Nel caso in cui il trombo si formi all’interno di un vaso arterioso, deputato a portare sangue ossigenato (ricco di nutrimento) ai tessuti, la malattia che insorge si chiama ischemia e provoca morte delle cellule alle quali non arriva più ossigeno. Se le cellule colpite sono quelle del cuore, si parlerà di infarto del miocardio, di ictus nel caso siano cellule del cervello, di ischemia retinica se dell’occhio, ecc.

Sono molteplici i fattori che danneggiano le arterie e, pertanto predispongono a tali eventi, alcuni legati allo stile di vita (tabagismo, obesità, sedentarietà) altri a malattie o alterazioni metaboliche (dislipidemia, diabete mellito, ipertensione arteriosa, malattie autoimmuni,…).

La Diagnosi

Queste patologie vengono curate dagli specialisti d’organo (cardiologo, neurologo, oculista, chirurgo vascolare, ecc.), spesso in regime d’urgenza.

La valutazione  dello specialista dell’Ambulatorio di Ematologia e Trombosi, potrà essere richiesta per quelle trombosi arteriose che si verifichino in pazienti senza fattori di rischio, nei quali si sospetti una predisposizione genetica (se esordite in pazienti con età < 50 anni o in più componenti della stessa famiglia) oppure in pazienti che presentino recidive ischemiche nonostante regolare assunzione della terapia antitrombotica.

I Sintomi

Poiché la trombosi arteriosa determina un’improvvisa perdita di cellule e quindi di un’importante funzione del nostro corpo, i sintomi sono solitamente eclatanti e richiedono immediato accesso al Pronto Soccorso.

Il sintomo più frequente è il dolore la cui sede dipende dal punto dell’ischemia: ad esempio, sarà al torace nell’infarto, alla gamba nell’ischemia di un arto, all’occhio se la trombosi coinvolge un’arteria retinica.L’ictus cerebrale, nella maggior parte dei casi, si manifesta come perdita della sensibilità o della forza di metà corpo (un braccio, braccio e gamba dello stesso lato, metà volto) o con perdita, parziale o totale, della capacità di parlare.

I Trattamenti

Nella maggior parte dei casi, la trombosi arteriosa richiede un trattamento antitrombotico con farmaci antiaggreganti che agiscono riducendo la capacità delle piastrine di aggregarsi.E’ molto importante, inoltre, individuare e tenere sotto controllo tutti i potenziali fattori di rischio cardiovascolari.

Esistono casi particolari di trombosi arteriose in cui deve essere considerata la terapia anticoagulante e  per le quali può essere indicata una valutazione presso l’Ambulatorio di Ematologia e Trombosi come, ad esempio, nell’ictus da dissecazione carotidea o da presenza di anticorpi antifosfolipidi, nell’infarto da anomalie anatomiche coronariche, nell’ictus da pervietà del forame ovale o da fibrillazione atriale.