Un giramento di testa quando ci si corica o ci si alza dal letto, oppure quando si compiono movimenti improvvisi. La causa potrebbe essere la vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB). Di cosa si tratta? Come comportarsi? Lo spiega il dottor Simone Spagliardi, otorinolaringoiatra di Humanitas Mater Domini.

Vertigine parossistica posizionale benigna: di cosa si tratta?

Nella parte più interna dell’orecchio si trova il labirinto (organo dell’equilibrio), che contiene le cellule sensoriali dell’equilibrio (cellule ciliate). Al di sopra poggia uno strato di numerose particelle di ossalato di calcio, gli otoliti, che ad ogni movimento della testa si spostano in blocco stimolando le cellule sottostanti il cui compito è di trasmettere l’impulso ricevuto al cervello.

Se si soffre di vertigini posizionali, sdraiarsi, alzarsi e compiere movimenti significativi, come chinarsi per allacciarsi le scarpe o sistemare un oggetto su una mensola, causa un movimento degli otoliti che stimolano in modo anomalo le cellule dell’equilibrio causando una vertigine violenta. La sensazione che si avverte è di veder girare la stanza attorno a sé per pochi secondi, generalmente 10/30. È tipicamente associata a sintomi come nausea, sudorazione fredda, tachicardia e a volte conati”, spiega il dottor Spagliardi.

Vertigine posizionale: quali sono le cause?

Le cause possono essere un trauma cranico, anche di lieve-moderata entità, avvenuto nelle settimane precedenti, carenza di vitamina D che modifica la composizione degli otoliti a causa di un alterato assorbimento di calcio nell’orecchio interno e, infine, può essere una forma idiopatica cioè di origine sconosciuta.

Come comportarsi quando avvertiamo la vertigine?

Nell’immediato occorre mantenere ferma la testa e fissare un punto per controllare la sensazione di vertigine. È consigliato non assumere la posizione individuata come scatenante e compiere con cautela i normali movimenti quotidiani. Se il problema dovesse persistere, il consiglio è una visita otorinolaringoiatrica per confermare la diagnosi di vertigine posizionale e impostare il percorso di cura più corretto.

Durante la visita occorre eseguire una valutazione generale della funzionalità vestibolare, cioè verificare il corretto funzionamento dell’intero apparato dell’equilibrio, attraverso l’esecuzione di esercizi fisici la cui valutazione permette di definire una diagnosi più completa. Se la diagnosi conferma la patologia, lo specialista personalizza il percorso di cura sulla base dei sintomi riscontrati. La terapia farmacologica è associata a delle manovre liberatorie, ossia degli esercizi eseguiti con scopo di spostare gli otoliti dalla errata posizione in cui si sono venuti a trovate nel labirinto”, conclude lo specialista.

Informazioni utili

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