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25 Novembre: Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

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La violenza sulle donne purtroppo attraversa i confini e le culture, può prendere varie forme, ma riguarda il mondo intero.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), siamo di fronte a “un problema di salute di proporzioni globali enormi” che colpisce un terzo delle donne nel mondo (dati dell’ultimo rapporto pubblicato dall’Oms, in collaborazione con la London School of Hygiene&tropical Medicine e il South African Medical Research Council).
Il 35% delle donne, ovvero 1 su 3, subisce nel corso della vita qualche forma di violenza. La più comune è quella domestica: quasi un terzo (30%) delle donne che sono state in un rapporto di coppia, ha subito qualche forma di violenza fisica e/o sessuale da marito o compagno. A livello globale, ben il 38% dei femminicidi sono commessi dal partner. In Europa sembra andare meglio rispetto ad altre aree del pianeta, ma non è abbastanza: oltre 25 donne su 100 sono abusate fisicamente o sessualmente dai partner.

Dai dati emerge che ognuno di noi conosce una donna vittima di violenza fisica e psicologica, allora cosa possiamo fare per dare la forza di cambiare a chi subisce violenza?

"L’importante è imparare a leggere i segnali, anche quando non sono chiare richieste di aiuto. Dal punto di vista psicologico, arrivare ad articolare una domanda di cura e denunciare una violenza, è il passo che richiede il maggiore sforzo mentale. Questo accade perché, nella gran parte dei casi, gli aggressori sono persone che amiamo, il partner più di tutti, oppure il padre e altri familiari. Stare in un “amore malato “ annebbia, ma soprattutto é caratterizzato dalla dipendenza reciproca di vittima e aggressore", spiega la dottoressa Pamela Franchi psicologa di Humanitas Mater Domini.

"In molte situazioni il disagio non si esprime tramite la presa di parola, ma si attualizza in patologie e disturbi fisici. Problematiche ginecologiche ricorrenti (vaginiti, dolore pelvico cronico, ecc.), problematiche endocrinologiche, disordini alimentari spesso sorgono in comorbilità a sindromi depressive e in seguito ad abusi sessuali subiti e mai dichiarati, se non addirittura rimossi fino a quel momento dalla paziente. In quest’ottica, l’ascolto medico alla donna può essere orientato alla possibilità di far emergere e denunciare situazioni di violenza indicibili, inaccettabili e per questo vissute segretamente", conclude la dottoressa Elena Corradini, ginecolga di Humaniats Mater Domini.

Per conoscere le iniziative pensate la femminile e a tutela della salute della donna, clicca qua

 


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La ricerca Humanitas al Parlamento Europeo

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Olfatto canino e tumore della prostata
 
Il progetto è sviluppato in collaborazione con l’Esercito Italiano

 

La ricerca medica di Humanitas al Parlamento Europeo come esempio di innovazione in ambito sanitario e scientifico. Sarà infatti proprio lo studio sulle potenzialità dell’olfatto canino nel diagnosticare il tumore alla prostata a essere presentato martedì 15 novembre ai parlamentari europei ed alla Commissione Salute e Ricerca. Lo studio è stato avviato nel 2012 dal dottor Gianluigi Taverna, Responsabile Urologia Humanitas Mater Domini, con la collaborazione del Centro Militare Veterinario di Grosseto (CeMiVet) e il patrocinio dallo Stato Maggiore della Difesa. La ricerca, pubblicata su prestigiose riviste scientifiche internazionali, è volta a verificare le potenzialità del sistema olfattivo canino nella discriminazione di odori organici umani complessi, al fine di sviluppare nuovi strumenti utili alla diagnosi precoce della neoplasia prostatica.

 

La prima fase dello studio, che si è conclusa con successo, ha analizzato i campioni di urine di oltre 900 persone, suddivise tra soggetti affetti da tumore prostatico e un gruppo di controllo costituito da pazienti sani o affetti da patologie tumorali non prostatiche o non tumorali. È emerso che cani rigorosamente addestrati sono in grado di riconoscere la presenza di tumore della prostata con un’accuratezza del 98% annusando un campione di urina ottenuto da soggetti affetti da questa patologia neoplastica[1].

 

“La scoperta interessante riguarda la certezza che il tumore della prostata produce delle sostanze volatili specifiche, chiamate tecnicamente VOCs, “VolatileOrganicCompounds”, che il cane è in grado di riconoscere con estrema attendibilità. La sfida futura sarà quella di capire cosa il cane annusi, quale metabolismo cellulare o tissutale produca l’odore e/o sviluppare nuove tecnologie in grado di riconoscere i VOCs tumorali” spiega il dottor Taverna.

 

“Questo studio è la testimonianza di come la ricerca sia fondamentale sul fronte della prevenzione e tutela della salute. Solo in Italia, infatti, ogni anno si stimano oltre 30.000 nuovi casi di tumore della prostata che, nell’uomo, questo rappresenta circa il 20% di tutte le  neoplasie diagnosticate. Grazie alla diagnosi precoce e prevenzione, ai progressi della ricerca, ai nuovi approcci terapeutici ed un approccio multidisciplinare nella cura, si possono offrire migliori prospettive di vita”, spiega Alessandro Liguori – Amministratore Delegato di Humanitas Mater Domini di Castellanza.

 

L’équipe che sta conducendo lo studio è costituita da urologi di Humanitas Mater Domini (Castellanza) e dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e dal Capo Sezione Medicina e Diagnostica Canina al Centro Militare Veterinario di Grosseto Colonnello Lorenzo Tidu e dal ricercatore dell’Istituto Clinico Humanitas Fabio Grizzi: un team multidisciplinare italiano le cui conoscenze specifiche hanno generato risultati riconosciuti dalla comunità scientifica a livello Nazionale e Internazionale [1-6]. I risultati della Ricerca sono stati selezionati come avanzamento nella diagnosi e trattamento del tumore prostatico, e inclusi nel “2015 Annual Report on Prostate Diseases” pubblicato dalla Harvard Medical School.

 

La presentazione avverrà nell'ambito del convegno sul tema: "DAGLI ORGANISMI VIVENTI ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE E L'INFORMATICA CONOSCITIVA" organizzato da Piernicola Pedicini e si svolgerà a Bruxelles, presso la sala ASP A1E2 del Parlamento europeo, dalle ore 09.30 alle ore 13.00.

 

Il tumore alla prostata
Il rischio di incorrere in tale patologia è spesso correlato all’età: le possibilità di ammalarsi sono minime prima dei 40 anni, aumentano sensibilmente dopo i 50, mentre quasi due tumori su tre vengono diagnosticati in persone con oltre 65 anni. La familiarità positiva per tumore alla prostata, una dieta ricca di lipidi (grassi) e l’etnia di colore, sono fattori riconosciuti di aumentato rischio di ammalarsi.


Referenze bibliografiche

  1. Taverna G, Tidu L, Grizzi F, Torri V, Mandressi A, Sardella P, La Torre G, Cocciolone G, Seveso M, Giusti G et al: Olfactory system of highly trained dogs detects prostate cancer in urine samples. The Journal of urology 2015, 193(4):1382-1387.
  2. Taverna G, Tidu L, Grizzi F, Stork B, Mandressi A, Seveso M, Bozzini G, Sardella P, Latorre G, Lughezzani G et al: Highly-trained dogs' olfactory system for detecting biochemical recurrence following radical prostatectomy. Clinical chemistry and laboratory medicine 2016, 54(3):e67-70.
  3. Taverna G, Tidu L, Grizzi F: Sniffing out prostate cancer: a new clinical opportunity. Central European journal of urology 2015, 68(3):308-310.
  4. Taverna G, Cote RJ, Grizzi F: Editorial: Prostate Cancer: What We Know and What We Would Like to Know. Frontiers in oncology 2015, 5:114.
  5. Stone L: Prostate cancer: sniffing out prostate cancer. Nature reviews Urology 2014, 11(12):662.
  6. Bahnson RR: Detection of prostate cancer in urine by dogs. The Journal of urology 2015, 193(4):1083.
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Novembre: consulti gratuiti ad Arese

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Un mese in salute e bellezza con i Chirurghi Estetici e Chirurghi Vascolari di Humanitas Medical Care.


A novembre in Humanitas Medical Care (c/o IL CENTRO, Arese) salute e bellezza vanno di pari passo. Non perdete le due giornate di screening gratuiti dedicate alla Medicina e Chirurgia Estetica, per migliorare, non solo il proprio aspetto, ma anche il proprio benessere, e alla Chirurgia Vascolare, per dire stop alle vene varicose.

 

Domenica 20 novembre: Medicina e Chirurgia Estetica

Sentirsi in salute non solo significa "essere sani", ma è anche godere di un proprio equilibrio e benessere psichico. Ecco perché anche l'estetica riveste un suo ruolo: a volte perfezionando quelli che per noi sono dei piccoli difetti, autostima e sicurezza trovano giovamento.
Il dottor Stefano Cattabeni e il dottor Simone Grappolini, specialisti che da anni operano nel campo della Medicina e Chirurgia Estetica, sono a vostra disposizione domenica 20 novembre con visite gratuite per rispondere ad ogni vostro dubbio.


Sabato 26 novembre: Chirurgia Vascolare

Le vene varicose hanno le ore contate! Un team specialistico, composto dal dottor Giorgio Ovidio Bitossi e dal dottor Jean Daniel Rostan, si fa promotore delle più innovative e moderne tecniche per la loro cura.
Le vene varicose sono molto comuni: ne soffrono, infatti, 1 persona su 2 (con maggiore incidenza tra le donne). “La malattia – spiegano gli specialisti - si manifesta con una progressiva evidenziazione dei vasi patologici che nel tempo, tendono a descrivere un reticolo serpiginoso sotto la pelle. Al di là del fattore anti-estetico, le varici possono provocare pesantezza, dolori, crampi notturni, irrequietezza e gonfiori alle gambe e, nei casi più gravi, anche rischi di trombosi o flebiti”.
Se, dunque, sospetti di soffrirne, sabato 26 novembre non perdere l’occasione di essere visitato dagli specialisti di Humanitas medical Care che offriranno una visita gratuita, completata con un Ecocolordoppler,per definire con maggiore precisione il buon funzionamento della circolazione venosa delle gambe.

Si avvisa la gentile utenza, che i posti disponibili per la giornata dedicata alla Chirurgia Vascolare sono terminati.

 

Come prenotare un consulto gratuito?

Per prenotare una visita occorre telefonare al numero 0331 476568 da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00 (fino ad esaurimento posti).


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