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Non sottovalutare il diabete gestazionale, previenilo!

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Forse non tutti sanno che, solo in Italia, il diabete gestazionale complica il 10/12% delle gravidanze e rappresenta un campanello d’allarme per la salute sia di future mamme (possibile sviluppo il diabete di tipo 2) che di nascituri.
Si può prevenire? Si può curare? Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Garofalo Greta, specialista in Ginecologia e Ostetricia in Humanitas Mater Domini (Castellanza).

 

Il diabete gestazionale: cos’è e perché si manifesta?

Il diabete gestazionale (GDM) è un’alterazione del metabolismo dei glucidi (zuccheri).  Durante il periodo della gravidanza, la placenta secerne diversi tipi di ormoni che contrastano l’effetto dell’insulina, il principale ormone deputato all’utilizzazione degli zuccheri da parte dei tessuti e alla riduzione dei loro livelli nel sangue. Questo effetto di aumentata resistenza tissutale all’insulina, provoca un aumento dei valori della glicemia nel sangue.

Quali i rischi per mamma e neonato?

Il diabete gestazionale può avere implicazioni sia per la mamma che per il bambino.
Se per la mamma il principale rischio è quello di sviluppare successivamente il diabete (più del 50% entro 5-10 anni dal parto), per il neonato vi sono diverse problematiche da non sottovalutare.
Il glucosio, passando attraverso la placenta, può promuovere una crescita eccessiva del feto (macrosomia), con conseguenti complicanze al parto, tra le quali la distocia di spalla (quando la spalla del bambino si blocca dietro l’osso pubico durante il parto) ed eventuali lesioni al complesso muscolo-scheletrico dell’arto del neonato.
Il diabete gestazionale, talvolta, può comportare un’alterazione nella normale funzionalità placentare, aumentando il rischio di sviluppare preeclampsia (sindrome ipertensiva della gravidanza) e compromettendo la crescita fetale stessa in termini di ridotto sviluppo.
“I bimbi possono nascere con ittero neonatale e, dopo la nascita, possono avere riduzioni della glicemia, anche pericolose. Possono manifestare, inoltre, insufficienza respiratoria dovuta a ritardi nella maturazione polmonare. Nei casi di diabete severo non trattato adeguatamente, la complicanza più grave è la morte intrauterina”, specifica la dottoressa Garofalo.
I bambini nati da donne con diabete gestazionale, infine, avranno un maggiore rischio di diventare sovrappeso, di sviluppare nel corso della loro vita obesità e diabete di tipo 2.

Come si previene il diabete gestazionale?

Anche se nella maggior parte dei casi il disturbo metabolico si risolve dopo il parto, non significa che sia innocuo. Pertanto, è bene puntare sulla prevenzione!
Nelle donne a rischio di sviluppare il diabete gestazionale (ossia con familiarità positiva per diabete), in sovrappeso o obese, la sola scelta di seguire un’alimentazione corretta, associata ad una costante attività fisica ed eventualmente all’integrazione di vitamina D, non è sufficiente.
La strategia efficace è rappresentata, invece, dalla supplementazione di inositolo, ossia una sostanza naturale che attiva la risposta dell'insulina all'interno della cellula.
“Il ruolo preventivo del myo-inositolo (forma più diffusa dell’inositolo) è stato documentato negli ultimi anni da diversi studi clinici. Gli stessi hanno evidenziato in particolar modo una riduzione del rischio di diabete gestazionale pari al 57% e una diminuzione significativa dei livelli glicemici della curva da carico (esame utilizzato per assicurarsi che la futura mamma non abbia il diabete gestazionale)”, specifica la specialista.
L’assunzione del myo-inositolo permette di prevenire in modo efficace il diabete gestazionale in donne a rischio. Ha portato, inoltre, ad una riduzione del tasso di bambini macrosomi (neonati significativamente più grandi rispetto alla media, con un peso di oltre 4 kg, indipendentemente dalla loro età gestazionale), parti prematuri, ipertensione gestazionale ed una diminuzione della necessità di ricorrere alla terapia intensiva neonatale.

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