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Diabete gestazionale: sintomi, diagnosi e consigli utili per la prevenzione

Il diabete gestazionale è un aumento dei valori glicemici che si riscontra per la prima volta  durante la gravidanza. Solitamente, la diagnosi avviene tra la 24ª e la 28ª settimana di gestazione con la curva da carico orale di glucosio  (OGTT).

Nella maggior parte delle pazienti, il diabete gestazionale tende a regredire post-partum. Tuttavia, in una percentuale dei casi, può progredire verso una forma di diabete mellito di tipo 2. È fondamentale gestire adeguatamente questa condizione per tutelare la salute materna e fetale.

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Barbara Pirali, diabetologa in Humanitas Mater Domini.

Quali sono i sintomi?

Il diabete gestazionale si manifesta con un incremento dei livelli glicemici (a digiuno oppure dopo i pasti), rilevato per la prima volta durante la gravidanza. La condizione è generalmente transitoria e si risolve con il parto.

Il manifestarsi del diabete gestazionale è correlato sia a fattori genetici o ereditari, sia all’azione degli ormoni placentari che possono indurre insulino resistenza e quindi interferire con la regolazione dei livelli di glucosio nel sangue, determinando iperglicemia. Nella maggioranza dei casi la condizione è asintomatica.

Come si effettua la diagnosi?

La curva glicemica, o curva da carico orale di glucosio (OGTT), dovrebbe essere eseguita in presenza di fattori di rischio, come ad esempio età materna superiore ai 35 anni, familiarità per diabete mellito, pregresso diabete gestazionale in una precedente gravidanza, parto di un neonato macrosomico (> 4,5 kg) in gravidanze precedenti, sovrappeso o obesità della madre antecedenti la gravidanza.

La curva da carico orale di glucosio si esegue al mattino con un prelievo ematico ( per determinare la glicemia a digiuno. Successivamente, la paziente assume una soluzione contenente 75 grammi di glucosio e vengono effettuati ulteriori prelievi di sangue per valutare la glicemia a 60 e 120 minuti. 

Il diabete gestazionale, se non adeguatamente curato, può aumentare il rischio di complicanze ostetriche, inclusa la possibilità di parto pretermine o complicato e l’insorgenza di macrosomia fetale (feto con un peso superiore ai 4,5 kg).

Cosa modificare nel proprio stile di vita?

In ottica di prevenzione del diabete gestazionale, è importante: 

  • Svolgere attività fisica regolare, sempre consultando il/la proprio/a ginecologo/a
  • Eseguire visite specialistiche su indicazione del/la proprio/a ginecologo/a
  • Effettuare pasti equilibrati e regolari, con spuntini per garantire la stabilità glicemica.
  • Fare scelte culinarie adeguate: preferire metodi di cottura salutari (come la griglia, il forno o il vapore), alimenti a basso indice glicemico (come cereali, pasta e pane integrali), carni bianche, pesce, legumi e verdure. Questi alimenti contribuiscono a controllare la glicemia.

Quali alimenti evitare o limitare nella dieta?

  • Alimenti ad alto indice glicemico: come riso bianco, pane bianco e dolci.
  • Zucchero raffinato e cibi zuccherati: limitare l’assunzione di dolci, bibite zuccherate e snack confezionati.
  • Cibi fritti e grassi saturi: evitare cibi fritti e formaggi troppo grassi.
  • Alcool e caffeina: sebbene non direttamente legati al diabete gestazionale, è sempre bene seguire le indicazioni del medico riguardo il consumo di queste sostanze durante la gravidanza.

Glicemia: come si tiene sotto controllo?

Dopo la diagnosi di diabete gestazionale, è fondamentale monitorare regolarmente i livelli di glicemia, sia a digiuno sia post-prandiali. Il diabetologo può stabilire la frequenza delle misurazioni in base alle esigenze individuali della donna. Il monitoraggio continuo è necessario per valutare i livelli di glucosio nel sangue e per determinare se si raggiungono i target glicemici raccomandati dalle linee guida. In questo percorso, è importante seguire una dieta equilibrata, assumendo i nutrienti adeguati. 

Post-parto: quali sono i rischi legati al diabete?

Dopo il parto è importante non sottovalutare i rischi legati al diabete e proseguire con:

  • Monitoraggio post-parto: dopo il parto il diabetologo può suggerire un controllo per verificare il ritorno a valori glicemici nella norma. Le donne con diabete gestazionale, infatti, possono avere un rischio maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2: per questo motivo si raccomandano solitamente regolari controlli glicemici e, soprattutto, l’aderenza ad uno stile di vita equilibrato.
  • Stile di vita: una corretta educazione sulla prevenzione delle patologie metaboliche è indispensabile. Una sana alimentazione accompagnata da una regolare attività fisica rappresentano la base per la prevenzione.

Fonti

https://www.siditalia.it/clinica/standard-di-cura-e-linee-guida-sid 

https://aemmedi.it/linee-guida-e-raccomandazioni/

Endocrinologia E Malattie Del Metabolismo
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