Le emorroidi sono vene poste all’interno del canale anale che, in condizioni particolari, si ingrandiscono provocando al loro aumento di volume e una serie di sintomi e segni correlati.

Le emorroidi si distinguono in interne ed esterne. Quelle esterne si sviluppano vicino all’ano e sono coperte da cute (marische).

Le emorroidi si distinguono in:

I grado: emorroidi completamente interne

II grado: fuoriescono dal bordo anale al momento della defecazione e poi rientrano spontaneamente

III grado: fuoriescono dal bordo anale al momento della defecazione, ma devono essere riposizionate all’interno del canale anale manualmente

IV grado: esterne al canale anale.

Quali sono i fattori che predispongno all’insorgenza delle emorroidi?

I principali fattori sono:

  • costituzione somatica
  • invecchiamento
  • stipsi cronica (stitichezza)
  • gravidanza
  • familiarità
  • sforzo intenso durante l’evacuazione
  • passare lungo di tempo sulla toilette

Occorre inoltre sapere che:

  • alimentazione – una dieta senza scorie favorisce la stitichezza, così come alcuni alimenti: alcool, spezie, cacao, cibi piccanti, crostacei
  • posizione abituale – lavori sedentari in posizione seduta o che obblighino troppo alla stazione eretta, possono provocare uno stato di aumentata pressione nelle vene emorroidarie per gravità o per difficoltoso scarico venoso
  • sport particolari – equitazione, motociclismo, sollevamento pesi, ciclismo, possono provocare traumatismi continui, mal sopportati dalle strutture di sostegno del canale anale
  • fattori endocrino-genitali – assunzione e/o modifiche ormonali (es. pillola anti-concezionale, ovulazione, mestruazione) possono influire sulle crisi emorroidarie, favorendo episodi acuti
  • non ci sono relazioni tra emorroidi e cancro – i sintomi delle emorroidi, in particolar modo l’emorragia, sono però simili a quelli del cancro e di altre malattie del colon-retto. Perciò è importante che tutti i sintomi siano studiati da un medico esperto nel trattare le malattie del colon-retto.

Quali sono i sintomi delle emorroidi?

I sintomi sono: prurito, dolore, emissione di sangue e protrusione all’esterno.

Quali sono le complicanze delle emorroidi?

Le complicanze sono: sanguinamento, trombosi (quando il sangue all’interno del vaso emorroidario si coagula formando un trombo).

La Diagnosi

Le emorroidi (o malattia emorroidaria) vengono diagnosticate tramite:

I Trattamenti

1. Legatura elastica (procedura ambulatoriale)

La procedura si esegue per emorroidi di I e II grado.

Consiste nell’inserimento di un piccolo anello elastico alla base dell’emorroide, impedendo il flusso sanguigno.

L’emorroide e l’elastico cadono spontaneamente in alcuni giorni e la ferita guarisce in 1-2 settimane.

Può provocare un lieve disagio e sanguinamento.

2. Intervento chirurgico di asportazione secondo Milligan-Morgan

La rimozione chirurgica è il metodo migliore per la rimozione permanente delle emorroidi. Si esegue in anestesia generale o spinale, può richiedere il ricovero e un periodo di inattività.

Si rende necessaria quando:

  1. le trombosi nelle emorroidi esterne si ripetono;
  2. la legatura elastica fallisce nel trattare le emorroidi interne;
  3. le emorroidi prolassate non possono più essere ridotte;
  4. sussiste un sanguinamento persistente.

Vantaggi: rimuove l’eccesso di tessuto che causa l’emorragia e il prolasso. Quindi presenta meno recidive rispetto alle altre metodiche.

Svantaggi: dolore locale, ferite aperte, sanguinamento, mucorrea (perdita di muco assieme alle feci) per circa 2-3 settimane.

3. Intervento chirurgico di emorroidectomia e mucopessi con suturatrice circolare PPH

La procedura si esegue per emorroidi di II e III grado.

Consiste nell’asportazione di un cilindro di mucosa del canale anale e successiva sutura della stessa con serie di agraffes. Questo determina l’asportazione dei gavoccioli emorroidari interni ed un riposizionamento verso l’alto dei cuscinetti emorroidari, con un’interruzione delle arterie afferenti alle emorroidi.

Vantaggi:

  • conservazione della cute del bordo anale e della sua sensibilità
  • riduzione del dolore postoperatorio (più dell’80% dei pazienti lamenta solo un minimo dolore nelle prime 24-48 ore)

Svantaggi:

  • aumento della recidiva
  • sanguinamento a distanza di una settimana
  • graffette interne persistenti
  • aumentato rischio di infezioni

4. Intervento chirurgico di dearterializzazione emorroidaria con sonda doppler e mucopessia (THD)

La procedura sii esegue per emorroidi II e III grado sanguinanti.

Consiste nella legatura dei vasi arteriosi che afferiscono ai cuscinetti emorroidari, a cui si aggiunge una pessia della mucosa (sutura a fisarmonica della mucosa anale debordante). La legatura viene fatta sulla guida di una sonda doppler.

Vantaggi:

  • minima componente di dolore nel post-operatorio
  • minima proctorragia

Svantaggi:

  • tenesmo (sensazione di bisogno di defecare)
  • recidiva