Moderni orizzonti nella chirurgia protesica con il dottor Franco Baldo, Responsabile dell’Ortopedia di Humanitas Mater Domini e la tecnica da lui eseguita: l’artroprotesi d’anca con via di accesso anteriore

 

L’artroprotesi d’anca per via anteriore sbarca in Humanitas Mater Domini, attualmente l’unica struttura nella provincia di Varese ad eseguire questo tipo di intervento chirurgico. In prima linea, il dottor Franco Baldo, primario dell’Unità di Ortopedia e Traumatologia dell’Istituto, esperto di chirurgia protesica.

Innovazioni nel segno della chirurgia protesica: la protesi all’anca per via anteriore, una tecnica mininvasiva e, fino ad oggi, adottata solo in pochi centri in tutta la Regione Lombardia.

Chi è il dottor Franco Baldo?

Il dottor Franco Baldo si laurea nel 1993 in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pavia e consegue la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia nel 1998 all’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, con il prof. Cherubino.
Prima dell’ingresso in Humanitas Mater Domini dal 2009 al 2011 è stato Direttore di struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia presso l’Ospedale di Vercelli e dal 2011 ha svolto attività di libero professionista come responsabile dell’Unità Operativa nell’Istituto Clinico San Siro di Milano.
Focus della sua attività clinica sono la sostituzione protesica di anca con accesso anteriore e ginocchio con Tecnica Subvastus, entrambe tecniche innovative che preservano i tessuti adiacenti alla articolazione del paziente.
La sua casistica consta di oltre 5.000 interventi di chirurgia maggiore e minore, 1.500 dei quali sono impianto di protesi d’anca per via anteriore.
All’attività clinica affianca un’intensa attività didattica. È, infatti, insegnante a livello nazionale ed internazionale di questa nuova tecnica mininvasiva e all’avanguardia.

Protesi d’anca: Mater Domini è “al passo” nella chirurgia protesica

La via d’accesso anteriore, eseguita dal dottor Baldo in Humanitas Mater Domini, rappresenta un approccio innovativo.
“Con l’accesso anteriore all’anca si effettua un piccolo taglio (7/8 cm. rispetto ai 15/20 degli interventi tradizionali) ma, soprattutto si garantisce il rispetto dei tessuti intorno all’anca. Attraverso l’incisione, si raggiunge il piano muscolare. I muscoli e i tendini non vengono sezionati (tagliati) come in passato, ma divaricati. Si apre la capsula articolare, si elimina la parte malata e si inserisce la protesi”, spiega il dottor Baldo.
Si tratta di una tecnica relativamente recente, di difficile esecuzione e che richiede una lunga curva di apprendimento, che prevede, secondo letteratura, un numero di interventi consecutivi abbastanza elevato (circa 100/150 operazioni).

Passato vs Futuro: un confronto tra tecniche

“Il reale vantaggio tra la nuova tecnica e quella tradizionale consiste nell’eliminazione del rischio di lussazione, la complicanza più temibile. Questo pericolo si attesta tra l’1% e l’8% nella tecnica postero-laterale (tradizionale): è invece quasi 0 nell’accesso per via anteriore. La preservazione della muscolatura glutea permette di migliorare la stabilità dell’articolazione, scongiurando, inoltre,  il rischio di zoppia. Non da ultimo, si attesta una riduzione delle calcificazioni che talvolta,  nelle tecniche classiche, si osservano a seguito delle necessarie sezioni muscolotendinee”, spiega il dottor Baldo.

Quali sono i vantaggi per il paziente?

La preservazione dei tessuti, conquista più rilevante di questa metodica, assicura una serie di vantaggi per il paziente, tra cui:
•    Minore perdita di sangue
•    Ridotta incisione chirurgica
•    Minor dolore post-operatorio (data la mancata sezione muscolare)
•    Assenza di dispositivi o procedure necessari ad impedire lussazioni dell’impianto
•    Rapido recupero della completa funzionalità articolare