Sono circa un milione gli esami radiologici come TAC, radiografie e mammografie eseguite ogni anno in Italia. Ma l’esposizione alle radiazioni può essere fonte di rischio per la nostra salute? Lo abbiamo chiesto al dottor Luca Crespi, Responsabile della Diagnostica per Immagini di Humanitas Mater Domini.

Per rendersi conto della probabilità di rischio, si può fare un paragone con altre attività quotidiane, non certo salutari.  Ad esempio, una dose di radiazioni assunte con diverse procedure radiologiche comporta un rischio di gran lunga inferiore rispetto a fumare 20 sigarette al giorno. Il rischio per la salute, quindi, non è elevato perché legato direttamente alla quantità di radiazioni assorbite. Il consiglio è sempre quello di  non eseguire numerose indagini, soprattutto se non ritenute necessarie dallo specialista”.

In Radiologia, più innovazione e meno radiazioni

Ridurre sensibilmente l’uso di radiazioni mantenendo alta la qualità delle immagini. Questo ciò che permette di garantire oggi l’evoluzione tecnologica. In Humanitas Mater Domini l’adozione di apparecchiature all’avanguardia come TAC multistrato, radiologici digitali e mammografi digitali con tomosintesi, ha permesso di contenere la quantità di radiazioni erogate sul paziente sottoposto ad esami diagnostici. Si attesta al 30% la riduzione della dose di radiazioni x sulla persona, traguardo riconosciuto anche dalla Società Europea di Radiologia che, nel 2018, ha inserito la Diagnostica per immagine del nostro ospedale tra i migliori dipartimenti radiologici europei in questo campo.

La sicurezza, anche grazie ad un’équipe di professionisti

Oltre all’evoluzione tecnologica, la sicurezza della radiologia di Humanitas Mater Domini è garantita anche dalle competenze di tutta l’équipe di professionisti che collabora nell’area di diagnostica:

  1. Medico radiologo. Non si limita alla refertazione delle immagini radiologiche, ma valuta anche l’appropriatezza dell’esame prima che questo venga eseguito. Infatti, se la richiesta dell’esame non è giustificata o esiste una metodica più adeguata alla stessa per la corretta diagnosi, il radiologo può cambiare la prescrizione ed eseguire un’indagine alternativa
  2. Tecnico sanitario di radiologia medica. Esegue gli esami e gestisce le apparecchiature radiologiche nel corso della prestazione. Conoscendo le modalità con le quali le radiazioni interagiscono con il corpo, il tecnico può intervenire sull’apparecchiatura per ottenere un’immagine di qualità, ma a basso impatto dosimetrico (bassa dose di radiazioni emesse)
  3. Fisico medico. Da un lato garantisce il buon funzionamento delle apparecchiature attraverso test e controlli qualitativi e periodici, dall’altro definisce per ogni tecnologia radiologica i livelli dosimetrici di riferimento a cui attenersi
  4. Ingegnere clinico. Sceglie le apparecchiature e implementa i dispositivi per monitorare, contenere e ridurre la dose utilizzata nel corso degli esami