Molte patologie oculari non danno sintomi nelle fasi iniziali. Sapere quando fare un controllo, anche in assenza di disturbi, può fare la differenza per proteggere la vista fin dal primo giorno di vita.
Non esiste un calendario rigido valido universalmente, ma ci sono raccomandazioni che aiutano a individuare eventuali patologie in tempo e a preservare la vista nel corso degli anni.
Il dottor Jose’ Luis Vallejo Garcia, responsabile di Oculistica in Humanitas Mater Domini, chiarisce con quale frequenza effettuare controlli periodici.
I primi controlli: dalla nascita ai 6 anni
Il primo controllo della vista si effettua alla nascita per individuare eventuali difetti congeniti o anomalie oculari. Un secondo controllo importante è intorno ai 3 anni, per verificare che lo sviluppo visivo proceda normalmente, poiché la vista si sviluppa gradualmente fino agli 8 anni.
Tra i 5 e i 6 anni è consigliato un ulteriore controllo prima dell’ingresso a scuola, utile per individuare difetti come miopia, ipermetropia o astigmatismo, che possono influire sull’apprendimento.
Intervenire precocemente è fondamentale per favorire uno sviluppo visivo corretto e completo.
Adolescenza: attenzione alla miopia
Durante l’adolescenza (dai 12 ai 20 anni) è consigliato programmare i controlli anche in base ai sintomi. È proprio in questi anni che la miopia può comparire più frequentemente, favorita spesso dall’aumento del tempo trascorso davanti a schermi e dispositivi digitali.
In assenza di particolari sintomi, rimane importante il controllo della visita ogni 2 o 3 anni per valutare in tempo eventuali cambiamenti e per intervenire tempestivamente.
Dai 20 ai 40 anni: controlli mirati
Tra i 20 e i 40 anni la frequenza dei controlli può diminuire. Se non ci sono sintomi o patologie specifiche, un controllo ogni cinque anni può essere sufficiente.
La presenza di una miopia, implica controlli più regolari, anche ogni 2-3 anni in assenza di forme gravi, invece l’ipermetropia può iniziare a esordire con fastidi nella messa fuoco da vicino o con difficoltà nella visione notturna.
Coloro che lavorano al computer per molte ore possono sviluppare una disfunzione del film lacrimale, che si manifesta sempre come difficoltà nella messa a fuoco o con la sensazione di secchezza oculare.
Dopo i 40 anni aumenta l’attenzione
Dai 40 ai 60 è la fascia d’età in cui possono comparire i primi segnali di presbiopia e altre problematiche oculari legate all’invecchiamento. In assenza di sintomi, si consiglia un controllo ogni due o tre anni. È sufficiente una visita. Sarà poi lo specialista a indicare approfondimenti a seconda dei sintomi.
La presbiopia ha bisogno di un potenziamento progressivo dell’occhiale. Inoltre, in questa fascia di età, il glaucoma tende a esordire. È necessario, quindi, che i pazienti con parenti affetti da glaucoma facciano visite periodiche più complete, in quanto il glaucoma è completamente asintomatico e una diagnosi tardiva può portare a conseguenze importanti.
Dopo i 60 anni: il controllo diventa annuale
Dopo i 60 anni, la prevenzione diventa ancora più importante. È consigliato un controllo della vista annuale perché aumenta il rischio di incidenza di patologie spesso asintomatiche e legate all’età, come il glaucoma o le maculopatie.
Si parte sempre da una visita oculistica completa. Se necessario, lo specialista potrà prescrivere esami diagnostici di approfondimento, in base ai sintomi e ai risultati della visita. Proprio intorno ai 50 anni la cataratta può iniziare a manifestarsi, provocando un progressivo calo della vista, maggiore sensibilità alla luce e difficoltà nella visione notturna, ad esempio per l’abbagliamento causato dai fari delle automobili.

Dèdita, un modo nuovo di prenderti cura della tua salute
Con Dèdita, l’accento è sulla tua salute. Nato dalla collaborazione tra Previsalute, Intesa Sanpaolo Protezione,
e con Humanitas come Medical Partner, Dèdita è il piano sanitario che propone percorsi personalizzati
che uniscono prevenzione, diagnosi e cura.
