Che cos’è e a cosa serve l’Ecocardiogramma transesofageo?

Può accadere che l’Ecocardiografia transtoracica non sia sufficiente a diagnosticare la problematica insorta nel paziente. In questi casi, può essere necessario ricorrere ad un diverso punto di analisi, che aggiri gli ostacoli: ciò viene garantito dall’ecocardiogramma transesofageo, che per il paziente equivale all’esecuzione di una comune gastroscopia.

Per visualizzare il cuore da questa diversa finestra, il paziente deve sopportare il disagio dell’introduzione di una sonda attraverso l’esofago.
L’esofago è l’organo che connette la bocca con lo stomaco e passa proprio dietro al cuore, in una posizione quindi che consente di vedere il cuore da vicino e da una prospettiva opposta a quella dell’esame transtoracico.

In questo modo, possono essere acquisite altre informazioni originali che, integrate a quelle dell’esame transtoracico, consentono quasi sempre di dirimere i problemi diagnostici del paziente.

Raccomandazioni

Si deve informare il medico se vi sono:

  • Malattie croniche del fegato
  • Storia di precedenti epatiti
  • Storia di infezioni gravi
  • Allergie a farmaci
  • Glaucoma
  • Malattie polmonari
  • Disturbi gastrici

Informazioni Utili

Prestazioni S.S.N.: l’assenza dell’impegnativa preclude l’esecuzione della prestazione. Si ricorda che il medico di medicina generale è tenuto a scrivere sull’impegnativa: nome, cognome ed età dell’assistito, codice fiscale, prestazione richiesta, quesito diagnostico, indicazione di eventuali esenzioni e livello d’urgenza.
Prestazioni PRIVATE: l’assenza della prescrizione medica di uno specialista preclude l’esecuzione della prestazione.

N.B.

È importante che il paziente porti tutta la documentazione cardiologica in suo possesso.

Norme di preparazione

Per eseguire l’ecocardiogramma transesofageo è necessario essere a digiuno (non mangiare o bere dopo la mezzanotte del giorno precedente l’esame).

Le medicine possono essere assunte, cercando di bere solo la minima quantità sufficiente per deglutire i farmaci.
In caso di diabete, è importante consigliarsi con il proprio medico, per definire la dose adeguata di antidiabetico orale o di insulina che dovrà essere ovviamente ridotta per il digiuno.

Il paziente deve essere accompagnato, perché non potrà guidare per l’intero giorno.

Durata dell’esame

10-15 minuti

Domande Frequenti (F.A.Q.)

Come avviene l’Ecocardiogramma transesofageo?

Il paziente viene invitato a togliere eventuali occhiali e protesi dentarie; viene allora collegato al monitoraggio elettrocardiografico e, tramite fleboclisi (flebo), ad una infusione di soluzione fisiologica che ha il solo scopo di tenere disponibile per il tempo dell’esame un accesso venoso per somministrare farmaci in caso di necessità. Il paziente viene posto sul fianco sinistro, con il busto ed il collo leggermente flessi. Il medico, dopo avergli inserito tra i denti un boccaglio (per non danneggiare la sonda), lo aiuterà nel compito sgradevole, ma non pericoloso, di ingoiare la sonda stessa.

È di norma eseguita una anestesia locale della bocca e del retrobocca (faringe) con lidocaina spray (un anestetico locale) e una blanda sedazione (benzodiazepine).

L’ecocardiogramma transesofageo è pericoloso?

Ogni volta che “qualcosa” viene introdotta nel nostro corpo esistono dei rischi, tuttavia con l’ecocardiografia transesofagea sono ridottissimi. Si tratta generalmente di aritmie cardiache che vengono ben tollerate dal paziente e che, solo molto raramente, richiedono un trattamento farmacologico.
L’ecocardiogramma transesofagea è comunque una metodica estremamente sicura; di fatto, l’utilità delle informazioni che si ottengono giustifica ampiamente i disturbi che il paziente deve sopportare ed il minimo rischio di complicazioni insite nella metodica.

L’Ecocardiogramma transesofageo è doloroso?

L’esame non è doloroso e, se il paziente riesce a collaborare, risulta poco fastidioso. Il momento più difficile è quello dell’introduzione della sonda, durante il quale si possono manifestare colpi di tosse, eruttazioni, conati di vomito; sono disturbi passeggeri che non devono allarmare il paziente e che non pregiudicano un risultato favorevole dell’esame. Si deve tenere presente che il tubo non può interferire con la normale respirazione che avviene attraverso il naso e la trachea.

Come si comunica durante l’esame?

Durante la procedura, con la sonda nell’esofago, non è possibile parlare. Si deve quindi stabilire all’inizio dell’esame un codice di comunicazione attraverso l’uso della mano.

Cosa è possibile per facilitare l’esame?

Respirare lentamente con il naso, cercando di rilassare i muscoli di collo e spalle è un utile consiglio, oltre a collaborare con il cardiologo.

Cosa accade dopo l’Ecocardiogramma transesofageo?

Generalmente il paziente, dopo pochi minuti dal termine dell’esame, non avverte alcun disturbo. Qualora sia stato necessario somministrare un sedativo, è consigliabile aspettare almeno 30 minuti prima di lasciare l’ospedale ed evitare di dover guidare personalmente l’automobile. È pertanto consigliabile che si venga accompagnati da un familiare.
La gola, per l’azione dell’anestetico locale, può essere lievemente irritata, per cui non è consigliabile bere o mangiare per 2-3 ore.

Quali sintomi dobbiamo segnalare al cardiologo?

Le complicazioni, come detto, sono rarissime. Vanno comunque segnalati alcuni sintomi che dovessero insorgere dopo l’esame:

  • dolore insolito o difficoltà ad inghiottire
  • dolore addominale o toracico
  • vomito di color caffè o sangue