Il suo nome scientifico è SARS-CoV-2 ma, generalmente, è  conosciuto come Coronavirus: il virus respiratorio ormai arrivato in Italia. Ne parliamo con la dottoressa Simona Sancini, Direttore Medico Sanitario di Humanitas Mater Domini e dei centri medici Humanitas Medical Care dell’area di Varese.

Coronavirus: quale la sua origine?

Il suo particolare nome ha origine dalla sua struttura: la superficie del virus SARS-CoV-2, infatti, è costellata da punte a forma di corona. Ma da dove ha origine questo virus?

Per capire cosa sia SARS-CoV-2 occorre fare una premessa: i Coronavirus (CoV) sono una famiglia di virus comuni negli animali, come i pipistrelli e i cammelli. Così come può succedere per altri virus – spiega la dottoressa Sancini – i CoV hanno subito una mutazione, diventando “patogeni” ossia pericolosi per l’uomo. La capacità dei virus di evolvere ed infettare gli uomini, si chiama “salto di specie” o spillover.”

Ad oggi, della famiglia dei CoV, si conoscono ben 7 tipologie di virus che possono infettarci: i primi furono identificati a metà degli anni Settanta, mentre gli ultimi, che nei mesi si sono evoluti, hanno generato l’attuale coronavirus SARS-CoV-2.

I Coronavirus possono causare diverse patologie: dal semplice raffreddore a sindromi respiratorie più gravi come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave).

Perché si parla di “nuovo coronavirus”?

Questo ceppo di Coronavirus è a tutti gli effetti considerato “nuovo”, in quanto mai identificato e studiato prima della sua segnalazione in Cina, nella città di Wuhan, a dicembre del 2019.

Il virus è stato così chiamato dal “Coronavirus study group” dell’International Committee on Taxonomy of Viruses (la commissione deputata a classificare e a denominare i virus) perché ritenuto “fratello” del virus responsabile della SARS (SARS-CoV).

COVID-19, invece, è il nome della malattia da nuovo coronavirus:

  • “CO” indica corona,
  • “VI” virus,
  • “D” significa disease (malattia in inglese)
  • 19 si riferisce al 2019, l’anno della sua comparsa.

Quanto è pericoloso?

Per capire la pericolosità di SARS-CoV-2 bisogna citare i numeri diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità:

  • circa l’80% delle persone infettate guarisce senza bisogno di particolari cure
  • in circa 1 persona su 6 la malattia è seria e causa difficoltà respiratorie
  • al momento il tasso di mortalità è circa del 2%.

Alle forme gravi di COVID-19, sono più soggette le persone anziane e i pazienti con malattie pregresse, in particolare diabete e patologie cardiache.

Quali sono i sintomi?

L’infezione da nuovo coronavirus può manifestarsi con diversi sintomi: dai più lievi, come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, fino a sintomi più gravi, come polmonite e difficoltà respiratorie. Alcune persone, invece, risultano asintomatiche al virus, ossia non mostrano sintomi.

“Come si può notare, i sintomi da nuovo coronavirus sono molto simili a quelli che si riscontrano in pazienti affetti da influenza stagionale, spiega la dottoressa Sancini. Per confermare la diagnosi di COVID-19, dunque, sono necessari esami specifici analizzati nei laboratori di riferimento regionale”.

Il paziente sospetto viene sottoposto ad un tampone faringeo: rapido, non invasivo e indolore, l’esame viene eseguito tramite un bastoncino cotonato inserito in bocca, in modo da prelevare un campione della mucosa della faringe posteriore.

COVID-19: esiste una cura?

Ad oggi non è stata identificata ancora una cura alla malattia. Per trattare i pazienti, si agisce sui sintomi, monitorando costantemente il quadro clinico complessivo.

Cosa fare in caso di dubbi?

Nel caso in cui un soggetto abbia febbre, maggiore di 37.5°, manifesti difficoltà respiratorie e tosse, si richiede di:

  • non recarsi in pronto soccorso o dal medico di medicina generale
  • indossare una mascherina per proteggere le persone intorno
  • chiamare il numero verde 1500, attivo 24 ore su 24, messo a disposizione dal Ministero della Salute, per avere maggiori indicazioni sui comportamenti da seguire.