Il reflusso gastroesofageo si verifica quando i succhi gastrici risalgono dallo stomaco verso l’esofago, causando sintomi fastidiosi e, nei casi più complessi, vere e proprie complicanze che incidono sulla qualità della vita.
Alla base del problema c’è spesso un malfunzionamento del cardias, la valvola che separa esofago e stomaco. Quando perde la sua “tenuta”, i contenuti acidi possono risalire con facilità.
I sintomi più comuni sono rigurgito acido e bruciore retrosternale. Si possono segnalare anche sintomi meno tipici come palpitazioni, dolore toracico (non cardiaco), tosse persistente, raucedine o la sensazione di avere un corpo estraneo in gola.
Quali sono i principali trattamenti per la cura del reflusso? Approfondiamo l’argomento con il dottor Benedetto Mangiavillano, Responsabile di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva in Humanitas Mater Domini.
Quali sono i trattamenti per il reflusso gastroesofageo?
Il trattamento del reflusso gastroesofageo prevede l’assunzione di inibitori di pompa protonica (IPP), farmaci che riducono la produzione di acido nello stomaco, contribuendo così ad alleviare i sintomi e a favorire la guarigione dell’esofago, nei casi di infiammazione.
Nei casi poco sintomatici i gel antiacidi possono essere una buona soluzione e possono essere utilizzati anche come coadiuvanti nella terapia con gli inibitori della pompa protonica.
Tuttavia, non tutti rispondono in modo efficace a questi farmaci o riescono a tollerarli nel lungo periodo. In questi casi, il consiglio è ricorrere a trattamenti alternativi come l’ablazione mucosale anti-reflusso (ARMA).
Cos’è l’ablazione mucosale anti-reflusso?
Si tratta di una tecnica endoscopica minimamente invasiva e senza incisioni durante la quale viene utilizzato un gas, l’argon plasma, per creare una piccola “bruciatura” nella zona del cardias. Questa lesione genera un’ulcera superficiale che, cicatrizzando, permette di restringere e rinforzare la valvola riducendo così la risalita dei succhi gastrici.
L’obiettivo è migliorare la funzione del cardias e prevenire nuovi episodi di reflusso.
Quando è più indicato il trattamento?
L’ablazione mucosale può rappresentare una valida opzione nei casi in cui la terapia farmacologica non risulti più efficace, determini effetti collaterali o quando è prevista un’assunzione prolungata di inibitori di pompa protonica.
In ogni caso, è il gastroenterologo a definire il trattamento più adatto ad ogni paziente, considerando anamnesi, sintomi ed eventuali patologie correlate.
