COME TI POSSIAMO AIUTARE?

Centralino
0331 476111

Se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci telefonicamente

ANNULLARE UNA PRENOTAZIONE
0331 476210

Lasciare un messaggio in segreteria telefonica sempre attiva.

Prenotazione
0331 476210

In convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, privato e assicurato.

Centro odontoiatrico
0331 476336

Blefarite


Cos’è la blefarite?

La blefarite è un’infiammazione a carico della rima palpebrale, spesso accompagnata da ispessimento tissutale con formazione di squame, croste, sottili ulcere, arrossamento ed edema.

Esistono diverse forme di blefarite: squamosa, iperemica, o ulcerativa. Queste si differenziano in manifestazioni, cause e trattamento. 

Quali sono le cause della blefarite?

La blefarite può essere causata da diversi fattori, spesso concomitanti, tra cui:

  • Infezioni batteriche, soprattutto da stafilococco, che interessano le rime palpebrali o i dotti delle ghiandole palpebrali più profonde.
  • Infezioni virali, in particolare da herpes simplex, adenovirus e mollusco contagioso.
  • Reazioni allergiche a pollini, cosmetici o colliri.
  • Patologie cutanee del viso come dermatite seborroica, rosacea e dermatite atopica (eczemi), che possono estendersi alle palpebre.
  • Disfunzioni delle ghiandole di Meibomio, dovute a ostruzione e infiammazione delle ghiandole sebacee dei margini palpebrali (spesso associata a rosacea o dermatite seborroica).

Quali sono i sintomi della blefarite?

I sintomi della blefarite comprendono manifestazioni comuni, come arrossamento del margine palpebrale, bruciore, prurito, sensazione di corpo estraneo e presenza di croste e squame simili a forfora alla base delle ciglia. Insieme a questi sintomi generali, ogni tipo di blefarite presenta una sintomatologia specifica:

  • Blefarite squamosa: lieve desquamazione della palpebra in corrispondenza della base delle ciglia, spesso associata a rosacea o dermatite seborroica del viso.
  • Blefarite iperemica: arrossamento marcato accompagnato da gonfiore (edema) delle palpebre, con possibile andamento cronico della sintomatologia.
  • Blefarite ulcerativa: formazione di ascessi e crosticine a livello dei follicoli per infezione batterica da stafilococco. Se non trattata può portare a perdita delle ciglia, trichiasi o ispessimento del margine palpebrale.

Come si effettua la diagnosi?

Per la diagnosi di blefarite, il medico oculista valuta i sintomi, esamina le palpebre con una lampada a fessura (esame obiettivo) e raccoglie le informazioni sul quadro clinico del paziente (anamnesi). A volte può essere necessario prelevare dai margini palpebrali un campione di materiale da sottoporre a coltura, al fine di identificare il tipo di batterio alla base dell’infezione e contrastarlo adeguatamente.

Quali sono i trattamenti per la blefarite?

Il trattamento della blefarite dipende dalla causa scatenante, dalla gravità dei sintomi e dalla durata della condizione, che spesso, però, ha un andamento cronico. L’obiettivo principale è ridurre l’infiammazione e prevenire le recidive attraverso una corretta gestione quotidiana.

Le principali strategie terapeutiche comprendono:

  • Terapia farmacologica mirata: nelle forme di blefarite da infezione batterica possono essere prescritti antibiotici ad uso locale (pomate o colliri) o, nei casi più estesi o resistenti, antibiotici per via orale. Nei quadri infiammatori più intensi, il medico può associare corticosteroidi o altri immunosoppressori per un periodo limitato, al fine di ridurre arrossamento, gonfiore e dolore.
  • Igiene palpebrale costante: rappresenta la base del trattamento e della prevenzione delle riacutizzazioni. Prevede la pulizia quotidiana delle palpebre e delle ciglia con detergenti oculari specifici o soluzioni saline, per rimuovere secrezioni, croste e batteri.
  • Impacchi caldi: l’applicazione regolare di compresse calde sulle palpebre aiuta a fluidificare le secrezioni delle ghiandole sebacee, riduce l’infiammazione e facilita l’eliminazione delle croste.
  • Massaggio palpebrale: eseguito delicatamente dopo gli impacchi caldi, favorisce lo svuotamento delle ghiandole di Meibomio, migliorando la qualità del film lacrimale e prevenendo nuove ostruzioni.
  • Integrazione nutrizionale: in alcune forme di blefarite, soprattutto associate a disfunzione delle ghiandole sebacee, l’assunzione di integratori di omega-3 può contribuire a migliorare la funzionalità ghiandolare e a ridurre l’infiammazione cronica.

Fonti
https://www.msdmanuals.com/it/casa/disturbi-oculari/disturbi-delle-palpebre-e-della-lacrimazione/blefarite#Diagnosi_v798004_it

Unità Operative

Torna su