Il 16 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione, promossa dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura).
Il tema scelto quest’anno è “Innovare oggi per nutrire il domani”. Come sottolinea la FAO sul sito ufficiale dedicato alla ricorrenza, soluzioni innovative, unite alle conoscenze tradizionali e ad approcci inclusivi, possono contribuire a garantire a tutti/e l’accesso ad alimenti sufficienti, diversificati, sicuri e nutrienti, tutelando allo stesso tempo le risorse naturali.
L’innovazione può tradursi in nuove tecnologie per la produzione agricola, in sistemi di distribuzione più efficienti o in modalità più sostenibili di conservazione degli alimenti. Tuttavia, costruire un futuro alimentare migliore significa anche agire nel presente, attraverso scelte consapevoli che riguardano il modo in cui acquistiamo, conserviamo e consumiamo gli alimenti.
Tra queste, ridurre lo spreco alimentare rappresenta un’azione alla portata di tutti.
Quanto cibo sprechiamo in Italia?
Ridurre gli sprechi è un obiettivo da perseguire tutti i giorni. Secondo i dati del Report 2026 dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher, elaborati nell’ambito della campagna Spreco Zero in collaborazione con DISTAL – Università di Bologna e Ipsos-Doxa, lo spreco alimentare domestico in Italia è diminuito nell’ultimo anno. La quantità media settimanale pro capite, infatti, è passata da circa 620 a 550 grammi, con una riduzione di circa il 10%.
Nonostante questo miglioramento, ogni persona continua a sprecare circa 554 grammi di cibo a settimana, generando uno spreco domestico del valore di oltre 7 miliardi di euro all’anno.
Tra i comportamenti che contribuiscono al fenomeno emerge la tendenza ad acquistare più alimenti del necessario: circa il 30% delle famiglie italiane dichiara di sprecare cibo perché compra quantità superiori alle proprie esigenze, spesso per paura di non averne a sufficienza.
Questi dati mostrano quanto le abitudini di acquisto e di gestione degli alimenti possano incidere sullo spreco domestico.
Come ridurre gli sprechi alimentari? I consigli della nutrizionista
Scopriamo insieme alla dott.ssa Ilenia Oppedisano, biologa nutrizionista in Humanitas Mater Domini e nei centri medici Humanitas Medical Care, alcuni consigli pratici per ridurre gli sprechi alimentari e scegliere abitudini più sostenibili.
1. Pianificare i pasti e la spesa
Organizzare in anticipo i pasti della settimana è un primo passo per acquistare solo ciò che serve, evitando di accumulare alimenti che rischiano di non essere consumati in tempo.
Secondo studi recenti, la pianificazione dei pasti, insieme alla preparazione di una lista della spesa e al riutilizzo degli avanzi, è associata a una minore quantità di cibo sprecato nelle famiglie*.
Ecco cosa fare:
- pianificare i pasti della settimana, tenendo conto degli impegni e delle occasioni in cui si mangerà fuori casa
- controllare la dispensa, il frigorifero e il congelatore per verificare quali alimenti sono già disponibili
- preparare una lista della spesa e attenersi alle quantità realmente necessarie
- acquistare prodotti freschi in quantità adeguate al consumo previsto
2. Controllare le scadenze e conservare correttamente gli alimenti
Una corretta conservazione aiuta a mantenere gli alimenti in buone condizioni più a lungo e a ridurre il rischio che si deteriorino prima di essere consumati.
È importante controllare regolarmente le date riportate sulle confezioni e organizzare frigorifero e dispensa in modo da consumare prima i prodotti in scadenza.
Per limitare gli sprechi occorre:
- conservare gli alimenti rispettando le indicazioni riportate sulle confezioni e le temperature consigliate
- utilizzare contenitori adeguati e ben chiusi, per proteggere gli alimenti e conservarli correttamente
- riporre in posizione ben visibile gli alimenti da consumare prima, per evitare che scadano
- congelare gli alimenti per prolungarne la durata e poterli consumare in un secondo momento
3. Riutilizzare gli avanzi in modo creativo
Gli avanzi non devono necessariamente diventare rifiuti. Se conservati correttamente, possono essere utilizzati per preparare nuovi piatti.
Verdure cotte, legumi, cereali e altri ingredienti avanzati possono diventare la base perfetta per zuppe, frittate o polpette.
4. Scegliere alimenti di stagione e sostenere i produttori locali
Un’alimentazione varia, che includa alimenti di stagione, può contribuire a diversificare l’apporto di nutrienti e a ridurre l’impatto ambientale legato alla produzione e al trasporto.
Acquistare direttamente dagli agricoltori o produttori locali, inoltre, permette di sostenere le economie del territorio e valorizzare le produzioni locali.
Anche in questo caso, il consiglio è acquistare quantità proporzionate alle proprie necessità: scegliere prodotti di stagione e locali è un’abitudine positiva, ma lo è altrettanto riuscire a consumare ciò che si acquista.
Innovare oggi per nutrire il domani: il contributo delle scelte quotidiane
La Giornata mondiale dell’alimentazione 2026 invita a guardare al futuro dei sistemi agroalimentari, sottolineando il ruolo dell’innovazione, della ricerca e della collaborazione. Ma un futuro alimentare più sostenibile si costruisce anche attraverso gesti semplici, ripetuti ogni giorno.
Pianificare la spesa, conservare correttamente gli alimenti, recuperare gli avanzi e scegliere prodotti locali sono comportamenti che possono contribuire a ridurre gli sprechi e a utilizzare in modo più consapevole le risorse.
Ognuno può fare la propria parte: l’innovazione offre nuove opportunità, ma le scelte quotidiane hanno un ruolo importante nel costruire un sistema alimentare più sostenibile, capace di nutrire le persone e tutelare il pianeta.
Fonti:
https://www.fao.org/world-food-day/it
https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Report-WW26_Febb.pdf
