Persistenti fastidi alla zona pelvica, continuo stimolo a urinare, bruciore intenso alla vescica e malessere generale associato ad una grande spossatezza: questi sono alcuni dei sintomi della cistite interstiziale (dolore pelvico cronico). Si presentano singolarmente oppure contemporaneamente e possono non rispondere alle terapie analgesiche comuni, influenzando non solo la qualità di vita della persona, ma anche la sua sfera lavorativa, relazionale e sessuale. Può capitare che i sintomi peggiorino durante l’ovulazione, le mestruazioni, le allergie stagionali, gli stress fisici o emotivi e durante i rapporti sessuali. La problematica è più comune al mondo femminile, ma ciò non esclude che anche gli uomini ne possono soffrire.

Solitamente le persone si rivolgono allo specialista quando hanno già intrapreso terapie antalgiche (antidolorifiche) ed eseguito screening di primo livello con risultati di normalità. La cisto-distensione con biopsia vescicale in genere è il primo passo per diagnosticare il problema. L’esame è eseguito in anestesia spinale o generale profonda e necessita pertanto di ricovero diurno”, spiega la dottoressa Cinzia Mazzieri, urologa di Humanitas Mater Domini.

Quali sono le cause?

Le cause della cistite interstiziale non sono ancora del tutto note, ma si ritiene che possano contribuire a scatenarla:

  • Disordini alimentari
  • Disordini autoimmuni
  • Pregresse cistiti batteriche
  • Sovradistensioni vescicali in ritenzionisti cronici (incapacità della vescica di svotarsi del tutto o in parte)
  • Traumi vescicali

Potrebbe essere anche associata ad altre patologie (Sindrome di Sjogren, fibromialgia, tiroidite, artrite reumatoide, Morbo di Chron, Endometriosi), suggerendo un possibile ruolo del sistema immunitario.

Il dolore costante, oppure ciclico da almeno sei mesi, può essere individuato a livello della vescica, uretrale, vaginale, perineale, prostatico, testicolare, addominale e talvolta lombo-sacrale con la possibilità di diffondersi agli arti inferiori.

Qual è il percorso di cura?

Le strategie consigliate come primo approccio per migliorare la qualità di vita ed aumentare la compliance verso il problema sono:

  • Analgesici
  • Terapia comportamentale
  • Terapia fisica (biofeedback e massaggio decontratturante del perineo)
  • Riduzione dello stress (partecipazione a gruppi di supporto)
  • Modifiche della dieta: potrebbero esserci cibi o bevande che peggiorano i sintomi (non vi è però nessuna evidenza che avvalori come soluzione un regime dietetico restrittivo)

È sempre utile consultare uno specialista.

Informazioni utili

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