La diagnosi precoce rappresenta il miglior alleato nella lotta al tumore al seno. Per questo motivo, è importante sapere quali siano i principali esami e quando programmarli.
Approfondiamo l’argomento prevenzione, con il dott. Guglielmo Gazzetta, responsabile dell’Unità Operativa di Senologia e coordinatore della Breast Unit di Humanitas Mater Domini, esperto in Chirurgia Oncoplastica.
Autopalpazione
La prevenzione del tumore al seno inizia dalla consapevolezza: nessuna donna conosce il proprio seno meglio di sé stessa. Per questo motivo è importante eseguire l’autopalpazione a partire dai 20 anni o comunque dalla giovane età, in modo da conoscere al meglio le caratteristiche del proprio seno.
Il consiglio è di eseguire questa pratica almeno una volta al mese (idealmente tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo mestruale) in modo da individuare precocemente qualsiasi tipo di alterazione o cambiamento. È fondamentale sottolineare che l’autopalpazione serve come allerta iniziale ma non costituisce un vero e proprio screening.
L’autopalpazione aiuta a riscontrare eventuali alterazioni o noduli, in presenza dei quali è opportuno approfondire con una visita senologica.
Prima visita senologica
Durante la visita senologica viene effettuata la valutazione del profilo di rischio individuale e, sulla base di tale valutazione, viene definito un piano di sorveglianza personalizzato.
Il piano di sorveglianza consiste nella programmazione dei controlli clinici e strumentali più appropriati, con indicazione delle modalità, della periodicità e dell’età di inizio, in relazione ai fattori di rischio. In base a quanto rilevato durante la visita, lo specialista senologo può suggerire ulteriori approfondimenti diagnostici, come ecografia mammaria, mammografia e biopsia.
In Italia, i programmi di screening mammografico prevedono l’esecuzione di una mammografia ogni due anni nelle donne tra i 50 e i 69 anni. Ci sono regioni in cui può variare la fascia di età: in alcune è stata adottata l’estensione dello screening a donne tra 45 e 49 anni con mammografia annuale. La mammografia è tuttora ritenuto l’unico vero test di screening.
Anche l‘ecografia è un esame importante in questa fase, poiché il seno giovane può essere più denso e diventare così meno leggibile attraverso il solo esame mammografico. L’ecografia può essere consigliata dal medico in base a rischio, sintomi o familiarità.
Tuttavia, per le donne ad alto rischio (come quelle con mutazioni genetiche BRCA1/2 o forte familiarità), le linee guida indicano la necessità di anticipare lo screening (in alcuni casi già a 25 anni), avvalendosi di tecniche come la Risonanza Magnetica (RM), da associare alla mammografia.
Il rischio di tumore al seno in età avanzata non diminuisce, ecco perché è importante effettuare un esame di screening ogni due anni anche dopo i 69 anni.
Fonti
https://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/guida-agli-screening/seno-mammografia
https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2020/10/20201218_LG_AIOM_NeoplasieMammella.pdf
