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Pronto Soccorso: con il codice paziente si segue il percorso in real time

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Un conoscente è in Pronto Soccorso. E' possibile seguire in tempo reale il suo persorso, anche se non si è fisicamente acccanto a lui?

La risposta è si.  Consultando il sito materdomini.it e collegandosi alla pagina dedicata, familiari e conoscenti possono verificare il percorso del proprio caro, subito dopo che lo stesso abbia comunicato loro il suo codice paziente.

Attraverso metodi codificati (breve intervista del paziente, informazioni dal 118 e da parenti o accompagnatori), viene individuato il problema principale e stabilito, in base alle condizione d’urgenza, il livello di gravità e la priorità di ingresso in sala visita. A ciascun paziente viene attribuito un codice, corrispondente alla sua condizione e in analogia con i criteri definiti dal decreto del Ministero della Sanità del 15 maggio 1992:

  • codice rosso: molto critico, pericolo di vita, priorità massima, accesso immediato alle cure;
  • codice giallo: mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, possibile pericolo di vita;
  • codice verde: poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili;
  • codice bianco: non critico, pazienti non urgenti.

I tempi di attesa variano dunque in base al codice paziente. Grazie ai monitor posti in Pronto Soccorso e al sito materdomini.it, è possibile verificare l’afflusso dei pazienti e l’andamento delle visite: il sistema comunica il totale dei pazienti in carico, il numero di quelli da visitare, quelli con accertamenti in corso e quelli in osservazione.

 

 

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La Medicina Rigenerativa di Humanitas Mater Domini all'ESOCOC

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A circa un anno dall’inizio dell’attività, il Centro di Medicina Rigenerativa (CMR) di Humanitas Mater Domini ha ampliato la sua offerta clinica e dato il via anche ad incontri scientifici, volti a descrivere il nuovo “Modello di Assistenza Clinica” (AMR)” ossia la centralità del paziente dall’ospedale al territorio, con il rapporto con le ADI, per la continuità assistenziale

Nell’ambito della diffusione a livello nazionale del progetto AMR (Ambulatori di Medicina Rigenerativa sul territorio) e del nuovo modello assistenziale per le persone con disabilità, il Centro diretto dal dottor Emanuele Salvatore Aragona e coordinato da Giada Mereghetti  (responsabile Infermiersitico), collabora oggi con il Centro Studi per la Ricerca Multidisciplinare Rigenerativa (CSRMR) dell'Università G.Marconi di Roma, diretto dal prof Torello Lotti.      

Un importante riconoscimento. Il 4 dicembre, il dottor Aragona è stato inviato a tenere una relazione alla sessione internazionale dell’ECOSOC (United Nations – economic and social council), che si terrà a Roma presso l’Università Marconi.

La sua relazione tratterà il tema: AMR - The new concept of healthcare for people with disabilities

La manifestazione patrocinata e presenziata dalle massime Autorità del nostro Paese, vede la presenza di rappresentanti di tutti gli Stati che illustreranno i progetti più innovativi per l’assistenza ai pazienti con disabilità in tutto il mondo.

Dopo il successo del Convegno “A Fior di Pelle,  le nuove metodologie di cura in Medicina Rigenerativa", il Centro di Castellanza si propone come innovativo per il modello adottato, che apre le porte alla Ricerca Medica e alle terapie biofisiche per la cura di patologie degenerative e/o invalidanti. Non a caso offre, unica in Italia, la Cellvital Magnetic therapy per la cura di numerose patologie del pavimento pelvico.

 

 

 

 

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25 Novembre: Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

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La violenza sulle donne purtroppo attraversa i confini e le culture, può prendere varie forme, ma riguarda il mondo intero.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), siamo di fronte a “un problema di salute di proporzioni globali enormi” che colpisce un terzo delle donne nel mondo (dati dell’ultimo rapporto pubblicato dall’Oms, in collaborazione con la London School of Hygiene&tropical Medicine e il South African Medical Research Council).
Il 35% delle donne, ovvero 1 su 3, subisce nel corso della vita qualche forma di violenza. La più comune è quella domestica: quasi un terzo (30%) delle donne che sono state in un rapporto di coppia, ha subito qualche forma di violenza fisica e/o sessuale da marito o compagno. A livello globale, ben il 38% dei femminicidi sono commessi dal partner. In Europa sembra andare meglio rispetto ad altre aree del pianeta, ma non è abbastanza: oltre 25 donne su 100 sono abusate fisicamente o sessualmente dai partner.

Dai dati emerge che ognuno di noi conosce una donna vittima di violenza fisica e psicologica, allora cosa possiamo fare per dare la forza di cambiare a chi subisce violenza?

"L’importante è imparare a leggere i segnali, anche quando non sono chiare richieste di aiuto. Dal punto di vista psicologico, arrivare ad articolare una domanda di cura e denunciare una violenza, è il passo che richiede il maggiore sforzo mentale. Questo accade perché, nella gran parte dei casi, gli aggressori sono persone che amiamo, il partner più di tutti, oppure il padre e altri familiari. Stare in un “amore malato “ annebbia, ma soprattutto é caratterizzato dalla dipendenza reciproca di vittima e aggressore", spiega la dottoressa Pamela Franchi psicologa di Humanitas Mater Domini.

"In molte situazioni il disagio non si esprime tramite la presa di parola, ma si attualizza in patologie e disturbi fisici. Problematiche ginecologiche ricorrenti (vaginiti, dolore pelvico cronico, ecc.), problematiche endocrinologiche, disordini alimentari spesso sorgono in comorbilità a sindromi depressive e in seguito ad abusi sessuali subiti e mai dichiarati, se non addirittura rimossi fino a quel momento dalla paziente. In quest’ottica, l’ascolto medico alla donna può essere orientato alla possibilità di far emergere e denunciare situazioni di violenza indicibili, inaccettabili e per questo vissute segretamente", conclude la dottoressa Elena Corradini, ginecolga di Humaniats Mater Domini.

Per conoscere le iniziative pensate la femminile e a tutela della salute della donna, clicca qua

 


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