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Tumore al seno: prevenzione, approccio multidisciplinare e progressi nel trattamento

In Italia, il tumore al seno, o carcinoma mammario, rimane la neoplasia femminile più frequente, rappresentando circa il 30% di tutti i tumori nelle donne. Nonostante l’incidenza elevata, si registrano dati incoraggianti: la sopravvivenza a 5 anni si attesta intorno all’87%, grazie a diagnosi precoce e trattamenti sempre più avanzati. 

Quali sono i fattori di rischio da non sottovalutare? Come evolvono le possibilità di cura?  Approfondiamo l’argomento prevenzione, con il dott. Guglielmo Gazzetta, responsabile dell’Unità Operativa di Senologia e coordinatore della Breast Unit di Humanitas Mater Domini, esperto in Chirurgia Oncoplastica.

Fattori di rischio principali

Il tumore al seno è una malattia causata da fattori diversi. Conoscerli è fondamentale per quantificare il rischio e creare un piano di prevenzione personalizzato.

Fattori non modificabili: anagrafici e genetici

  • Età: Il 45% dei tumori del seno si verifica nelle donne tra i 45-74 anni, il 35% nelle donne con più di 74 anni e il 20% in pazienti al di sotto dei 45 anni.
  • Familiarità: una storia familiare di cancro al seno può aumentare il rischio di svilupparlo.
  • Mutazioni genetiche ereditarie: alcune mutazioni genetiche ereditarie, come le mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, aumentano il rischio di sviluppo del tumore al seno.

Fattori ormonali e riproduttivi

  • Estrogeni: il tumore al seno è strettamente legato ai livelli di estrogeni sia endogeni (prodotti dal corpo) che esogeni (assunti).
  • Periodo fertile: prima mestruazione tardiva, menopausa precoce e una gravidanza in giovane età (20-25 anni) sono fattori protettivi rispetto ad una prima mestruazione precoce e ad una menopausa tardiva.
  • Terapia ormonale sostitutiva in menopausa: se assunte per lunghi periodi di tempo, le terapie a base di estrogeni e progesterone, utilizzate per alleviare i sintomi della menopausa e il rischio di osteoporosi, aumentano minimamente il rischio di sviluppare un tumore al seno.

Stile di vita

  • Sovrappeso e obesità: il tessuto adiposo contribuisce alla produzione di estrogeni, che possono favorire lo sviluppo del tumore al seno.
  • Consumo di alcol: l’alcol altera il metabolismo degli estrogeni, aumentandone i livelli nel sangue, e può ridurre l’acido folico, essenziale per la riparazione del DNA.
  • Vita sedentaria: la mancanza di attività fisica aumenta il rischio; l’esercizio aiuta a controllare il peso e a ridurre i livelli di estrogeni.

L’importanza di un approccio multidisciplinare

Gli esami e le visite di prevenzione sono fondamentali per individuare precocemente eventuali alterazioni della mammella, quando le possibilità di cura sono maggiori.

La visita senologica, l’ecografia mammaria e la mammografia permettono di riconoscere anche lesioni molto piccole o non palpabili. Nei casi più sospetti, la paziente viene indirizzata a ulteriori approfondimenti diagnostici e a una valutazione specialistica multidisciplinare, che consente di definire rapidamente il percorso terapeutico più adeguato e personalizzato.

La Breast Unit di Humanitas Mater Domini è  un centro dedicato alla presa in carico della donna per la cura del tumore al seno, basato su un approccio multidisciplinare e personalizzato. Un gruppo multidisciplinare formato da chirurghi senologi e plastici, radiologi, oncologi, anatomo-patologi, radioterapisti, specialisti in medicina nucleare, ginecologi e genetisti, insieme a infermieri case manager e psico-oncologi, lavorano in sinergia per garantire un approccio di cura personalizzato. 

I consulti multidisciplinari (multidisciplinary meeting), si svolgono prima e dopo le fasi di trattamento e consentono ai medici di orientare il percorso di cura e monitorare i risultati, per personalizzare sempre di più la terapia di cura e il follow-up.

Progressi nel trattamento del tumore al seno 

Oggi l’obiettivo primario della Breast Unit è rendere la cura del tumore al seno la più efficace e meno invasiva possibile, adattandola alla singola paziente. Il percorso terapeutico è sempre altamente personalizzato e segue il principio della ”de-escalation”, ovvero dell’alleggerimento delle cure per garantire una migliore qualità della vita.

Il percorso terapeutico viene stabilito dal team multidisciplinare tenendo conto di tutti i fattori: il tipo di tumore, lo stadio di malattia e le condizioni di salute della donna.

Tecniche un tempo radicali, come la mastectomia tradizionale, stanno lasciando spazio ad approcci sempre meno invasivi, come la chirurgia endoscopica, che consentono cicatrici limitate, maggiore precisione e un miglior recupero post-operatorio. 

Dopo la chirurgia possono essere necessari ulteriori trattamenti medici come:

  • Chemioterapia
  • Farmaci a bersaglio cellulare e molecolare
  • Terapia endocrina (ormonale)
  • Radioterapia

Inoltre, la donna in premenopausa, che deve essere sottoposta a chemioterapia, ma ha ancora il desiderio di avere figli, può essere seguita dal centro di fertilità dove le verranno offerte diverse opzioni per preservare la propria fertilità.

Parallelamente, è cambiata in modo sostanziale anche la gestione della ricostruzione mammaria: oggi la chirurgia oncoplastica e ricostruttiva si avvale di metodiche moderne che permettono risultati più naturali, tempi di guarigione più rapidi e un impatto psicologico nettamente ridotto.

Questa evoluzione testimonia una nuova visione della cura del tumore al seno, sempre più personalizzata, rispettosa della femminilità e guidata dall’evidenza scientifica: un cambiamento che continua a progredire e che mette al centro non solo la malattia, ma la donna.

Fonti

https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/Incontradonna%202025_vademecum.pdf

https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-del-seno

https://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/prevenzione-donna/prevenzione-tumori-femminili/la-prevenzione-eta-per-eta

Chirurgia Generale
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