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Spermiogramma: un esame per lui

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Sospetta infertilità maschile? Lo spermiogramma e la spermiocoltura, sono gli esami consigliati per “lui”.

Esami, che da qualche settimana, possono essere eseguiti in Humanitas Mater Domini.


Cos’è lo spermiogramma?

Lo spermiogramma consiste nell’analisi del liquido seminale, per verificare fertilità e lo stato di salute di tutto l’apparato genitale.

I parametri più comuni che vengono misurati sono l'aspetto (colore), il pH, la viscosità, il tempo di fluidificazione, la concentrazione ossia il numero di spermatozoi per ml (valori bassi possono essere indice di malfunzionamento dei testicoli, ad esempio per problemi legati al varicocele o a danni testicolari pregressi), la percentuale di forme normali, la percentuale di motilità degli spermatozoi (possono diminuire in caso di flogosi prostatica), la concentrazione dei leucociti per ml di sperma (può aumentare in caso di flogosi prostatica).
L'assenza completa di spermatozoi nell'intero eiaculato, condizione che va sotto il nome di Azoospermia, comporta l'indicazione ad eseguire una serie di indagini andrologiche e genetiche, per riuscire a trovarne la causa e poter fornire un'alternativa all' impossibilità a concepire per via naturale.

“Negli ultimi cinquant’anni la qualità del liquido seminale si è ridotta notevolmente. Lo spermiogramma resta quindi la prima indagine da effettuare dopo tentativi falliti per ottenere una gravidanza in modo naturale. Questo consente di capire la strada da intraprendere per iniziare un iter diagnostico maschile o femminile oppure per l’applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita”, spiega la dottoressa Alessia Bettaccini, Biologa Seminologa e Specialista in Microbiologia e Virologia di Humanitas Mater Domini.

 

Cos’è la spermiocoltura?

La spermiocoltura è l'esame che permette di rilevare la presenza e la tipologia di eventuali microrganismi patogeni all'interno di un campione di sperma. La presenza di germi patogeni nel liquido seminale di una coppia infertile, potrebbe spiegare le cause di una possibile subfertilità o un possibile ostacolo (ostruzione) all'emissione degli spermatozoi prodotti dai testicoli nel liquido seminale. Questo esame è utile per individuare le infezioni a carico degli organi dell'apparato genitourinario maschile, ovvero: la prostata, le vescicole seminali, l'epididimo e l'uretra (l'esame diagnostico d'elezione, per la ricerca di agenti patogeni nell'uretra, è il tampone uretrale).

 

Per prenotare l'esame, telefonare al numero 0331 476210.

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Infradito: gioie e dolori per i nostri piedi

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E’ arrivato il primo grande caldo e la voglia di libertà coinvolge anche i nostri piedi. Al via le scarpe aperte o il poter “ciabattare” ovunque e allegramente con le infradito: certamente in spiaggia, ma anche al supermercato o gironzolando per negozi.

Nei mesi più caldi sono molto diffuse, se ne trovano di tutte le fogge e di diversi materiali. E se la loro comodità è indubbia, fanno bene la salute dei nostri piedi?

Ecco i consigli del dottor Nicola Del Bianco, ortopedico del Centro di Chirurgia del Piede di Humanitas Mater Domini.

 

Comode o pericolose?

Indossando le infradito, come unico punto di aggancio alla calzatura il piede ha solo la stringa fra l’alluce e il secondo dito. Per non perdere aderenza alla ciabatta, dunque, si trova costretto a flettere le dita in una posizione a tenaglia. Una costante contrattura che, con il passare del tempo, non coinvolge solo le dita del piede, ma anche tutta la muscolatura della gamba, portando ad una maggiore affaticabilità muscolare o addirittura a dolorose tendiniti.

“Teoricamente, le infradito non sono particolarmente dannose in un piede conformato anatomicamente sano. Occorre però non dimenticare che i piedi sono da ritenersi “difettosi” anche se non vengono comunemente ritenuti tali perché asintomatici. E sono la maggioranza dei casi. In questa evenienza, le infradito accentuano il difetto presente. Alcune conformazioni del piede risultano talmente comuni da essere considerate para-fisiologiche e ne consegue una mancanza di attenzione alle calzature. Camminando con le infradito, deambulando quindi senza sostegno al piede, si sviluppano delle vere e proprie patologie”, spiega lo specialista.

E’ questo il caso del piede cavo, molto comune nelle donne, dove la fascia plantare che chiude l’arco del piede si comporta come la corda tesa di un arco: camminare a lungo sottoponendo questa corda a continuo stress, come avviene in una calzatura senza tacco, porta all’infiammazione di questa “corda”, provocando la fascite plantare ed accentuati dolori al tallone.

Altro caso è il piede pronato, ossia un piede che “cade internamente”: si appoggia a terra con il margine interno, con l’apparente scomparsa dell’arco plantare.

“In entrambi i casi, oltre alla fascite plantare, si può manifestare una facile affaticabilità della pianta del piede e del suo margine interno.
A questo corrisponde anche un assetto errato delle ginocchia che, cadendo all’interno, convergono l’una verso l’altra con possibili dolori”, afferma lo specialista.

Da queste evidenze si comprende come, indossando le infradito, tutta la postura risulti alterata con un’andatura completamente squilibrata. Risulterà alterato e patologico anche il carico sull’ossatura del piede che, sbilanciato, a lungo andare può portare ad uno stress osseo che può arrivare fino alle cosiddette fratture metatarsali da fatica. Spesso trascurate perché, in assenza di un trauma vero e proprio, non ne siamo consapevoli e quindi non vengono diagnosticate.

 

 Vuoi saperne di più? Visita il Centro di Chirurgia del Piede di Humanitas Mater Domini.

 

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Celiachia: cibi si, cibi no

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Molto spesso, sintomi come mal di testa, diarrea, gonfiore e dolore addominale, possono nascondere diversi disturbi in cui il glutine gioca un ruolo fondamentale. Generalmente, il suo consumo non comporta problemi per la maggior parte delle persone ma, in alcuni casi, può essere responsabile di un‘intolleranza alimentare molto diffusa: la celiachia.

 

Che cos’è il glutine?

“Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali: frumento, farro, orzo, segale, avena e kamut. Si tratta di alimenti che sono centrali nella dieta mediterranea. Il glutine è composto da due proteine, la gliadina e la glutenina. La parte dei cereali che provoca la reazione avversa nei celiaci è la gliadina, ossia quella frazione che nutre il seme e ne permette la crescita”, spiega la dottoressa Elisabetta Macorsini, biologa nutrizionista, specialista Ambulatorio Nutrizione e Salute di Humanitas Mater Domini.

Dove si trova il glutine?

  • Frumento
  • Segale
  • Farro
  • Spelta
  • Orzo
  • Triticale e Kamut
  • Greunkern (grano greco)
  • Seitan (alimento ricavato dal glutine)
  • malto e avena (molto spesso contaminata anche se idonea all’alimentazione celiaca)


Alimenti consigliati, perché naturalmente gluten free!

E’ comunque sempre necessario porre attenzione: alcuni preparati possono venire contaminati durante la loro produzione.

Cereali, Farine e Tuberi
Riso, mais, miglio, grano saraceno, patate, manioca, amaranto, sorgo, quinoa
Attenzione a: zuppe di cereali misti, tapioca, polenta pronta, risotti pronti, patatine snack, purè istantaneo

Frutta, Verdura e Legumi
Tutti i tipi di frutta (fresca, secca, essiccata, sciroppata).
Tutti i tipi di verdura (fresca, congelata, surgelata, etc) anche conservata (sott’olio, sott’aceto, sotto sale, ecc.)
Tutti i legumi: fagioli, piselli, lenticchie, ceci, lupini, fave, soia
Attenzione a: salsa di soia, minestroni con cereali, frutta infarinata

Latte e derivati
Latte, yoghurt, formaggi, panna
Attenzione a: panna condita, formaggi spalmabili, yoghurt al malto o alla frutta, budini, latte condensato

Carne, Pesce e Uova
Tutti i tipi di carne e pesce fresco, congelato, surgelato, al naturale, sott’olio, sotto sale, ecc.
Attenzione a: salumi (prosciutto, bresaola, speck, mortadella, salsicce, wurstel, etc), piatti pronti, carni confezionate del supermercato

Grassi da condimento
Grassi di origine animale: burro, lardo strutto e grassi di origine vegetale: oli vegetali (da preferire l’olio extravergine di oliva)
Attenzione a: burro e margarina light, maionese, oli di cereali vari

Zuccheri, Dolciumi e Bevande
Tutti gli zuccheri (saccarosio, destrosio, fruttosio, etc), miele, succhi di frutta non addizionati, bevande gassate (tipo CocaCola), caffè, vino, rhum, grappa, tequila, cognac, whisky scozzese
Attenzione a: creme spalmabili (ma la Nulella è permessa!), cacao, cioccolato in tavolette, caramelle, zucchero a velo, preparati per dolci o bevande, sciroppi per bibite, birra, vodka, whisky non scozzese

 

Celiachia: alcuni numeri

La celiachia è una delle intolleranze alimentari più frequenti. E i numeri continuano a crescere. I dati italiani indicano che i celiaci diagnosticati sono 182.858, di cui 129.225 femmine e 53.633 maschi.
Le Regioni che registrano il più alto numero di diagnosi sono la Campania (2268) e la Lombardia (1867) mentre, per il maggior numero di celiaci residenti, il primo posto è della Lombardia (32.408 celiaci) e il secondo posto, a pari merito, di Campania e Lazio (17.777) celiaci).
La celiachia risulta concentrata nella fascia di età tra i 19 e i 40 anni (quasi il 35,12%), a seguire quella che va dai 41 ai 65 anni (30,58%).
Questi i dati diffusi dal ministero della Salute contenuti nella “Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia”, ultima pubblicazione dicembre 2016.

 

E per finire ... un'appetitosa ricetta

Zucchine ripiene di insalata fredda di quinoa

Ingredienti per 4 persone:

- 4 zucchine tonde

- 200 quinoa

- 200 petto di pollo

- 2 alici

- 1 melanzana

- 3 carote

- 1 peperone

- 3 olio extravergine di oliva

- 1 basilico

- q.b. curcuma

- sale

- pepe

Preparazione

Pulite le zucchine, tagliate la calotta e svuotatele della polpa (tenendola da parte) realizzando dei piccoli gusci da portata. Fatele cuocere a vapore (o in abbondante acqua bollente leggermente salata) fino a renderle morbide senza far loro perdere la forma, quindi lasciatele raffreddare. Mondate la melanzana, le carote e il peperone, tagliandoli a tocchetti.

Mettete 1 cucchiaio di olio in una pentola antiaderente, aggiungete le alici e, quando saranno quasi sciolte, le verdure a tocchetti. Fatele saltare fino a che non inizieranno a essere leggermente morbide, ma ancora ben croccanti.

Aggiungete un quarto della polpa di zucchine tenuta da parte, tagliata a pezzetti, e fate saltare il tutto per qualche minuto con un pizzico di sale. In un’altra pentola cuocete il pollo tagliato a pezzetti con 1 cucchiaio di olio, salandolo quanto basta. Quindi lasciate raffreddare tutti gli ingredienti. Lessate infine la quinoa per il tempo indicato sulla confezione. Scolatela e amalgamatela con le verdure e il pollo, condite con un filo di olio a crudo, pepe, un pizzico di curcuma e il basilico fresco, che avrete tritato. Riempite le zucchine tonde con l’insalata di quinoa e servite il piatto freddo.

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Ospedale Humanitas Mater DominiOspedale polispecialistico. Aree dedicate alla cura di malattie cardiovascolari, ortopediche, oncologiche. Centro diagnostico.

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