Il melanoma è una forma aggressiva di tumore della pelle che origina dai melanociti, le cellule che producono il pigmento melanina.

Anche se non così comune come gli altri due tipi principali di tumore della pelle (il basalioma e il carcinoma a cellule squamose), il rischio di sviluppare il melanoma della pelle è in continuo aumento negli ultimi decenni.

L’occhio é il secondo sito più comune per l’insorgenza del melanomi dopo la pelle. Tuttavia i melanomi oculari sono relativamente rari e richiedono particolari tecniche per la diagnosi e il trattamento.

Quali sono i principali fattori di rischio del melanoma?

Hanno un rischio superiore alla media di sviluppare un melanoma le persone:

  • con familiarità o storia personale di melanoma
  • che hanno subito una o più scottature solari
  • immunodepresse per malattia e/o uso di farmaci
  • che si sono sottoposte a numerose lampade abbronzanti

La Diagnosi

La crescita recente di una macchia cutanea bruna con forma, margini, colorazione o superficie irregolari può far sospettare l’insorgenza di un melanoma. In tal caso è consigliabile rivolgersi ad uno specialista dermatologo.

Humanitas Mater Domini dispone, presso gli ambulatori di Dermatologia, di un sistema computerizzato (Dermoscopio Digitale) che permette l’osservazione dei nevi in profondità ed è in grado di identificare il comportamento anomalo dei nevi o i melanomi nella prima fase di sviluppo. Il Dermoscopio Digitale esegue una mappatura ed una classificazione dei nevi di ciascuno, e ad una visita successiva è in grado di segnalare variazioni di forma, colore, densità e dimensione di ogni singolo nevo. Con i dati così elaborati si può intervenire precocemente in caso di sospetto melanoma.

Per confermare il sospetto diagnostico, lo specialista dermatologo effettua l’asportazione completa della lesione (biopsia escissionale), sulla quale viene successivamente effettuato l’esame istologico, in grado di determinarne la natura. Questo avviene di norma ambulatorialmente, in anestesia locale.

I Trattamenti

Trattamenti medici per il Melanoma

Chemioterapia

La chemioterapia attualmente svolge un ruolo centrale nel trattamento del melanoma metastatico. Solo nel caso in cui nonni s presente la mutazione di BRAF. In tal caso la terapia di scelta è rappresentata dai farmaci biologici. In merito alla chemioterapia sono disponibili farmaci somministrabili sia per via endovenosa che orale (in casi selezionati). I farmaci, possono essere utilizzati singolarmente o in combinazione. In alcuni casi la chemioterapia può essere associata all’immunoterapia.

Immunoterapia

L’immunoterapia è un trattamento in grado di attivare il sistema immunitario del paziente contro il melanoma. Tradizionalmente per la cura di questa malattia sono stati utilizzati interleukina e interferone, quest’ultimo riveste tutt’oggi un ruolo come terapia precauzionale dopo rimozione chirurgica di casi a elevato rischio di ricaduta. Talvolta l’interferone viene utilizzato in associazione alla chemioterapia.

Di recente si è reso disponibile un nuovo farmaco, Ipilimumab, che si è dimostrato utile nei pazienti che abbiano già ricevuto un precedente trattamento chemioterapico.

Bioterapia

Il vemurafenib rappresenta un farmaco di nuova generazione in grado di colpire in maniera molto efficiente e specifica le forme di melanoma caratterizzate dalla presenza di una mutazione a livello del gene BRAF, presente in circa il 50% dei casi. Tale farmaco è dotato di una particole efficacia e si è dimostrato superiore alla chemioterapia e alla immunoterapia tanto da rappresentare il farmaco di scelta in caso di malattia metastatica. Inoltre, Vermurafenib ha il vantaggio di poter essere somministrato per bocca sotto forma di compresse ed è generalmente ben tollerato se non per il frequente riscontro di una specifica tossicità cutanea che richiede un’attenta gestione.

Radioterapia

La radioterapia per il melanoma avanzato può essere utilizzata da sola o in associazione ad altri trattamenti, come quello chirurgico, chemioterapiaco e immunoterapico.

In caso di malattia metastatica su altri distretti, come sull’apparato scheletrico, la radioterapia può essere indicata per migliorare il controllo locale e per agire sui sintomi (dolore) connessi alla progressione locale della malattia.

La radiochirurgia stereotassica è un approccio terapeutico utile nel paziente che presenti un numero limitato di metastasi cerebrali e di dimensioni limitate. Il trattamento consiste nell’erogazione di una dose elevata di radiazioni focalizzata, con la massima precisione, direttamente sul tumore. La radiochirurgia stereotassica si svolge in singola seduta o in poche sedute: in entrambi i casi con modalità non invasive. In caso di metastasi cerbrali diffuse si usa invece la radioterapia tradizionale definita “panencefalica”. La principale finalità è quella di bloccare o rallentare la progressione di malattia e quindi i sintomi legati alla stessa. 

Trattamenti chirurgici per il Melanoma

Melanoma localizzato

Il melanoma localizzato solo alla pelle viene trattato con la rimozione chirurgica del tumore con un “margine di sicurezza” di cute sana attorno alla lesione per assicurare che tutte le cellule tumorali siano state rimosse. L’entità del “margine di sicurezza” dipende dallo spessore del tumore e dalla sua localizzazione. In alcuni casi può essere necessario abbinare un intervento di chirurgia plastica con la creazione di un lembo cutaneo o il trapianto di pelle da altre parti del corpo, per ricostituire la continuità cutanea nella sede dove è avvenuta l’asportazione del melanoma.

Il melanoma può dare metastasi. In caso di melanomi cutanei con un’infiltrazione profonda superiore al millimetro, oppure ulcerati o con un numero di mitosi >1, viene effettuata la biopsia del linfonodo sentinella, per individuare precocemente la presenza di cellule tumorali nel/i linfonodo/i che drenano la zona dove è cresciuto il tumore. Nel corso di questa procedura, un isotopo radioattivo viene iniettato vicino alla sede del melanoma che, attraverso le vie linfatiche, raggiunge il linfonodo “sentinella” (il primo in cui le cellule tumorali possono diffondersi). Localizzato mediante una specifica sonda che rileva la presenza delle radiazioni, il linfonodo sentinella viene rimosso ed analizzato dal punto di vista istologico allo scopo di individuare la presenza di cellule metastatiche.

In caso vengano trovate cellule tumorali nel linfonodo sentinella, verranno poi asportati tutti i linfonodi di quella regione.

La conoscenza dello stato del linfonodo sentinella è importante anche per valutare il rischio di recidiva.

In Humanitas Mater Domini, nel caso fosse necessaria l’asportazione dei linfonodi inguinali, iliaci e otturatori, l’intervento viene eseguito per via laparoscopica, con indubbi vantaggi per ilpaziente (rapida ripresa della deambulazione, minor rischio di gonfiore dell’arto inferiore).

Melanoma metastatico

Il trattamento del melanoma in fase avanzata o metastatica, ossia diffuso ai linfonodi vicini, alla pelle o ad altri organi a distanza, può prevedere la combinazione di chirurgia, chemioterapia, immunoterapia e/o radioterapia, anche nell’ambito di programmi di ricerca clinica.

Follow up del melanoma

I soggetti che hanno avuto l’asportazione di un melanoma vengono seguiti con visite mediche oncologiche e dermatologiche periodiche ed esami di controllo di intensità e tipo differente in funzione del rischio di ricaduta di malattia.

Corretta esposizione solare, diagnosi precoce grazie all’autosservazione delle macchie della pelle e al controllo periodico dei nevi sono le armi chiave per la prevenzione del melanoma.

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