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La menopausa aumenta il rischio di malattie cardiache?

La menopausa è una fase fisiologica della vita di ogni donna, ma anche un momento importante per la salute del cuore. È proprio in questo periodo, infatti, che il rischio cardiovascolare femminile aumenta sensibilmente, superando quello maschile nella stessa fascia d’età. 

Negli ultimi anni la medicina di genere, che studia come le differenze biologiche e sociali tra uomini e donne influenzino la salute, le malattie e le terapie, ha evidenziato importanti distinzioni.

In particolare, nelle donne in menopausa l’infarto può manifestarsi con sintomi atipici, il profilo di rischio è diverso rispetto a quello maschile e anche la risposta alle cure può cambiare. Per questo è fondamentale considerare la menopausa come un cambiamento che coinvolge tutto l’organismo, non solo l’equilibrio ormonale, ma anche quello cardiovascolare.

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Greta Garofalo, ginecologa in Humanitas Mater Domini.

Menopausa e rischio cardiovascolare

La menopausa solitamente si manifesta intorno ai 50-52 anni. Tuttavia, può verificarsi anche precocemente, prima dei 45 o anche dei 40 anni, in caso di insufficienza ovarica prematura. Durante questo periodo, si assiste ad un significativo aumento del rischio cardiovascolare. Al contrario, prima della menopausa le donne godono di una relativa protezione cardiovascolare rispetto agli uomini della stessa età. 

Il rischio cardiovascolare per la donna in menopausa, quindi, aumenta, portando con sé la possibilità di eventi come ictus o malattia coronarica. Inoltre, va sottolineato che più precoce è la menopausa maggiore è il rischio di eventi cardiovascolari avversi precoci.

Il motivo principale è che la menopausa causa un arresto della produzione di estrogeni e progesterone da parte delle ovaie e questi ormoni svolgono un ruolo importante nella protezione del cuore delle donne. Quindi, l’arrivo della menopausa e il loro graduale calo espone a maggiori rischi cardiaci.

Il ruolo degli ormoni nella salute cardiovascolare

Estrogeni

Gli estrogeni sono ormoni con un potente effetto protettivo sul cuore:

  • favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni 
  • inibiscono il vasospasmo coronarico, ovvero l’improvvisa contrazione dei vasi coronarici
  • hanno effetti antiossidanti e antinfiammatori
  • migliorano i livelli di grassi e colesterolo nel sangue
  • favoriscono la risposta dell’organismo all’insulina
  • riducono l’adiposità addominale

Ne consegue che, con l’arrivo della menopausa, la drastica riduzione degli estrogeni porta a:

  • maggiore rigidità dei vasi (con eventuale presenza di calcificazioni)
  • aumento della pressione arteriosa
  • accumulo di grasso viscerale (tessuto adiposo profondo nella cavità addominale)
  • insulino-resistenza
  • aumento di colesterolo cattivo (LDL) e trigliceridi, con riduzione dell’HDL (colesterolo “buono”)

Nello specifico, alcuni effetti possono essere diretti o indiretti. Per esempio, l’aumento della pressione potrebbe essere causato sia direttamente dalla carenza ormonale sia indirettamente dal cambiamento metabolico associato al fisiologico invecchiamento. 

Progesterone

Il progesterone ha effetti importanti sulla salute cardiovascolare femminile. È un ormone chiave nel ciclo mestruale e nella gravidanza, svolge azioni importanti sul sistema nervoso, riduce la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, migliora la circolazione sanguigna e svolge un effetto diuretico. La sua carenza favorisce gonfiore e ritenzione idrica.

Come prevenire i disturbi cardiovascolari in menopausa

Il/la ginecologo/a potrebbe valutare un’integrazione ormonale per supportare la donna in menopausa e gestire al meglio i disturbi ad essa correlati, oltre a consigliare alcune strategie per prendersi cura del cuore.

Alimentazione e buone abitudini quotidiane

L’educazione alimentare e l’adozione di uno stile di vita sano sono aspetti fondamentali da tenere sotto controllo. È importante seguire i cosiddetti “Life’s Essential 8”, ovvero le 8 regole essenziali per vivere in salute stabilite dalla Società Italiana di Cardiologia e dall’American Heart Association: 

  1. smettere di fumare
  2. praticare attività fisica regolare e costante nel tempo: almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata, come una camminata veloce, oppure 75 minuti di attività intensa, come corsa, nuoto o ciclismo.
  3. controllare il peso 
  4. curare la qualità del sonno (dormire almeno 7-9 ore per notte) 
  5. mantenere la pressione arteriosa nel range di normalità (120/80 mmHg)
  6. mantenere i valori di glucosio nel range di normalità (non superiori a 100-110 g/dl a digiuno)  
  7. mantenere bassi valori di colesterolo “cattivo”
  8. curare l’alimentazione, seguendo una dieta cardioprotettiva ovvero ricca di frutta e verdura di stagione, cereali integrali, proteine magre (es. pesce azzurro, legumi), noci, grassi buoni (olio extravergine, frutta secca), e povera di sale, zuccheri raffinati, grassi saturi.

Fonti:
AIGE (associazione italiana ginecologia endocrinologica)
SIGO (societa italiana ginecologia e ostetricia)
Linee guida menopausa AOGOI 
SIC (societa italiana di cardiologia) 
American Heart Association

Ginecologia E Ostetricia
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