Che cos’è l’apnea notturna?

L’apnea notturna è un arresto della respirazione durante il sonno della durata di almeno 10 secondi o superiore.

L’apnea notturna può essere di tipo centrale (di origine neurologica), quando il respiro si ferma per mancanza di stimoli nervosi alla muscolatura  respiratoria: è come se il “cervello” si dimenticasse di respirare.

L’apnea ostruttiva (O.S.A.: Obstructive Sleep Apnea), invece, è molto più frequente ed è dovuta ad un’ostruzione o collasso delle vie aeree superiori, mentre l’organismo si sforza di respirare: i polmoni cercano  di espandersi, ma non ci riescono perché c’è un’ostruzione del passaggio dell’aria a livello delle prime vie respiratorie. In quel momento, l’organismo è messo a dura prova (si intensifica la frequenza cardiaca, diminuisce l’ossigeno nel sangue, aumenta la pressione arteriosa sia a livello generale che a livello polmonare, si superficializza il sonno, ecc.).

Vi è poi l’apnea mista, che è una miscela dei due tipi precedenti e che deve essere considerata e trattata come un’apnea ostruttiva.

Quando occorre trattare l’apnea notturna?

La sindrome delle apnee notturne ostruttive (OSAS) deve essere curata quando il numero delle apnee (di almeno 10 secondi) è superiore a 5 per ogni ora di sonno: al di sotto di tale valore  possono essere considerate fisiologiche. Ma un dato che non deve comunque essere trascurato, anche se le apnee sono scarse, è la sonnolenza diurna. Si tratta di un segno di scarsa ossigenazione e di frequenti “risvegli” (arousal) durante il sonno, il quale risulta frammentato e non ben strutturato.

Come si sospetta di soffrire di apnee notturne ostruttive?

Sono un russatore frequente e molto rumoroso? Gli altri mi dicono che spesso smetto di fare rumore con pause del respiro e poi ricomincio con gemiti, sbuffamenti, lamenti? Il mio partner di letto, che spesso va a dormire in un’altra stanza, mi riferisce che frequentemente ho un sonno agitato? Mi sento notevolmente stanco al mattino al risveglio ed a volte ho un po’ di mal di testa? Ho sovente degli accessi di sonnolenza durante la giornata e frequentemente mi addormento davanti al televisore, al computer o mentre sto leggendo un libro? Alla guida mi capita, a volte, di perdere momentaneamente il controllo dell’auto? Capisco che il mio sonno non è ristoratore ed ho continui risvegli notturni?

Se ci si riconosce in queste affermazioni, è consigliabile rivolgersi al medico: la possibilità che si soffra di apnee notturne ostruttive è molto elevata.

La diagnosi

E’ consigliabile rivolgersi ad una struttura dove vi siano medici che si occupano dei problemi del sonno e specialmente delle apnee. L’esame cardine è la polisonnografia, spesso eseguita anche al domicilio, che riesce a diagnosticare ed a differenziare le patologie apneiche più gravi da quelle molto più semplici  e non complicate (russamento semplice).

Il trattamento

La terapia per curare il disturbo può essere medica e/o chirurgica.

Terapia medica

Una validissima terapia è la C.P.A.P. (Continous Positive Air Pressare) che consiste nell’applicare una mascherina a livello nasale, fissata con piccole cinghie dietro la testa, la quale è collegata ad un apparecchietto che insuffla aria. Molto frequentemente questa terapia risolve il russamento e la presenza delle apnee: la continua immissione di aria ambiente a pressione nelle prime vie aeree, infatti, impedisce il loro rilassamento e collabimento evitando così l’apnea ostruttiva e mista. Nei primi giorni la CPAP può risultare un po’ fastidiosa, ma il più delle volte, basta avere un po’ di calma e pazienza che ci si abitua. Gli effetti benefici, inoltre, si fanno sentire e rendono il tutto più tollerabile. I risultati di questo dispositivo vengono chiaramente valutati durante una polisonnografia con CPAP applicata: si assiste alla vera e propria scomparsa delle apnee ostruttive. Se il paziente ben si adatta a questo dispositivo, ha praticamente già trovato la terapia adeguata e già ne conosce i risultati (a differenza delle altre terapie in genere).

Terapia chirurgica

Le indicazioni alla terapia chirurgica (roncochirurgia) sono rappresentate sicuramente dalla necessità di modificare alterazioni o patologie delle prime vie aeree, che causano ostruzione al transito dell’aria. Il chirurgo, se è il caso, dovrà intervenire nei punti di maggior ristrettezza e collabimento delle prime vie aeree con tecniche chirurgiche che saranno adeguate e studiate per ogni singolo paziente, così quasi da praticare una “plastica” di questi distretti anatomici. Potranno essere operati il naso, il palato molle, la base della lingua, la mandibola, le tonsille, le adenoidi, ecc. con metodiche più o meno complesse e con varia strumentazione (es. laser, bisturi ad ultrasuoni, radiofrequenza, ecc). Il chirurgo otorinolaringoiatra opera sapendo però che, specie nei pazienti più gravi, la chirurgia può essere di aiuto ma sovente non può risolvere tutto il problema se  non affiancata a terapie dietologiche e mediche ben condotte.

La prevenzione

Nella maggior parte dei casi è sufficiente seguire consigli dietologici, igienici (es non fumare e non bere alcool) e farmacologici, per avere degli ottimi risultati sulla respirazione notturna. Per rafforzare il concetto, ricordate che si deve:

  • Dimagrire
  • Smettere di fumare
  • Non assumere alcool o sedative alla sera
  • Eliminare farmaci con effetto sedativo (es. antistaminici presi per altre problematiche)
  • Evitare di dormire supini (sulla schiena)