Si può presentare occasionalmente, in forme lievi oppure con frequenza e intensità tali da influire sulla qualità della vita e sulle relazioni sociali e lavorative: il mal di testa è uno tra i disturbi più diffusi a livello mondiale.

Approfondiamo il discorso con Alessia Biscotto, fisioterapista di Humanitas Mater Domini.

Emicrania e cefalea sono la stessa cosa?

La cefalea è un dolore a qualsiasi parte della testa, incluso il cuoio capelluto, la parte superiore del collo ed il viso. Tra le forme più frequenti troviamo l’emicrania e la cefalea muscolo-tensiva.

L’emicrania si caratterizza per un dolore unilaterale (meno frequentemente bilaterale), generalmente pulsante e di intensità medio-forte. Dura da 4 a 72 ore e si accompagna a segni e sintomi neurovegetativi, ossia nausea, vomito, fotofobia (ipersensibilità alla luce), osmofobia (avversione agli odori) e fonofobia (fastidio ai rumori). La cefalea muscolo-tensiva, invece, presenta dolore bilaterale, costrittivo e di media intensità; può durare da 30 minuti a 7 giorni e può essere accompagnato ad una condizione di stress o di forte stanchezza.

È possibile che il mal di testa parta dalla cervicale?

La forma di mal di testa secondaria più diffusa e meno correttamente curata è la cefalea cervicogenica, ovvero la cefalea causata da una problematica al sistema cranio-cervico-mandibolare: a livello, quindi, della colonna cervicale o dell’articolazione temporo-mandibolare (cioè l’articolazione che la mandibola forma con l’osso temporale della scatola cranica).

Può insorgere in seguito a traumi del collo o della testa, scorrette posture mantenute nel tempo, problematiche della mandibola, movimenti improvvisi del collo o della testa, sovraccarichi da attività lavorativa o sportiva. Tutte queste cause possono portare ad una ridotta mobilità articolare o ad un’eccessiva tensione muscolare, specialmente nella zona sotto la nuca oppure a livello della muscolatura masticatoria.

Analizzare come e quando è insorto il mal di testa può aiutare. Ecco alcune domande alle quali occorre rispondere per approfondire il problema:

  • Prima di un attacco di mal di testa senti male alla zona cervicale oppure percepisci rigidità sotto la nuca, sui muscoli delle spalle o della mandibola (tempie)?
  • Quando hai mal di testa, hai dolori oppure provi rigidità di movimento a livello cervicale generale, sotto la nuca, sui muscoli delle spalle, della mandibola?
  • Quando hai mal di testa, il dolore parte dal collo e arriva davanti (fronte, occhi) oppure parte dalla mandibola e dalle tempie e si diffonde?
  • Ci sono movimenti o posizioni del collo o della mandibola che scatenano il tuo mal di testa? I movimenti sono limitati in una o più direzioni?

Cosa fare in caso di mal di testa?

Studi scientifici* hanno dimostrato come la fisioterapia possa avare un ruolo fondamentale nella gestione della cefalea cervicogenica. Il percorso terapeutico prevede una valutazione iniziale, utile a capire se la colonna cervicale ha effettivamente influenza sui sintomi del paziente e, quindi, se la fisioterapia può essere d’aiuto. Dopo la prima valutazione, inizia il percorso riabilitativo: grazie a specifiche tecniche di terapia manuale ed esercizi terapeutici è possibile lavorare direttamente sul mal di testa del paziente, riducendone notevolmente frequenza ed intensità nelle forme più gravi ed arrivando alla risoluzione del problema in quelle più lievi.

*Tra gli studi di ricercatori più conosciuti e all’avanguardia del settore, troviamo:

È sufficiente curarsi con i farmaci da banco?

Il mal di testa occasionale può essere gestito con i farmaci da banco. È consigliabile consultare uno specialista se inizia a diventare più frequente; se il mal di testa diventa cronico, ossia dura più di 15 giorni al mese per tre mesi, diventa necessario il consulto con un professionista.

Molte persone soggette a mal di testa cronico, tuttavia, non si rivolgono allo specialista, ma preferiscono il “fai da te”. L’auto-somministrazione di farmaci antidolorifici o antinfiammatori ad ogni episodio di mal di testa causa l’insorgere del cosiddetto “mal di testa da sovrauso di medicinali”, detta anche “cefalea da rebound” (rimbalzo). Rappresenta la terza forma di cefalea con maggior prevalenza al mondo ed è conseguenza di un uso eccessivo e spesso errato di medicinali o farmaci. Più vengono assunti, più il corpo si assuefà: i farmaci perdono, quindi, il loro effetto terapeutico e si sentirà il bisogno di assumerli nuovamente.

A chi posso rivolgermi?

È importante rivolgersi ad una struttura specializzata nella gestione delle cefalee: presso Humanitas Mater Domini è attivo un ambulatorio dedicato, dove il paziente potrà seguire il percorso terapeutico più adeguato, garantendo un approccio multidisciplinare integrato (neurologo, endocrinologo, fisioterapista, psicologo ecc.), per ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi di mal di testa nelle forme più gravi, la risoluzione del problema in quelle più lievi, una minor somministrazione e assunzione di farmaci ed un miglioramento della qualità della vita.

L’ambulatorio di fisioterapia per la cefalea è gestito dalla dottoressa Alessia Biscotto, fisioterapista specializzata in terapia manuale ed in particolare nella gestione del mal di testa e dei disturbi temporo-mandibolari. L’accesso alle terapie può avvenire:

  • A seguito di una visita specialistica
  • Per accesso diretto, nel caso in cui il paziente si rispecchiasse nei sintomi della cefalea cervicogenica.

Durante la valutazione fisioterapica iniziale, viene valutata l’effettiva influenza della cervicale nella sintomatologia del paziente e viene impostato un programma riabilitativo; nel caso in cui ci fossero fattori di rischio per patologie più complesse, il paziente verrà immediatamente indirizzato allo specialista più appropriato.

Informazioni utili

In Humanitas Mater Domini le visite sono erogate in convenzione con il S.S.N. ed in regime privato
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