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L'argomento di GENNAIO

Tumore del colon retto


"Tumore del colon retto: una sfida continua". Ne parliamo con il dottor Emilio Beviglia, Responsabile del Servizio di Endoscopia Digestiva di Humanitas Mater Domini.



Alla tua domanda risponde

dr. Emilio Beviglia


Il dottor Emilio Beviglia è nato a Milano il 25.05.1952. Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Pavia nel 1979 e si è specializzato in Chirurgia Generale nel 1984 presso la medesima Università.
Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento, tra i quali: "News Techniques in Diagnostic and Therapeutic Endoscopy" presso la University of California (Los Angeles), "Postgraduate course on Interventional Endoscopy and Ultrasound" presso la Martin - Luther - Universitat Halle - Wittenberg, "Corso avanzato di perfezionamento per il posizionamento e la gestione delle protesi esofagee autoespandibili nel paziente neoplastico" presso la European postgraduate Gastro-Surgical School at the Academic Medical Center of the university of Amsterdam.
Dalla laurea ad oggi ha collaborato con Humanitas Mater Domini, rivestendo nel corso degli anni il ruolo di Responsabile del Servizio di Endoscopia Digestiva Diagnostica e Terapeutica.
Il dr. Beviglia è membro della SIED (Società Italiana di Endoscopia Digestiva), della ESGE( European Society of Gastroeintestinal Endoscopy) e della ASGE (American Society for Gastrointestinal Endoscopy).





Il tumore del colon-retto rappresenta in termini di incidenza la quarta neoplasia al mondo, con circa 900.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno. E' una delle neoplasie più frequenti per incidenza e mortalità nei paesi industrializzati: solo in Italia si registrano circa 35.000 nuovi casi e 18.000 morti ogni anno. I dati di incidenza sono molto simili nei due sessi: 9,4% per gli uomini e 10,1% per le donne.
Il tumore del colon retto colpisce in 9 casi su 10 dopo i 50 anni e presenta un picco di incidenza tra i 60 e i 70 anni.
"Il 90% dei casi diagnosticati su base clinica riguarda infatti individui di età superiore ai 55 anni, nei quali la malattia è localizzata soprattutto a livello del sigma e del retto. La sopravvivenza a 5 anni dipende dallo stadio in cui si trova il tumore al momento della diagnosi: 90% quando la malattia è limitata alla mucosa intestinale (stadio A di Dukes), 35%-60% in caso di coinvolgimento dei linfonodi regionali (stadio C di Dukes), meno del 10% in soggetti con malattia già metastatizzata (Stadio D di Dukes)" - spiega lo specialista.
I sintomi sono comuni ad altre malattie intestinali, soprattutto infiammatorie, ma è importante non sottovalutare la presenza di sangue nelle feci, diarrea o stipsi prolungata, sensazione di evacuazione incompleta, malessere localizzato all'addome (frequente e dolorosa emissione di gas, gonfiore, contrazioni), perdita di peso, costante senso di affaticamento.
L'arma migliore per combattere il tumore del colon retto è la prevenzione e la prevenzione inizia a tavola (prevenzione primaria): aumentare il consumo giornaliero di verdura (cruda e cotta), frutta, pesce riducendo l'apporto di pane e cereali raffinati, patate, dolci e zucchero", aggiunge lo specialista.

La diagnosi precoce
Diagnosi precoce è la parola d'ordine per tutti i tumori, ma decisiva nei confronti del tumore del colon-retto e facilitata dallo sviluppo in genere molto lento di questa patologia. Nella maggior parte dei casi, infatti, presenta una fase pretumorale (polipi del tipo adenoma) che può durare per anni.
La prevenzione può essere di due tipi: primaria e secondaria.
Mentre la prevenzione primaria consiglia idonei stili di vita (alimentazione, attività fisica, ecc.), quella secondaria si effettua tramite un idoneo screening che include i seguenti esami: test del sangue occulto fecale, rettosigmoidoscopia, colonscopia e clisma opaco.





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