
Il dottor Alberto Mandressi è nato a Milano il 28.9.1946, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Milano nel 1972 e si èspecializzato in Urologia nel 1976 presso la medesima Università. E' iscritto all'Ordine dei Medici della Provincia di Milano.
Dalla laurea fino al 1990 ha svolto la sua attività clinica e scientifica presso la Clinica Urologica I dell'Università degli Studi di Milano. Dal 1991 al marzo 2008 è stato Primario di ruolo della Struttura complessa di Urologia del Presidio Ospedaliero di Busto Arsizio, Azienda Ospedaliera "Ospedale di Circolo di Busto Arsizio". Dal 1998 al 2008 è stato Direttore del Dipartimento Chirurgico del Presidio Ospedaliero di Busto Arsizio. Attualmente è responsabile dell'Unità Operativa di Urologia dell'Istituto Clinico Mater Domini di Castellanza (VA).
Ha al suo attivo più di 15 000 interventi chirurgici sia a cielo aperto sia endoscopici che laparoscopici. E' autore di più di 350 pubblicazioni scientifiche.
Per ematuria si intende l'emissione di sangue con le urine. La quantità di sangue che si diluisce nelle urine può essere più o meno grande e può variare nel tempo: questo fatto influisce sul colore delle urine emesse. Si varia quindi da un'ematuria microscopica per piccole quantità di sangue (urine gialle), fino all'ematuria macroscopica con coaguli per grandi quantità di sangue (urine color sangue con grumi). L'ematuria è un sintomo, indica cioè che qualcosa ha fatto sanguinare un tratto delle vie che l'urina percorre, dal rene dove si forma, fino all'uretra che è il canale attraverso il quale uriniamo. L'ematuria può essere l'unico disturbo, oppure si può accompagnare ad altri sintomi, quali dolori, bruciori, febbre, ecc. Proprio perché l'ematuria è un sintomo, deve essere ricercata la causa che l'ha prodotta, ricordando bene che l'importanza clinica dell'ematuria non è direttamente proporzionale alla gravità del problema che l'ha provocata, ma solo alla quantità di sangue perso. In altre parole, possiamo dire che l'ematuria richiede un controllo medico finalizzato a due obiettivi: il primo è accertare le perdite ematiche eseguendo un esame del sangue (emocromo), il secondo scoprire che cosa ha provocato l'ematuria: per questo secondo obiettivo occorre conoscere le caratteristiche dell'ematuria ed i sintomi concomitanti, se ci sono. Il paziente, quindi,si dovrà sottoporre agli esami diagnostici, dai meno invasivi (ecografia), a quelli con mezzo di contrasto (urografia, TAC) fino alle indagini più invasive, quando risultano necessarie (cistoscopia). Al termine di quest'iter diagnostico si potrà conoscere la causa dell'ematuria adottare il corretto percorso terapeutico.Occorre ricordare che le cause di ematuria sono svariate, dalle più banali, come le infezioni (cistite emorragica) o i calcoli, alle più gravi come i tumori, sia del rene che dell'uretere che della vescica. Nell'uomo anche la prostata può essere causa di ematuria, soprattutto quando è presente una grossa ipertrofia prostatica benigna. In conclusione, l'ematuria rappresenta un'evenienza che impone un controllo medico. Senza allarmismi né paure, l'ematuria richiede un obbligatorio iter diagnostico per poter effettuare le terapie risolutive più opportune.