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2008-2018: 10 anni di Oncologia

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Era il 2008 quando Humanitas Mater Domini decise di aprire un nuovo servizio: il Day Hospital Oncologico. Inizialmente, l’attività prevedeva la gestione di una decina di terapie oncologiche alla settimana ad opera di un medico e due infermieri. Nel corso degli anni, invece, l’estrema attenzione al paziente che è sempre al centro del percorso di cura e la capacità di supportarlo durante un momento così delicato della sua vita, hanno permesso al Servizio di diventare una realtà di eccellenza sul territorio. Nell’ultimo anno, infatti, sono state somministrate oltre 4700 terapie a 800 pazienti circa.

L’organico attuale si è ampliato, affinché sempre più persone potessero trovare a Castellanza un Ospedale in grado di sostenerli in questo difficile percorso. A distanza di dieci anni, il team multidisciplinare è oggi costituito da sei medici oncologi, un farmacista (con cui potersi confrontare per la scelta terapeutica farmacologica più adatta) ed una psicologa, perché chi affronta una malattia complessa come il tumore, necessita di un aiuto in più per accettare e affrontare la malattia. All’attività medica, si affianca il prezioso contributo di sei infermieri specializzati, un operatore socio-sanitario ed alcuni volontari del programma di volontariato Platys, che si pone l’importante fine di aiutare i pazienti e le loro famiglie durante la permanenza in ospedale.

Fondamentale, però, nello sviluppo del Servizio, è stata la capacità di aver delineato una strutturata rete di collaborazioni, non solo con i professionisti di altre specialità operanti in Humanitas Mater Domini, ma anche con gli altri ospedali del territorio e con il Cancer Center dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. Questo ha permesso la gestione in tutte le fasi del percorso oncologico anche di pazienti più complessi.

“In questi anni l’Oncologia è cambiata profondamente, sia in ambito diagnostico che terapeutico, spiega il dottor Carlo Carnaghi, Responsabile del Day Hospital Oncologico di Humanitas Mater Domini. La chemioterapia, ad esempio, è stata affiancata da nuovi farmaci “mirati” e dall’emergente ruolo della immunoterapia. Questi cambiamenti hanno portato ad ottenere risultati terapeutici sempre più soddisfacenti, sia in termine di efficacia che di riduzione delle tossicità. Le sfide aperte però sono ovviamente ancora tantissime e l’obiettivo perseguito è quello di identificare cure sempre più personalizzate sulla base delle caratteristiche di ogni singolo paziente”.

A dieci anni di distanza, i passi percorsi hanno portato a raggiungere notevoli ed ambiziosi obiettivi, ma siamo certi che l’équipe del Day Hospital Oncologico, anche per il futuro sarà una valida alleata al fianco dei pazienti contro il tumore.

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AAA Volontari cercasi in Ospedale

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In Humanitas Mater Domini prende il via la campagna di recrutamento di nuovi volontari del programma Platys

 

 
“Diventa anche tu un volontario” è  l’appello della campagna di Humanitas Mater Domini: si ricercano volontari per il VIII corso di formazione che si terrà nel mese di maggio.

Oggi, una buona squadra di volontari Platys, oltre 40 persone, si muove in Ospedale, ma si necessita sempre di nuovi volti perché i servizi crescono e con loro le esigenze di dare risposte sempre più soddisfacenti agli utenti e ai pazienti.

Fino a venerdì 20 aprile sarà possibile aderire alla nuova campagna di reclutamento di collaboratori per il progetto Platys.

 

Volontariato? Tre buoni motivi per farlo!

Il volontariato è donare liberamente tempo, energie e competenze.

Ecco tre buoni motivi per diventare volontario:

  • Sentirsi utili e acquisire fiducia in se stessi – Donare il proprio tempo per una causa alla quale si tiene particolarmente, dona un senso di realizzazione nel vedere l’effetto positivo che il proprio operato ha sugli altri.
  • Arricchire se stessi – Il volontariato è uno scambio: donando si ha la possibilità di apprendere e di crescere.
  • Conoscere nuove persone – Il volontariato unisce personalità molto diverse tra loro, ma accomunate dalla volontà di raggiungere uno stesso obiettivo.

Diventa volontario Platys: come aderire?

Oltre alle doti umane di sensibilità e disponibilità nei confronti dei pazienti, per essere volontari Platys è necessario avere compiuto 18 anni, avere la disponibilità di almeno 4 ore settimanali, aver sostenuto un colloquio attitudinale e frequentare un corso di formazione (gratuito) che insegni al volontario a riconoscere ed affrontare le diverse situazioni problematiche che possono presentarsi nel rapporto con il malato e la sua famiglia.

Per informazioni è possibile chiamare il numero 0331 476339 (il lunedì, martedì e mercoledì dalle 9.00 alle 12.30) oppure inviare una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

 

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Giovedì 1 marzo: “Viaggio nella malattia di Parkinson”

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Dopo l’Alzheimer, il Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa. Si stima che in Italia le persone affette da Parkinson siano circa 230.000. La prevalenza della malattia è pari all’1-2% della popolazione sopra i 60 anni e al 3-5% della popolazione sopra gli 85 anni. L’età media di comparsa dei sintomi é intorno ai 60 anni, ma il 5% dei pazienti può presentare una forma ad esordio precoce, con esordio prima dei 50 anni (*Fonte Ministero della Salute).

“La malattia di Parkinson si presenta a seguito della progressiva degenerazione delle cellule nervose del cervello, responsabili della produzione della dopamina, ossia il neurotrasmettitore che regola numerose funzioni dell’organismo: controllo del movimento, comportamento, umore, ritmo del sonno, memoria, ecc.,” spiega il dottor Michele Perini, neurologo di Humanitas Mater Domini e responsabile dell’Ambulatorio di Malattie Neurodegenerative.

 

Parkinson: l'informazione, un aiuto per conoscere e avere una migliore qualità di vita

Vivere con il Parkinson significa affrontare ogni giorno sfide importanti e imprevedibili. Conoscere la malattia in tutti i suoi aspetti aiuta ad affrontarla e gestirla al meglio, per non farsi vincere dalle molteplici difficoltà.

Da qui l’importanza dell’incontro “Viaggio nella malattia di Parkinson. Dai campanelli di allarme all’approccio di cura multidisciplinare” che Humanitas Mater Domini ha organizzato in collaborazione con l’Associazione Parkinson di Cassano Magnano (As.P.I.), giovedì 1 marzo alle ore 20.30.

L’incontro è aperto ai pazienti e ai loro familiari, ai medici, ma anche a tutti coloro che desiderano conoscere più da vicino questa malattia.

Nel corso della serata, interverranno gli specialisti Michele Perini (Responsabile Ambulatorio Malattie Neurodegenerative, Humanitas Mater Domini), Marica Canziani (Psicologa, Associazione Parkinson, Cassano Magnago), Marzia Sucameli (Specialista in Nutrizione, Humanitas Mater Domini) e Giulio Riboldazzi (Neurologo e neuroriabilitatore, Fondazione Borghi), per aiutare a capire la malattia, le sue diverse sfaccettature, dai risvolti psicologici all’importanza dell’alimentazione e le strategie possibili per avere una migliore qualità di vita.

 

Parkinson: i campanelli di allarme

Per quanto sia esatto considerare il Parkinson una patologia che influenza la capacità di muoversi ed avere il pieno controllo del proprio corpo, spesso, purtroppo, si manifesta in sordina, non palesandosi con sintomi riconoscibili e collegabili direttamente alla patologia.

Esistono, infatti, dei campanelli di allarme da non sottovalutare che, a volte, si manifestano diverso tempo prima rispetto alla comparsa della patologia.

  • Perdita di espressività. Può manifestarsi modificando le funzionalità del viso, che fatica a tradurre in espressioni le emozioni e i sentimenti che si provano.
  • Modifica nel tono della voce. Le parole si confondono, il tono della voce diventa sempre più debole e privo di intensità verbale.
  • Senso dell’olfatto compromesso. E’ considerato uno dei primi campanelli d’allarme del morbo di Parkinson e, nella maggioranza dei casi, non viene preso in considerazione.
  • Difficoltà a controllare i movimenti delle braccia. Le braccia faticano ad oscillare mentre si cammina poiché le movenze del corpo non riescono a recepire le richieste del cervello.
  • Stati di indifferenza emotiva. La personalità si modifica, l’umore è instabile, si presentano momenti di apatia, la voglia di socializzare si azzera e sopraggiungono episodi di depressione.
  • Mutamento nella sudorazione. Anche l’aspetto dell’incarnato, in particolare del viso, può subire delle variazioni, diventando eccessivamente oleoso e seborroico.
  • Ipotensione (pressione bassa) e stipsi ostinata (stitichezza).

Come partecipare alla serata?

L’incontro si terrà Giovedì 1 marzo alle 20.30 presso Palace Hotel Legnano (Via per Castellanza, 41 – Legnano).
La partecipazione è libera e gratuita, ma si richiede gentile conferma telefonando al n. 0331 476343 – 117 oppure scrivendo una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (numero posti disponibili: 70).

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allegati:
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