Stiamo vivendo in un momento storico in cui sicuramente le relazioni sono sotto la lente di ingrandimento. Questo stop forzato, impone a chi vive in coppia o famiglia di condividere lo stesso spazio 24/24 ore, 7/7 giorni, così come a chi vive da solo di ritrovarsi costantemente con sé stesso.

Cosa comporta questo cambiamento?

Bisogna fare i conti con tutti gli aspetti che questa reclusione comporta e provare a trovare strategie funzionali per il benessere psicologico di ciascuno di noi.

Ne parliamo con la dottoressa Federica Lollo, psicologa, psicoterapeuta ed esperta in neuropsicologia di Humanitas Mater Domini e Humanitas Medical Care Arese.

Come affrontare la quarantena in coppia?

Non è un caso se in Cina si è verificato un boom delle richieste di divorzio: convivere “senza sosta”, senza spazi personali è molto complicato, soprattutto per coppie che avevano già difficoltà.

Stare a contatto così a lungo dà più possibilità di notare i difetti dell’altro e di viverli con maggiore fatica, ma i difetti già c’erano, li conoscevamo! I conflitti possono anche essere maggiormente accentuati dal fatto che il momento che stiamo vivendo è caratterizzato da emozioni negative quali ansia, paure, difficoltà economiche e lavorative, che rendono più complesso relazionarsi serenamente.

Cosa possiamo fare per vivere serenamente la quarantena in coppia?

  • Primo step importante: trovare spazi “personali” in cui poter stare da soli e magari portare avanti le proprie attività e le proprie passioni (può essere una stanza, il giardino, il box o qualsiasi spazio utilizzabile), organizzandosi con il partner in modo che ciascuno abbia il suo e che ci siano invece spazi condivisi.
  • Cercare di mantenere una routine, con momenti ben scanditi di lavoro, attività sportiva, svago e relax, sonno, cibo. Dividersi i compiti in casa, a ciascuno il suo, in modo da sentirsi entrambi efficaci, attivi e supportati.
  • Cercare di comunicare, vedendo il positivo di questo momento: è sempre stata una società di corsa, con poco tempo per tutto, comprese le relazioni. Si può riscoprire il piacere della condivisione, del confronto, del poter stare insieme senza avere il tempo contato. Parliamoci, confrontiamoci, condividiamo le nostre paure, ma anche i pensieri positivi!
  • Notare gli aspetti positivi del partner, per non mettere in evidenza solo i difetti. Tutti li abbiamo e sottolinearli non sempre serve. Proviamo reciprocamente a scambiarci commenti positivi su tutto ciò che ci ha unito a chi ci sta vicino. In fondo ci siamo scelti per molti motivi, no!?
  • Ultimo e importante accorgimento: non prendere decisioni importanti sulla coppia in un momento così delicato. Aspettare che tutti gli aspetti emotivi si affievoliscano, in modo da prendere decisioni in maniera razionale e ragionata, avendo considerato tutti i pro e i contro.

E i single?

Per chi è single la situazione è controversa: vero che si è più abituati a stare da soli, ad avere i propri spazi, ma è anche vero che questa condizione potrebbe accentuare sensazioni di solitudine e abbandono. Dipende da come le persone vivono la condizione di single: per chi è una scelta, per chi una difesa, per chi un qualcosa di subito e, quindi, più difficile da accettare.

Fortunatamente la tecnologia fa la sua parte e offre un grande sollievo: sentire i propri amici, fare videochiamate e, perché no, conoscere persone nuove virtualmente. In futuro, potremo poi conoscerle dal vivo una volta finito tutto o semplicemente può essere un modo per “giocare” ed “allenarsi” nell’arte del corteggiamento.

Tutto questo finirà, si tornerà poco alla volta alla “normalità”. Bisogna solo avere pazienza e, nel frattempo, cercare tutto il positivo e tutte le strategie funzionali per superare questo momento complesso, ma anche spunto di grandi riflessioni.

Smart working e famiglia

Per chi vive in famiglia e deve lavorare da casa le cose si complicano, soprattutto se ci sono figli piccoli che hanno bisogno di attenzioni. Il consiglio è sempre quello di avere uno spazio personale in cui poter gestire la propria attività lavorativa, cercando di intervallare con momenti di gioco e condivisione con i figli. Magari proporre a gioco di mettere delle etichette sulle stanze con il “proprietario” di quello spazio e il suo “nuovo utilizzo” (es. “Lavoro papà” sulla porta della camera da letto, che tornerà camera da letto alla sera). Si possono anche pensare dei “buoni” per giocare insieme,  per concedersi un abbraccio da regalarsi ogni giorno! Provare a creare una routine con attività organizzate per i figli, dividendosi gli spazi con il partner (es. una tabella settimanale da creare con tutta la famiglia).