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Gastrite e ulcera: diagnosi con la gastroscopia transnasale

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Dopo un pasto sopraggiunge quel fastidioso senso di pesantezza? Ti senti gonfio e non riesci a capire perché? La tua digestione è spesso accompagnata da acidità di stomaco e reflusso? Le cause potrebbero essere diverse: gastrite, esofagite, ernia jatale od ulcera, sono alcune delle patologie che possono generare questi frequenti disturbi.

La gastroscopia transnasale, un esame sicuro e molto poco invasivo, può aiutare nella diagnosi e, quindi, nell’intraprendere un percorso di cura personalizzato. Da diversi mesi, presso il Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Humanitas Mater Domini si esegue questo esame, che offre al paziente diversi vantaggi rispetto alla gastroscopia tradizionale (che avviene per bocca).

Perché scegliere la gastroscopia transnasale?

  • E’ un molto meno invasivo rispetto alla gastroscopia tradizionale. L’endoscopio, infatti, non passa per la bocca, causando un disagio fisico ed emotivo al paziente, ma direttamente dal naso. In questo modo, il paziente, vigile e presente, può continuare a respirare e comunicare con il personale medico presente.
  • Non è necessaria nessun tipo di sedazione per vena. Il paziente può presentarsi anche da solo, senza accompagnatore, considerandosi assolutamente autonomo dopo aver eseguito l’esame.
  • L’endoscopio utilizzato ha un diametro molto sottile (meno di 5mm), rispetto a quello utilizzato per una gastroscopia tradizionale.

Come prenotare l’esame?

L’esame può essere eseguito solo privatamente e può essere prenotato in questo modo:

  • attraverso il sito www.materdomini.it
  • telefonando al numero 0331 476210 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.00 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30
  • presentandosi direttamente all’Accettazione Solventi (primo piano) dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00 e sabato dalle 8.00 alle 12.00

Per saperne di più, scopri subito il Servizio di Gastroscopia ed Endoscopia Digestiva.

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Non sottovalutare il diabete gestazionale, previenilo!

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Forse non tutti sanno che, solo in Italia, il diabete gestazionale complica il 10/12% delle gravidanze e rappresenta un campanello d’allarme per la salute sia di future mamme (possibile sviluppo il diabete di tipo 2) che di nascituri.
Si può prevenire? Si può curare? Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Garofalo Greta, specialista in Ginecologia e Ostetricia in Humanitas Mater Domini (Castellanza).

 

Il diabete gestazionale: cos’è e perché si manifesta?

Il diabete gestazionale (GDM) è un’alterazione del metabolismo dei glucidi (zuccheri).  Durante il periodo della gravidanza, la placenta secerne diversi tipi di ormoni che contrastano l’effetto dell’insulina, il principale ormone deputato all’utilizzazione degli zuccheri da parte dei tessuti e alla riduzione dei loro livelli nel sangue. Questo effetto di aumentata resistenza tissutale all’insulina, provoca un aumento dei valori della glicemia nel sangue.

Quali i rischi per mamma e neonato?

Il diabete gestazionale può avere implicazioni sia per la mamma che per il bambino.
Se per la mamma il principale rischio è quello di sviluppare successivamente il diabete (più del 50% entro 5-10 anni dal parto), per il neonato vi sono diverse problematiche da non sottovalutare.
Il glucosio, passando attraverso la placenta, può promuovere una crescita eccessiva del feto (macrosomia), con conseguenti complicanze al parto, tra le quali la distocia di spalla (quando la spalla del bambino si blocca dietro l’osso pubico durante il parto) ed eventuali lesioni al complesso muscolo-scheletrico dell’arto del neonato.
Il diabete gestazionale, talvolta, può comportare un’alterazione nella normale funzionalità placentare, aumentando il rischio di sviluppare preeclampsia (sindrome ipertensiva della gravidanza) e compromettendo la crescita fetale stessa in termini di ridotto sviluppo.
“I bimbi possono nascere con ittero neonatale e, dopo la nascita, possono avere riduzioni della glicemia, anche pericolose. Possono manifestare, inoltre, insufficienza respiratoria dovuta a ritardi nella maturazione polmonare. Nei casi di diabete severo non trattato adeguatamente, la complicanza più grave è la morte intrauterina”, specifica la dottoressa Garofalo.
I bambini nati da donne con diabete gestazionale, infine, avranno un maggiore rischio di diventare sovrappeso, di sviluppare nel corso della loro vita obesità e diabete di tipo 2.

Come si previene il diabete gestazionale?

Anche se nella maggior parte dei casi il disturbo metabolico si risolve dopo il parto, non significa che sia innocuo. Pertanto, è bene puntare sulla prevenzione!
Nelle donne a rischio di sviluppare il diabete gestazionale (ossia con familiarità positiva per diabete), in sovrappeso o obese, la sola scelta di seguire un’alimentazione corretta, associata ad una costante attività fisica ed eventualmente all’integrazione di vitamina D, non è sufficiente.
La strategia efficace è rappresentata, invece, dalla supplementazione di inositolo, ossia una sostanza naturale che attiva la risposta dell'insulina all'interno della cellula.
“Il ruolo preventivo del myo-inositolo (forma più diffusa dell’inositolo) è stato documentato negli ultimi anni da diversi studi clinici. Gli stessi hanno evidenziato in particolar modo una riduzione del rischio di diabete gestazionale pari al 57% e una diminuzione significativa dei livelli glicemici della curva da carico (esame utilizzato per assicurarsi che la futura mamma non abbia il diabete gestazionale)”, specifica la specialista.
L’assunzione del myo-inositolo permette di prevenire in modo efficace il diabete gestazionale in donne a rischio. Ha portato, inoltre, ad una riduzione del tasso di bambini macrosomi (neonati significativamente più grandi rispetto alla media, con un peso di oltre 4 kg, indipendentemente dalla loro età gestazionale), parti prematuri, ipertensione gestazionale ed una diminuzione della necessità di ricorrere alla terapia intensiva neonatale.

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Alimentazione come strumento di prevenzione e cura

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Martedì 28 novembre, un incontro gratuito dedicato ai benefici di una corretta alimentazione

Lo sapevi che un’alimentazione sana e corretta può anche essere un importante forma di prevenzione?
Martedì 28 novembre alle ore 17.30, la dottoressa Marzia Sucameli (specialista in Nutrizione in Humanitas Mater Domini e presso il Poliambulatorio di Lainate), terrà un incontro gratuito dal titolo “Alimentazione come strumento di prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari, neurodegenerative  e oncologiche”.
Una dieta controllata aiuta a mantenere il proprio organismo in buona salute. Ma non solo! La buona abitudine di mangiare in modo salutare, può prevenire malattie cardiovascolari, neurodegenerative e oncologiche.

Durante l’incontro di martedì 28 novembre, con la dottoressa Marzia Sucameli, sarà possibile saperne di più riguardo a:

  • Longevity Smart Food (cibi della longevità), ovvero quei cibi in grado di prevenire numerose patologie (es. tumori, morbo di Alzheimer, diabete, ecc.), contrastando l’invecchiamento.
  • Protective Smart Food (cibi protettivi), cioè alimenti che svolgono una funzione protettiva, ostacolando la comparsa di disturbi come l’obesità e malattie croniche (es. tumori, diabete, disturbi cardiocircolatori).

Quindi, da segnare immediatamente in agenda l’appuntamento per martedì 28 novembre alle ore 17.30 presso Auditorium Tenova (Via Gerenzano, 58 - Castellanza).
L’incontro è gratuito, ma è gradita l’iscrizione:

  • telefonando al numero 0331 476326 (da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00)
  • attraverso il sito http://bit.do/cibosalute

Vi aspettiamo!

 

Scarica la locandina dell'incontro!

Allegati:
Scarica questo file (alimentazione_incontro_28.11.pdf)alimentazione_incontro_28.11.pdf[ ]999 Kb

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