Dire di ”no” è sempre difficile, soprattutto ai nostri figli e, ancora di più, a Natale. Ma i “no” sono importanti per l’educazione dei bambini, sia nella vita di tutti i giorni che nel periodo natalizio, che può perdere di significato se il regalo diventa una concessione quotidiana.

La parola alla dottoressa Pamela Franchi, psicologa di Humanitas Mater Domini.

Regali? A Natale non devono essere premi

C’è una differenza tra regali e premi, spesso così sottile da farci commettere l’’errore’ di “premiare” i figli durante il periodo natalizio. Niente di più sbagliato! I regali di Natale non devono rappresentare un incentivo, ma essere l’espressione dell’affetto che si prova verso il bambino e di un momento durante il quale i suoi desideri possono essere avverati.

Natale: non solo regali, ma anche ‘stare insieme’

Acquistare il regalo preferito dei nostri bambini non deve essere l’unico obiettivo del periodo natalizio, anzi. Soddisfare ogni desiderio, anche solo a Natale, rischia di sminuire il significato della festa e ridurlo al soddisfare solo una richiesta. L’illusione dei genitori, spesso, è che il regalo rappresenti di per sé la felicità del bambino: errato! La vera gratificazione per i più piccoli è passare del tempo con i propri genitori. In questo modo, la festa diventerà l’occasione di gioire insieme e condividere momenti ed esperienze, come la realizzazione di preparativi e addobbi natalizi.

I ‘no’ lasciano spazio ai desideri

Molto spesso, la “Letterina di Babbo Natale” è ricca di ogni tipo di richiesta, che si cerca di esaudire per paura di deludere le aspettative del bambino. Possiamo invece abbandonare questa idea. Non soddisfare ogni voce della lista dei desideri lascia al bambino lo spazio di desiderare ancora. Un regalo imprevisto gli donerà, nel contempo, un’esperienza futura più gratificante e un ricordo emotivo intangibile. Le soprese aprono i figli alla curiosità e aiutano i più piccoli a crescere ed a sviluppare capacità ancora inespresse.

“La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha” Oscar Wilde