie al contenuto di beta-carotene, il consumo di anguria ritarda l’invecchiamento della pelle. La vitamina C, invece, è necessaria alla sintesi di collagene, indispensabile per una pelle sana ed elastica.

Ha proprietà antinfiammatorie. Grazie al licopene, un’antiossidante ad azione antinfiammatoria, previene l’insorgenza dei tumori e promuove la salute del cuore e delle ossa.

 

Come conservare l’anguria?

“Se non è ancora stato tagliato, il frutto può essere conservato per alcuni giorni in frigorifero. Al contrario, se è già stato aperto, per la sua conservazione si consiglia di evitare la pellicola trasparente perché è costituita dal Ploivinilcloruro (PVC), responsabile del rilascio di ftalati ovvero sostanze rilasciate dalle plastiche che causano non pochi problemi alla salute. A leggere i risultati di numerose ricerche, infatti, sono responsabili di alterazioni ormonali, riduzione della fertilità maschile, malformazioni a livello fetale e bioaccumulo ai danni di fegato e reni.  È dunque preferibile conservare l'anguria, tagliata a cubetti e privata della buccia, in un contenitore per alimenti o in uno scolapasta appoggiato su di una ciotola. L'anguria tagliata deve comunque essere consumata al più presto”, consiglia  la specialista.

Ulteriori approfondimenti? Visita l’Ambulatorio di Nutrizione e Salute di Humanitas Mater Domini.

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Estate e chirurgia estetica. Si può!

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La bellezza non ha stagioni e sono sempre più le persone che ricorrono alla chirurgia anche in estate.
Quali sono gli interventi di chirurgia estetica più richiesti durante il periodo estivo?
Ne parliamo con il dottor Simone Grappolini, chirurgo plastico di Humanitas Mater Domini.

 

I filler

Filler e conseguenti ritocchi soft con rapida ripresa, sono gli interventi più in voga durante l’estate. L’acido ialuronico viene utilizzato per “riempire” le rughette o per creare piccoli volumi, laddove i segni del tempo hanno lasciato la loro traccia con leggere depressioni.
Il filler è una procedura ambulatoriale, di semplice e rapida esecuzione. Già il giorno successivo non lascia nessun tipo di traccia. Va comunque considerato che a volte, ma in ogni caso raramente, possono apparire piccole ecchimosi, destinate a scomparire dopo pochi giorni. In ogni caso, si consiglia di evitare l’esposizione solare, subito dopo il trattamento”, spiega lo specialista.

 

E la tossina botulinica?

Si, al trattamento anche d’estate.
L’infiltrazione di tossina botulinica (o botox) è la soluzione ideale per spianare quelle famose rughette perioculari, conosciute anche come “zampe di gallina”. Si tratta di leggere depressioni che con l’abbronzatura possono lasciare delle sottili righe più chiare.
La tossina botulinica svolge un’azione mirata e limitata, bloccando temporaneamente la contrattilità dei muscoli responsabili dei movimenti mimici e non interferisce con altri eventuali trattamenti di ringiovanimento del viso, come ad esempio i filler.


Quali altri interventi possono essere eseguiti?

In base alle proprie esigenze e con almeno due settimane disponibili, è possibile eseguire anche interventi estetici più “complessi”.
“La blefaroplastica superiore per correggere il problema delle palpebre superiori cadenti oppure il lipofilling, un intervento che preleva con una siringa del grasso, lo centrifuga e lo riutilizza per riempire depressioni del volto e migliorare, al contempo la qualità della pelle grazie ai fattori di crescita contenuti nel grasso prelevato, sono alcuni esempi”, afferma il dottor Grappolini.

Per conoscere tutti i nostri trattamenti? Visita l’Ambulatorio di Chirurgia Plastica di Humanitas Mater Domini.

 

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Vertigine? Sensazione da capogiro!

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Ci si alza dal letto ed all’improvviso tutta la stanza sembra girare vorticosamente.
Si lavora tranquillamente al PC, un collega chiama, ci si alza di scatto e la vista si offusca: la percezione del mondo circostante diventa all’improvviso instabile e si avverte il classico “giramento di testa”: questo è sintomo più frequente delle vertigini.


La vertigine: impariamo a conoscerla

La vertigine è un sintomo legato alla sensazione di instabilità. Un disturbo che molto spesso potrebbe apparire relativamente banale. Per molte persone, soprattutto per chi non ne ha mai sofferto, si tratta di una brutta sorpresa.

Generalmente si distinguono due tipi di vertigine: quella “soggettiva” ossia caratterizzata dalla sensazione che sia il nostro corpo a muoversi, a girare, sbandare, oscillare, ecc. oppure quella “oggettiva” quando ci si riferisce alla sensazione che il movimento riguardi l’ambiente (una persona vede girare attorno a sé gli oggetti.

 

Tutta questione di equilibrio!

«L’equilibrio è il risultato di una coordinazione nel cervello di impulsi nervosi che provengono dall’orecchio, dagli occhi e dal cervelletto. Un disturbo in una qualunque di queste parti provoca nel cervello uno stato di disequilibrio che lo stesso tenta di riequilibrare con comandi “anomali”, che possono dare origine ad una sensazione soggettiva di vertigine o di instabilità. A questa sensazione possono anche associarsi disturbi visivi (annebbiamento della vista, puntini bianchi negli occhi), vegetativi (nausea, vomito, tremore), abbassamento dell’udito, sensazione di rumore nell’orecchio (acufeni, ossia ronzio, suono, fischio). La somma di più sintomi, da origine alle vertigini (sindrome vertiginosa).

 

Cosa fare quando si soffre di vertigini?

«E’ molto importante inquadrare il disturbo: da quando e come si è manifestato, la frequenza con il quale si avverte, se si associa nausea e vomito, disturbi alla vista, per poi eseguire una serie di specifiche indagini, quali l’esame otovestibolare o le prove vestibolari. Per un corretto trattamento, infatti, lo specialista deve capire se il paziente è affetto da una vertigine “vestibolare vera” (la più diffusa) che è di competenza dell’otorino, oppure se si tratta di una vertigine “centrale” di pertinenza neurologica».”, spiega il dottor Tiziano Zurlo, specialista in Otorinolaringoiatria di Humanitas Mater Domini.


Per approfondimenti sui trattamenti e le cure, visita l’Ambulatorio di Otorinolaringoiatria di Humanitas Mater Domini e la sezione dedicata alla cura di naso, orecchio e gola.

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