Che cos’è la risonanza magnetica (RM)?

La risonanza magnetica è una metodica radiologica che si basa sulla fisica dei campi magnetici e permette di visualizzare l’interno del nostro corpo senza effettuare operazioni chirurgiche o somministrare radiazioni ionizzanti (radiazioni X), come nella TAC.

La risonanza magnetica è un’indagine sicura e del tutto innocua per l’organismo umano. L’assenza di radiazioni ionizzanti la rende particolarmente adatta anche per la ripetizione di esami a breve distanza di tempo.

Durante la risonanza magnetica, il paziente viene a trovarsi all’interno di un campo magnetico molto forte (anche 10.000-15.000 volte superiore al campo magnetico terrestre), cosicché gli atomi che costituiscono il nostro organismo (più precisamente i protoni) acquistano energia e si orientano secondo l’andamento del campo magnetico medesimo.

Quando quest’ultimo viene disattivato, gli atomi tornano al loro orientamento naturale, cedendo l’energia accumulata ed emettendo un segnale. Grazie a sofisticati sistemi è possibile intercettare tale segnale e trasformarlo nelle immagini di risonanza magnetica.

A cosa serve l’esame?

La risonanza magnetica, nata originariamente per studiare il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale), è oggi utilizzata per esaminare tutti i distretti corporei: torace, addome, articolazioni, sistema scheletrico e articolare, muscoli.

È utilizzata per lo studio delle malattie infiammatorie, infettive, tumorali, ma anche per problemi minori legati alla patologia traumatica o degenerativa, come ad esempio la lesione dei menischi nel ginocchio o della cuffia dei rotatori nella spalla.

Spesso la risonanza magnetica è una metodica complementare alla TAC, che mantiene un ruolo primario nell’approccio di diverse patologie, poi approfondite con l’uso della risonanza.

Altre volte, costituisce una metodica alternativa alla TAC oppure di elezione.

Domande Frequenti (F.A.Q.)

Sono portatore di pace-maker cardiaco: posso eseguire la risonanza magnetica?

Il pace-maker cardiaco è tutt’oggi annoverato tra le controindicazioni assolute all’esecuzione di risonanze magnetiche. I portatori di pace-maker tendenzialmente non possono essere sottoposti a risonanza magnetica.

Recentemente, si è iniziato ad impiantare pace-maker compatibili col campo magnetico. Per poter eseguire l’esame, comunque, è necessaria documentazione che ne attesti la compatibilità.

Nell’eventualità, l’esame verrà eseguito previo “spegnimento” del pace-maker e sotto stretto controllo cardiologico.

Sono portatore di schegge e/o frammenti metallici in sede oculare, viscerale o intracranica: posso eseguire la risonanza magnetica?

Schegge o frammenti che si trovano in prossimità di strutture nobili vanno attentamente indagati e, generalmente, costituiscono una controindicazione all’esecuzione dell’esame.

Sono portatore di dispositivi metallici (anche per uso medico): posso essere sottoposto a risonanza magnetica?

Tutto ciò che è potenzialmente incompatibile col campo magnetico deve essere indagato (casa costruttrice, tipo e data impianto).

La sua eventuale compatibilità, infatti, deve essere certificata per poter eseguire l’esame.

Ho dei tatuaggi: posso eseguire l’esame di risonanza?

In caso di tatuaggi, occorre verificare: grandezza del tatuaggio, sito del tatuaggio, data di esecuzione, pigmentazione utilizzata (certificazione).

Le considerazioni conseguenti a quanto sopra riportato possono deporre per una non esecuzione dell’esame.

Ho la febbre: posso eseguire l’esame di risonanza?

Dipende dal tipo di esame che si deve effettuare. Il campo magnetico determina, infatti, un aumento della temperatura corporea soprattutto quando il corpo del paziente si trova totalmente o quasi interamente all’interno del magnete. In questi casi l’équipe di risonanza valuterà il rinvio dell’esame.

Porto delle protesi del cristallino (cataratta): posso eseguire l’esame?

È sempre meglio produrre una documentazione circa la compatibilità delle protesi del cristallino.

Le linee guida più recenti, concordate in seguito ad un gruppo di lavoro istituito dalla ASL (Azienda Sanitaria Locale), hanno portato a definire che è possibile sottoporre a risonanza magnetica pazienti portatori di protesi del cristallino successive all’anno 1985. Quelle anteriori a tale anno devono essere seguite da certificazione.

Sono portatrice di dispotivi intrauterini (spirale): posso sottopormi a risonanza magnetica?

Sì. Le linee guida invitano però ad eseguire visita ginecologica post esame onde verificare che la situazione iniziale sia rimasta inalterata.

Sono anemico (anemia falciforme): posso sottopormi a risonanza magnetica?

Tale situazione deve essere attentamente valutata dall’équipe di risonanza e, in particolare, dal medico radiologo.

Quali altre precauzioni devo adottare quando mi sottopongo ad esame di risonanza magnetica?

Il giorno dell’esame non utilizzare cosmetici (soprattutto intorno agli occhi), rimuovere piercing, non introdurre nella sala magnete orologi, carte magnetiche, cellulari e monete.

Il personale dell’équipe verificherà, comunque, che tutte le condizioni di sicurezza siano rispettate.

Questo testo è stato redatto dagli specialisti di Humanitas Mater Domini.
Nessuna parte di esso può essere in alcun modo riprodotta per terze parti o da queste utilizzata.
Autore: Massimiliano Paganini, Coordinatore tecnico Radiologia
Data di pubblicazione: 16/01/2014