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Con la luce, combatti il colpo di frusta!

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Molto spesso, le persone coinvolte in incidenti automobilistici, soprattutto tamponamenti, riportano il classico colpo di frusta, ossia un trauma contusivo-distorsivo al rachide cervicale.

Dolori muscolari al collo e alle spalle, vertigini e nausee ricorrenti, cefalea, intorpidimento e parestesie agli arti superiori, insonnia, sono alcuni dei più frequenti sintomi di uno stato di malessere che si protrae nelle settimane dopo il trauma.

Oggi, oltre alla terapia medica con farmaci decontratturanti e antinfiammatori, esiste una terapia biofisica che, in sinergia con le altre cure, può alleviare e curare la sintomatologia del colpo di frusta.

Si tratta della Light Therapy (Luce polarizzata Bioptron 2), una luce polarizzata con caratteristiche di non invasività e di non nocività, disponibile presso il Centro di Medicina Rigenerativa di Humanitas Mater Domini.

“Associata alla terapia sistemica miorilassante, alla fisioterapia decontratturante, la Light Therapy può velocizzare i tempi di guarigione del colpo di frusta, con il raggiungimento del benessere in tempi brevi dopo giorni di sofferenza. Se si esegue due /tre volte la settimana, con sedute da 30 minuti, il trattamento permette infatti la riduzione del fenomeno infiammatorio (grazie ad alcune frequenze luminose) e del dolore”, spiega il dottor Salvatore Emanuele Aragona, responsabile del Centro.


La Light Therapy
ha, inoltre, anche altre indicazioni terapeutiche.

Trattamento di qualsiasi ferita o lesione cutanea. In particolare:

Trattamento del dolore. In particolare:

Medicina sportiva

  • Distorsioni, stiramenti, contusioni
  • Gomito del tennista (epicondilite omerale)
  • Lacerazione di legamenti e muscoli
  • Lesioni dei tessuti molli di muscoli, tendini e legamenti (spasmi muscolari)
  • Tendiniti

Trattamento di patologie dermatologiche. Nello specifico:

Vuoi approfondire l’argomento? Visita il Centro di Medicina Rigenerativa di Humanitas Mater Domini.

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Tanti nei? Più controlli

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Per molti sono un vezzo, per altri un inestetismo. A volte, invece, rappresentano un "pericolo in agguato".

I nei vanno sempre osservati con attenzione in quanto, anche se apparentemente innoffensivi, possono trasformarsi in un melanoma, ossia un tipo di tumore maligno molto aggressivo, in grado di diffondersi velocemente all’interno dell’organismo, andando a colpire organi anche molto lontani dal punto di origine.

Molti non sanno che il melanoma, oltre a potersi sviluppare da un neo preesistente, molto più frequentemente compare ex-novo su cute sana. In questi casi, inizialmente assomiglia molto ad un neo, ma successivamente subisce modificazioni di forma, di colore, di dimensione e dei bordi.

 

L'importanza della prevenzione

Il melanoma é un tumore dal quale si può guarire, purchè riconosciuto in tempo.

“Prevenire è senz’altro meglio che curare”. Questo motto è fondamentale nel caso dei nei. A tal proposito, impariamo la Regola dell’ABCDE.

Si tratta dell“Alfabeto dei nei”, un ottimo strumento di autovalutazione che consente di comprendere se una macchia della pelle rappresenta un rischio.
Importanti da ricordare, sono le prime 5 lettere dell’alfabeto.

A = Asimmetria: ipotizzando di dividere il neo a metà, occorre verificare se le due parti sono uguali (simmetriche) oppure diverse tra loro (asimmetriche). La macchia asimmetrica deve destare preoccupazione.

B = Bordi: quelli di un neo non pericoloso sono regolari, mentre quelli di uno sospetto frammentati.

C = Colore: deve essere un campanello di allarme se non è uniforme o muta nel tempo, con presenza di chiazze, imperfezioni, zone più chiare/scure.

D = Dimensioni: occorre approfondire se la macchia è piuttosto grande, con un diametro oltre i 6 millimetri.

E = Evoluzione: se la macchia si modifica velocemente cambiando aspetto (forma, colore, dimensioni) oppure se iniziasse a diventare pruriginosa, si consiglia di rivolgersi al dermatologo.

Una corretta esposizione solare, la diagnosi precoce grazie all’autosservazione delle macchie della pelle e il controllo periodico dei nei, sono le armi chiave per la prevenzione del melanoma.

E’ importante controllare, con attenzione e periodicamente la propria pelle, per verificare se qualche nevo si è modificato. Il rapido cambiamento delle proporzioni e del diametro di un qualunque nevo o macchia pigmentata deve sempre renderci sospettosi e, nel caso si riscontrasse una modificazione, è opportuno rivolgersi allo specialista dermatologo.

 

Dermatoscopia e Videodermatoscopia computerizzata: un'arma efficace nella prevenzione del melanoma

La Dermatologia di Humanitas Mater Domini si avvale di apparecchiature digitali innovative per la prevenzione e la diagnosi precoce del melanoma.

Il controllo strumentale periodico (almeno una volta l’anno) dei nei rappresenta uno strumento di prevenzione fondamentale, da consigliare soprattutto ai soggetti “ a rischio”.

Oggigiorno, un preciso ed accurato controllo dei nei non può prescindere dall’esame dermatoscopico che, utilizzando una fonte di luce ed una lente, consente di accedere visivamente a strutture pigmentarie che stanno al di sotto della superficie cutanea, permettendo quindi la distinzione fra lesioni benigne e lesioni maligne, con una sensibilità largamente superiore a quella dell'esame clinico.

La videodermatoscopia digitale computerizzata rappresenta l’evoluzione digitale della dermoscopia, in quanto il dermoscopio è connesso ad un video grazie una speciale telecamera. Si è così in grado di visualizzare, con grande precisione, l'invisibile struttura di nei sospetti. L'esame è semplice rapido ed indolore. Si esegue appoggiando il microscopio sulla pelle del paziente e visualizzando immediatamente sullo schermo la lesione sospetta. Si ottengono e si memorizzeranno quindi delle immagini che potranno essere riviste e confrontate a distanza di tempo.

 

Vuoi saperne di più? Consulta l’attività dell’Ambulatorio di Dermatologia di Humanitas Mater Domini.

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Ho la cervicale! E se fosse un'ernia?

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Circa il 18% della popolazione soffre di dolori cervicali saltuari, episodici o addirittura costanti.

A volte però il dolore può diventare persistente, manifestarsi come acuto, molto simile ad una stilettata o flash doloroso che si protrae da una scapola all’altra. In alcuni casi, quando il dolore cervicale è cronico e non passa né con i classici accorgimenti né con i farmaci antidolorifici, si può invece ipotizzare la presenza di un’ernia del disco cervicale.

“L’ernia cervicale discale è una patologia abbastanza diffusa ed è dovuta alla degenerazione ed alla protrusione dei dischi vertebrali che si trovano nella zona del collo. I dischi intervertebrali fungono come dei “cuscinetti” tra le vertebre al fine di ridurre gli attriti ossei, garantire tutti i movimenti del collo ed attutire i traumi. Può accadere che, per effetto naturale e genetico familiare, per posture sbagliate, per traumi acuti o cronici continuati nel tempo (come le sollecitazioni che subiscono gli autisti o i barcaioli), i dischi cervicali subiscano una degenerazione che causa la fuoriuscita di parte di essi (il nucleo polposo) dalla propria sede e vada a comprimere le strutture midollari e nervose presenti all’interno della colonna”, spiega il dottor Carlo Antonio Todaro, Responsabile del Centro di Chirurgia Mininvasiva della Colonna di Humanitas Mater Domini.


Dimmi i tuoi sintomi!

I sintomi tipici dell’ernia discale cervicale sono molto simili a quelli della classica “cervicale”, nonché delle contratture del collo e per questo molto spesso vengono sottovalutati dal paziente. Un errore da evitare, perché si tratta di una patologia che può evolversi nel tempo, peggiorando. Può capitare che, insieme al dolore sordo, il paziente avverta un formicolio che scende lungo il braccio, coinvolga le dita della mano e addirittura possa interessare anche parte del viso o della nuca. Altri sintomi sono la sensazione di nausea, la cefalea, le vertigini e la sensazione di debolezza alle dita della mano ed anche alle gambe.

Come curare l'ernia discale?

L’ernia cervicale può essere trattata con terapie fisioterapiche (massaggi decontratturanti, applicazioni di tipo elettrico o magnetico al collo, ecc.) o tecniche mininvasive quali l’ozonoterapia e l’intervento chirurgico.

 

L’ozonoterapia: un aiuto dall’ossigeno

L’ozonoterapia rappresenta un valido trattamento al problema dell’ernia discale cervicale.

È molto simile ad un un’iniezione intramuscolare: viene iniettata una miscela d’Ossigeno – Ozono medicale (in concentrazione e quantità ben determinata) nel disco intervertebrale. Si verifica in questo modo un’azione diretta di tipo litico (scioglimento) all'interno del disco intervertebrale. Ne consegue che la tensione discale ed il dolore sono alleviati, grazie al potere antinfiammatorio dell’ozono. La terapia può essere però eseguita solo in casi selezionati, ossia quando il disco è ancora contenuto e l’unico sintomo è il dolore.

 

Quali sono i vantaggi dell’Ozonoterapia?

  • È innocua: si tratta di Ossigeno e quindi si evita il problema di essere allergici
  • Assenza di controindicazioni
  • Altissima percentuale delle guarigioni: oltre il 90% dei casi
  • Nessuna necessità di riposo. Anzi, il movimento agevola la guarigione
  • Nessuna necessità di presidi ortopedici (collari, busti, corsetti o altro).
  • Recidive veramente basse: la percentuale è di un quarto rispetto all’incidenza del Conflitto Disco Radicolare (CDR) nella popolazione

 Vuoi saperne di più? Visita il Centro di Chirurgia Mininvasiva della Colonna di Humanitas Mater Domini.

 

 

 

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