Bionda, mora o rossa, alta o meno, ogni donna è unica, speciale. Un filo conduttore però le unisce: le tappe della prevenzione.

Ottobre, in particolare, è il mese dedicato a quella senologica. Ripercorriamo, quindi, insieme quando controllare la salute del seno e quali sono gli esami consigliati. *
* Oltre ai consigli di prevenzione, si ricorda l’importanza di seguire le indicazioni del proprio medico.

Un promemoria per ogni età

Tra i 20 e i 30 anni

Per le donne più giovani si consiglia di iniziare il percorso di prevenzione con l’autopalpazione e di rivolgersi allo specialista di fiducia solo in caso di riscontro eventuali noduli o altre alterazioni a carico della cute e/o dei capezzoli. L’autopalpazione è un esame molto semplice e veloce che ogni donna, dai 20 anni in su, dovrebbe eseguire una volta al mese, preferibilmente tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo mestruale. E’ un prezioso strumento di prevenzione che permette di entrare in confidenza e di conoscere il seno, notando eventuali cambiamenti che possano necessitare di approfondimento.

Dai 30 anni ai 40 anni

In questa fascia di età, è opportuno sottoporsi ad una prima visita senologica ed ecografia mammaria. Durante la visita, dopo un colloquio iniziale volto alla ricerca di eventuali fattori di rischio presenti nella storia familiare e clinica della donna, lo specialista procede con un’accurata ispezione e palpazione delle mammelle e delle stazioni linfonodali. Al termine potrà richiedere ulteriori approfondimenti oppure dare indicazioni su come proseguire nel tempo con i controlli indicandone il tipo e la periodicità ottimale con cui eseguirli.

Dopo i 40 anni

Il percorso diagnostico ottimale per le donne di oltre 40 anni prevede mammografia, ecografia e visita senologica da eseguirsi fra loro a distanza ravvicinata e, possibilmente, nell’ordine indicato ogni 12-18 mesi. Anche se l’insieme dell’esecuzione dei tre esami permette oggi di diagnosticare la stragrande maggioranza di tumori in fase iniziale, si ricorda che la mammografia rappresenta il perno centrale dell’intero percorso. Questo ancor di più oggi con l’introduzione delle nuove apparecchiature digitali con tomosintesi che consentono una visione tridimensionale della mammella e molto migliorato l’accuratezza diagnostica della metodica rendendo, ad esempio, più facilmente rilevabili minime alterazioni dubbie nei cosiddetti “seni densi”, tipici delle donne più giovani, e notoriamente più difficili da studiare.

Un nuovo mammografo a tomosintesi è oggi presente in Humanitas Mater Domini, nel nuovo edificio che  amplia gli spazi dell’ospedale dedicati alla prevenzione e alla diagnosi precoce.

 

Fino a quando è necessario controllarsi?

Il rischio di sviluppare un tumore al seno cresce in modo lineare con l’aumentare dell’età.  Nonostante le donne di età avanzata non vengano più coinvolte nei programmi organizzati di screening, anche oltre i 75 anni è sempre importante sottoporsi a controlli eseguendo periodicamente l’autopalpazione e un esame mammografico almeno a cadenza biennale.