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Insonnia. Perché non dormiamo?

L’insonnia è un disturbo del sonno che può manifestarsi con difficoltà ad addormentarsi, difficoltà a restare addormentato, e/o risveglio precoce al mattino. Questi sintomi notturni sono associati a sintomi diurni come: irritabilità, stanchezza, difficoltà di concentrazione, sonnolenza diurna, maggiore propensione agli errori, ma soprattutto continua preoccupazione per il sonno.

Perché si ha difficoltà a dormire bene e cosa fare? Approfondiamo l’argomento con il dottor Alberto Braghiroli, pneumologo coordinatore della medicina del sonno in Humanitas Mater Domini e nei centri medici Humanitas Medical Care e la dottoressa Elisa Morrone, psicologa psicoterapeuta cognitivo-comportamentale ed esperta in medicina del sonno, in Humanitas Mater Domini e nei centri medici Humanitas Medical Care.

In che modo può presentarsi l’insonnia?

Possiamo parlare di tre tipi di insonnia: 

  • Iniziale: difficoltà ad addormentarsi
  • Centrale: risvegli frequenti e continui nel corso della notte
  • Terminale: risveglio precoce nelle prime ore del mattino

In base alla frequenza e alla durata, si parla di insonnia acuta quando è presente da meno di 3 mesi, mentre si definisce cronica quando dura da più di 3 mesi, si manifesta almeno 3 volte a settimana ed è associata a difficoltà diurne.

Perché il sonno è importante per la salute?

Il sonno è essenziale per la salute perché permette al corpo di “funzionare al meglio”. Durante il sonno il nostro organismo mette in atto una vera e propria “manutenzione”: mentre dormiamo, l’organismo rallenta, la pressione arteriosa si abbassa, cambia la produzione di alcuni ormoni e il corpo entra in una fase di riparazione e riequilibrio

Anche il cervello lavora intensamente: rielabora le esperienze della giornata e seleziona le informazioni importanti da conservare nella memoria ed elimina quelle connessioni poco rilevanti. Una sorta di “pulizia”, per evitare sovraccarichi e ripartire al meglio con una nuova giornata.

Questi processi consentono al risveglio di essere lucidi, concentrati e pronti ad apprendere cose nuove, ma solo se il sonno è di buona qualità.

Quali sono le cause dell’insonnia?

Le cause dell’insonnia sono da ricercare in diversi fattori: la genetica, lo stile di vita, i fattori stressanti, l’ambiente in cui si dorme, le variazioni ormonali nelle donne. L’insonnia può anche essere sintomo di disturbi come depressione ed episodio maniacale dei pazienti bipolari, oppure di un disturbo del sonno fisico come i movimenti periodici degli arti inferiori, la sindrome delle gambe senza riposo o le apnee notturne. 

L’insonnia cronica è soprattutto legata alle modificazioni comportamentali che il paziente che dorme male mette in atto per cercare di dormire di più, come ad esempio: il paziente che soffre di insonnia tenderà a passare molto tempo a letto da sveglio con la speranza di recuperare il sonno e dormire di più, ottenendo il risultato opposto, ovvero una maggiore fatica al mattino, sonno non riposante, e difficoltà quotidiane. 

Come distinguere l’insonnia da altri disturbi del sonno?

Distinguere l’insonnia dagli altri disturbi è possibile. Il paziente, infatti, è sempre consapevole di ciò che succede di notte, della fatica di addormentarsi, di smettere di pensare di notte, della stanchezza e dei sintomi diurni legati proprio alla cattiva qualità del sonno. Negli altri disturbi del sonno, invece, il paziente è spesso inconsapevole di ciò che succede di notte, si sveglia stanco, poco riposato ma, per esempio, non si rende conto di andare in apnea notturna, di russare rumorosamente, di muovere le gambe o avere incubi o movimenti durante il sonno.

La distinzione si basa su un’attenta valutazione clinica che consideri la storia clinica, i sintomi specifici e, quando necessario, esami diagnostici come la polisonnografia. A volte capita che il paziente arrivi in ambulatorio riferendo insonnia da mantenimento per poi scoprire di avere, invece, un disturbo respiratorio durante la notte. 

È, infatti, fondamentale distinguere l’insonnia da altre condizioni che possono causare sintomi simili, come le apnee ostruttive del sonno, caratterizzate da ripetute interruzioni della respirazione durante il sonno, spesso accompagnate da russamento e sonnolenza diurna eccessiva. In particolare, l’insonnia si differenzia per l’assenza di cause fisiologiche evidenti durante il sonno e per la predominanza di fattori psicologici o comportamentali. Al contrario, nei disturbi come le apnee del sonno, il problema principale è di natura respiratoria e causa episodi documentabili di rapida e ripetuta riduzione dell’ossigenazione e micro-risvegli. 

Una diagnosi accurata richiede un approccio multidisciplinare volto a identificare la causa sottostante del disturbo e a indirizzare un trattamento appropriato.

Come si cura l’insonnia?

Il primo passo per la cura dell’insonnia è il cambiamento dello stile di vita. È importante mantenere regolare il ritmo sonno-veglia, quindi avere orari di addormentamento e risveglio il più possibile regolari.

Occorre cercare di ridurre tutte le attività “attivanti” e l’assunzione di alcool o sostanze eccitanti alla sera, oltre a limitare l’utilizzo di device elettronici perché la luce che emanano disturba il sonno e perché il contenuto delle notifiche potrebbe attivare pensieri difficili da mandar via.  

Per ridurre lo stress può essere utile eseguire delle tecniche di rilassamento, anche semplici, come la respirazione profonda prima di coricarsi. La stanza in cui si dorme dovrebbe avere una temperatura tra i 18° e 22° ed essere buia e silenziosa per favorire il sonno.

Le linee guida della European Sleep Research Society propongono il trattamento farmacologico e/o psicoterapeutico cognitivo-comportamentale (Cognitive-Behavioral Therapy-Insomnia, CBT-i), con indicazione della CBT-i come prima scelta. 

Consiste in un trattamento psicologico breve, mediamente 5-8 incontri, ed ha l’obiettivo di insegnare al paziente come funziona il sonno, alcune tecniche cognitive e comportamentali per migliorare la qualità del sonno, ridurre il tempo di veglia durante la notte e aumentare il tempo di sonno. 

Quando l’insonnia è acuta o non è possibile svolgere la CBT-i, è indicata la terapia farmacologica: sarà lo specialista a scegliere la terapia farmacologica giusta sulla base delle caratteristiche dell’insonnia, con indicazione comunque ad iniziare la CBT-i appena possibile.

Come gli altri disturbi del sonno, anche l’insonnia può richiedere un approccio multidisciplinare, per identificare caso per caso i fattori che la causano e trattarla in modo efficace e duraturo.

Fonti:

International Classification of Sleep Disorders, Terza Edizion

American Academy of Sleep Medicine (AASM) su AASM.org

Tisiologia E Malattie Apparato Respiratorio
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