In estate aumenta il tempo trascorso all’aperto e quindi l’esposizione ai raggi solari che, in questo periodo dell’anno, si fanno più intensi e potenzialmente più pericolosi per la pelle.
La pelle, infatti, è sensibile all’esposizione solare e va protetta con creme solari per ridurre i danni causati dai raggi UV. Approfondiamo con il dottor Gianpaolo Vittoria, dermatologo in Humanitas Mater Domini e negli Humanitas Medical Care, quali sono i principali rischi della pelle a seguito dell’esposizione solare e come prevenirli.
I principali effetti negativi del sole sulla pelle
Tra le principali conseguenze dell’esposizione ai raggi UV troviamo: fotoinvecchiamento – con comparsa di lentigo solari (macchie brunastre), cheratosi seborroiche (lesioni verrucose), angiomi rubino (puntini rossi) – e tumori cutanei maligni da esposizione solare, che possono apparire esteticamente come:
- Neoformazioni rosa: simili a lesioni da grattamento o punture di zanzara. La loro presenza potrebbe indicare un basalioma, un carcinoma basocellulare, un tumore non melanocitario o altri tumori della cute più rari tra cui il melanoma amelanotico.
- Neoformazioni nerastre o cambiamenti di lesioni scure già preesistenti: queste lesioni sono un campanello d’allarme perché potrebbero essere il segnale dell’insorgenza di un melanoma o di un altro tumore cutaneo.
- Lesioni squamose con crosta: si manifestano generalmente nelle aree del corpo più esposte al sole come viso, orecchie, cuoio capelluto, labbra, dorso delle mani, avambracci, spalle e collo. Note come cheratosi attiniche (cambiamenti precancerosi delle cellule cutanee) sono indicative di un deterioramento della pelle causato dall’esposizione prolungata ai raggi UV. Uno dei tumori che può svilupparsi è il carcinoma squamocellulare, noto per la sua invasività e tendenza a metastatizzare.
Melanina: alleata fisiologica per contrastare i raggi UV
Quando esposta al sole, la pelle attiva i propri meccanismi naturali di difesa: i melanociti aumentano la produzione di melanina e ne trasferiscono i melanosomi ai cheratinociti, contribuendo alla formazione dell’abbronzatura. La melanina assorbe parte dell’energia della radiazione ultravioletta e contribuisce a limitarne gli effetti dannosi sulle cellule cutanee, fornendo una protezione naturale, seppur parziale, nei confronti dei raggi UV.
Per minimizzare gli effetti negativi dei raggi UV è necessario applicare una protezione solare, indossare indumenti protettivi, come cappelli e occhiali da sole, ed evitare l’esposizione prolungata al sole, specialmente se sulla pelle sono già presenti lesioni pregresse.
Dermatologia: il ruolo dello specialista
L’invecchiamento cutaneo e la fotoesposizione cronica accumulata nel corso degli anni possono determinare la comparsa di lesioni cutanee benigne e maligne.
Sebbene alcune macchie e alterazioni cutanee siano espressione del normale processo di invecchiamento o del fotoinvecchiamento, molte lesioni possono presentare caratteristiche cliniche simili a quelle di neoplasie cutanee, rendendo talvolta difficile distinguerne la natura attraverso una semplice osservazione.
Per questo motivo, soprattutto in presenza di nuove lesioni, modificazioni di lesioni preesistenti o caratteristiche atipiche, è fondamentale il consulto con lo specialista dermatologo, che può valutarne la natura attraverso l’esame clinico e dermatoscopico e, nei casi dubbi, indicare l’esecuzione di una biopsia o l’asportazione della lesione per l’esame istologico.
Esami diagnostici non invasivi
Il controllo dei nevi in epiluminescenza con dermatoscopia digitale, grazie a un fascio di luce polarizzata, consente di osservare strutture e pattern della pelle non visibili a occhio nudo, permettendo una visione più approfondita di tutte le lesioni sia benigne che maligne della pelle.
In alcune categorie di pazienti, come chi presenta più di 100 nevi, numerosi nevi atipici di Clark o una storia pregressa di melanoma, può essere indicata la videodermatoscopia digitale. Questa metodica permette di acquisire e archiviare immagini ad alta risoluzione di nevi o altre lesioni della pelle (comprese quelle eventualmente provocate dal sole) così da poterle confrontare nel tempo e individuare eventuali cambiamenti. La frequenza dei controlli viene stabilita dal dermatologo in base al profilo di rischio individuale.
Fonti
