Ai tempi del Covis-19, la sensazione che ci accomuna è l’incertezza. Insieme all’epidemia, si diffonde e cresce la paura. All’improvviso ci scopriamo fragili, vulnerabili, impreparati. La nostra quotidianità è stravolta.

Come reagisce il nostro cervello all’emergenza? Scopriamolo con la dottoressa Pamela Franchi, psicologa di Humanitas Mater Domini e Humanitas Medical Care Arese, Busto Arsizio e Lainate.

Sopprimere paura e ansia: è corretto?

Il Covid-19 è un virus nuovo e pericoloso, quindi averne paura è una risposta sana della nostra psiche. Del tutto insano, invece, è ignorare questa emozione, seppur percepita come qualcosa di poco funzionale”, spiega la dottoressa.

La paura è quel sistema adattivo che ci avverte quando un pericolo incombe su di noi. Accanto, troviamo l’ansia, ossia la risposta funzionale del nostro cervello che si attiva verso un evento incerto e non conosciuto. L’ansia, inoltre, molto spesso porta la persona a rivolgersi ad uno psicologo, per un aiuto e un sostegno. Si tratta, infatti, di una spinta motivazionale che porta ad assumere comportamenti protettivi nei confronti di noi stessi e dei nostri cari. Non provare queste emozioni o volerle mettere a tacere in situazioni di pericolo equivale, dunque, ad anestetizzare la parte adattiva del nostro cervello. Qual è il rischio? “Tentare di sopprimere ansia e paura può generare risposte emotive così travolgenti da diventare completamente disfunzionali. Si generano così comportamenti irrazionali, pericolosi che impediscono il cambiamento delle proprie abitudini”, precisa la dottoressa.

Cosa fare per mantenere la calma?

Per affrontare l’emergenza, sono stati suggeriti una serie di comportamenti da seguire, azioni che possono aiutare ad aumentare il proprio senso di sicurezza. Eccone alcuni:

  • Evitiamo la sovraesposizione informativa: decidiamo quale notiziario seguire e quando seguirlo;

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  • Rimaniamo in casa: la casa è come un nido che ci protegge, riscopriamo i suoi spazi;

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  • Non siamo isolati: le persone non sono sparite, ma sono semplicemente in casa e non per strada. Organizziamo delle serate online davanti al computer, per sentire più vicini gli amici e i parenti che sono lontani. “Siamo tutti nella stessa situazione, cerchiamo di sviluppare un sentimento di comunanza”;
  • Diamo sfogo alla creatività: leggere, scrivere, dipingere, riordinare, giocare, sono tutte attività che stimolano il senso di benessere e, quindi, aiutano il sistema immunitario.

Pensiamo che con le nostre azioni contribuiremo al bene comune e superiamo il senso di frustrazione. -Seguendo le regole, sosteniamo anche medici ed infermieri che sfidano la paura e lottano ogni giorno in corsia per occuparsi della nostra salute”, conclude la dottoressa.