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Festa della Donna: il valore della prevenzione senologica 

L’8 marzo, Giornata Mondiale della Donna, è l’occasione per parlare di salute femminile e per riaffermare l’importanza della prevenzione del tumore al seno

I dati, infatti, parlano chiaro: la diagnosi precoce resta l’arma più efficace per affrontare tempestivamente questo tipo di tumore. Ogni anno, in Italia, vengono infatti individuati circa 55 mila nuovi casi di carcinoma mammario. La sopravvivenza a 5 anni raggiunge l’87%, con percentuali ancora più elevate quando il tumore viene scoperto nelle sue fasi iniziali.1

Approfondiamo l’argomento prevenzione, con il dott. Guglielmo Gazzetta, responsabile dell’Unità Operativa e coordinatore della Breast Unit di Humanitas Mater Domini, esperto in Chirurgia Oncoplastica.

Prevenzione: quando iniziare e con quale frequenza

La prevenzione si articola in controlli clinici e strumentali che variano in base all’età e ai fattori di rischio individuali.

  • A partire dai 20 anni è consigliata l’autopalpazione, preferibilmente tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo mestruale. Si tratta di una pratica semplice che consente di conoscere la struttura del proprio seno e di riconoscere eventuali cambiamenti sospetti.
  • Tra i 30 e i 40 anni è raccomandata una visita senologica annuale associata a ecografia mammaria. La prima visita rappresenta un momento fondamentale per raccogliere la storia clinica e familiare, individuare eventuali fattori di rischio e definire un programma personalizzato di controlli.
  • Dopo i 40 anni alla visita e all’ecografia si aggiunge la mammografia, generalmente con cadenza annuale o ogni 12-18 mesi, secondo indicazione specialistica. Anche in assenza di sintomi o familiarità, è opportuno iniziare i controlli mammografici a partire dai 40 anni.

Screening mammografico e densità mammaria

In Italia, esiste lo screening mammografico: un programma di prevenzione organizzato dal Ministero della Sanità insieme al Sistema sanitario nazionale (SSN) e alle Asl – o ATS per quanto riguarda la Lombardia – in base al quale ogni donna tra i 50 e i 69 anni circa (la fascia di età interessata può variare da regione a regione) viene invitata a sottoporsi, ogni due anni, alla mammografia. Tuttavia, la frequenza può variare in base alla densità mammaria e al profilo di rischio individuale. 2

Le donne con seno molto denso, ad esempio, possono avere la necessità di controlli annuali. Il seno, infatti, è composto da tessuto ghiandolare, adiposo e fibroso: quanto più è presente la componente ghiandolare, tanto più il seno risulta denso.  L’elevata densità può rappresentare un fattore di rischio e rendere più complessa l’individuazione di noduli di piccole dimensioni. 

Nei casi di familiarità significativa – ad esempio in presenza di tumore al seno tra familiari di primo grado – il percorso di prevenzione può iniziare già a partire dai 30 anni e prevedere, se indicato dal senologo, anche una consulenza genetica specialistica.

Il rischio di tumore al seno non si riduce con l’età: anche dopo i 70 anni è importante proseguire con controlli periodici e mammografia ogni due anni circa, secondo valutazione del senologo.

I segnali da non sottovalutare

Accanto alla prevenzione, è fondamentale prestare attenzione ad alcuni segnali, tra cui i principali sono:

  • alterazioni della forma del capezzolo, come l’introflessione
  • arrossamenti cutanei o comparsa di “buccia d’arancia
  • presenza di noduli o tumefazioni a livello mammario o ascellare
  • secrezioni liquide dal capezzolo

In presenza di uno di questi sintomi è importante rivolgersi tempestivamente allo specialista per una valutazione clinica ed eventuali approfondimenti diagnostici.

Stile di vita: movimento e alimentazione come alleati della prevenzione

Dal punto di vista dello stile di vita, la prevenzione del tumore al seno passa attraverso scelte quotidiane consapevoli.

Un’ alimentazione equilibrata deve puntare sulla qualità dei nutrienti. È raccomandato privilegiare verdura e frutta, proteine magre come carni bianche e pesce, carboidrati preferibilmente integrali e legumi insieme a noci, olio extravergine d’oliva, yogurt, latticini e uova. È invece opportuno limitare carni rosse lavorate, carboidrati raffinati, zuccheri semplici, amidi, alimenti ad alto contenuto di sodio e prodotti contenenti grassi industriali.

Ad una corretta alimentazione deve affiancarsi una costante attività fisica. È importante svolgere attività aerobica come una camminata, il nuoto o la bicicletta; ed esercizi di forza e stretching, che contribuiscono al rinforzo muscolare, al rilassamento e al miglioramento della mobilità articolare.

Fonti:

1www.aiom.it/wp-content/uploads/2025/11/2024_NDC-web-21.11.25.pdf https://pne.agenas.it/home 
2https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/Incontradonna%202025_vademecum.pdf

Chirurgia Generale
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