Con il cambio di stagione, il nostro organismo si adatta ai nuovi ritmi ambientali. Questo cambiamento, che influenza la nostra quotidianità e stile di vita, può incidere anche sul ciclo mestruale.
Alterazioni ormonali, sbalzi di temperatura, variazioni della luce solare e cambiamenti dell’umore sono solo alcuni dei fattori coinvolti. Approfondiamo l’argomento con la dott.ssa Greta Garofalo, ginecologa in Humanitas Mater Domini.
Effetti del cambio di stagione sul ciclo mestruale
Il ciclo mestruale è un processo fisiologico regolato da un complesso equilibrio ormonale, sensibile non solo a fattori interni, ma anche a stimoli ambientali. Tra questi, il cambio di stagione rappresenta un fattore che influenza molto il sistema neuroendocrino femminile.
Durante il passaggio da una stagione all’altra non è raro che si manifestino:
- cicli più lunghi o più brevi della media
- comparsa di sintomi premestruali più accentuati, come gonfiore o mal di testa
- dolori mestruali più intensi o più lievi rispetto al solito
- flusso mestruale più abbondante o più scarso
- ritardi o anticipi del ciclo mestruale
Le influenze del ritmo circadiano sul ciclo
Il ritmo circadiano, quella sorta di “orologio biologico interno” che si sincronizza con il ciclo naturale giorno-notte, regola numerose funzioni vitali dell’organismo umano come, ad esempio la produzione di ormoni, il sonno, la temperatura corporea e l’umore.
Questo ritmo, insieme alle funzioni che coordina, può subire variazioni in risposta a diversi fattori legati al cambiamento stagionale, influenzando anche la regolarità e le caratteristiche del ciclo mestruale.
L’influenza del fotoperiodo sul ciclo mestruale
Il fotoperiodo, ovvero la durata dell’esposizione quotidiana alla luce, determinata dall’aumento o riduzione delle ore di luce stagionali, influenza:
- Sintesi dell’ormone GnRH (gonadotropin-releasing hormone): fa parte della serie di ormoni chiamata “asse ipotalamo-ipofisi-ovaio”, responsabile della corretta stimolazione delle ovaie durante il ciclo mestruale. Una sua alterata sintesi va a determinare cambiamenti nell’ovulazione.
- Produzione di melatonina: prodotta durante le ore di buio, la melatonina va a inibire l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio. Pertanto, una sua maggiore produzione nei mesi invernali (più bui) può alterare la regolarità del ciclo.
- Aumento dello stress: il cambio di stagione può essere percepito dal corpo come uno stress ambientale, aumentando i livelli di cortisolo, noto come l’ormone dello stress. L’eccesso di cortisolo riduce la sintesi del GnRH e interferisce con l’ovulazione.
- Cambiamenti nel metabolismo: nei mesi più freddi, il metabolismo può subire lievi variazioni e provocare un leggero aumento di peso fisiologico per mantenere il calore corporeo. L’aumento del tessuto adiposo può portare ad una maggiore produzione di estrogeni, influenzando il ciclo mestruale, che può divenire più lungo o irregolare.
- Variazioni del sonno e dell’umore: il cambio di stagione può determinare alterazioni del ritmo sonno-veglia e dell’umore, con ripercussioni su ciclo e sintomatologia premestruale, come ad esempio: incremento di dolore mestruale e sindrome premestruale nei mesi autunnali e invernali.
Consigli utili per affrontare il cambio di stagione
Variazioni occasionali del ciclo mestruale, come alterazioni della data di inizio, della durata o dell’intensità del flusso, sono generalmente fisiologiche, soprattutto se non accompagnate da altri sintomi. Fattori come stress, cambi di stagione o situazioni personali possono influenzare temporaneamente questi aspetti. Delle buone abitudini consigliate in questi casi sono:
- annotare le variazioni del ciclo su un calendario o un app di monitoraggio
- cercare di mantenere una routine regolare di sonno, alimentazione e attività fisica
- curare il proprio benessere psicologico, in quanto anche ansia e stress incidono sull’equilibrio ormonale
- prediligere cibi ricchi di magnesio (mandorle, legumi, banane, verdure a foglia verde) e vitamina B6 (carne, pesce, cereali integrali), utili per il benessere mestruale
Il/La ginecologo/a può essere utile per una valutazione più approfondita se:
- il flusso diventa eccessivamente abbondante o doloroso
- il ciclo è molto scarso o scompare (amenorrea: assenza di ciclo mestruale, significativa se persiste per almeno 3 mesi consecutivi) senza una causa evidente
- le irregolarità persistono per più di 2-3 cicli consecutivi
- si presentano sintomi associati come stanchezza intensa, vertigini, anemia o forte irritabilità
- si ha già una condizione ginecologica diagnosticata, come l’ovaio policistico, endometriosi o disfunzioni tiroidee.
La visita ginecologica ed eventuali approfondimenti consentono di individuare la causa del problema per impostare la terapia più appropriata.
Fonti:
AIGE (associazione italiana ginecologia endocrinologica)
SIGO (SOCIETA’ ITALIANA DI GINECOLOGIA E OSTETRICIA)
