Che sia per tenere sotto controllo il progredire di un difetto visivo o un periodico controllo dall’oculista, l’Associazione Internazionale per la Riabilitazione Visiva dell’Infanzia (AIERV) consiglia ai genitori di programmare un calendario di osservazione della vista dei più piccoli, che prevede una prima visita a 6 mesi e poi:

• Al compimento dell’anno
• All’ingresso alla scuola materna e primaria (3 e 6 anni)
• Ogni 1-2 anni, secondo l’indicazione dell’oculista curante.

Molti genitori, però, non rispettano queste indicazioni, sottovalutando quelli che, invece, potrebbero essere i principali segnali di un disturbo oculistico. Quali sono, dunque, i 10 campanelli di allarme ai quali i genitori dovrebbero prestare particolare attenzione? Ne parliamo con la dottoressa Monica Ragazzini, Oculista di Humanitas Mater Domini.

I 10 campanelli di allarme

Difficoltà del bambino ad afferrare gli oggetti che gli si porgono
Scorretta postura della testa, tendenzialmente inclinata quando scrive o guarda la TV
Fastidio alla luce naturale o artificiale
Continuo sfregamento degli occhi
Mal di testa ricorrente
Frequente tendenza del bambino a cadere ed inciampare
Lacrimazione associata a bruciore ed arrossamento degli occhi
Sensazione di corpo estraneo (come sabbia)
Tendenza a fissare un oggetto o guardare la tv con un occhio chiuso
Occhi visibilmente deviati verso l’interno o l’esterno del volto (strabismo)

Ai genitori che notano uno o più segnali, consiglio di informare il pediatra di famiglia, che valuterà l’eventuale necessità di una visita oculistica del bambino. Controllare la salute degli occhi fin dai primi mesi di vita, infatti, permette di poter individuare e trattare anche quei disturbi della vista che non sempre possono essere notati ad occhio nudo”, conclude la specialista.

Per ulteriori approfondimenti, clicca qui e guarda l’intervista della dottoressa Ragazzini a ‘Buongiorno’ – Tele Pavia.