L’articolazione dell’anca è costituita dalla testa del femore (estremità superiore) e da una cavità (acetabolo) nell’osso iliaco e svolge un ruolo fondamentale per la stazione eretta e la deambulazione.

L’artrosi dell’anca rappresenta oggi una delle patologie più diffuse e quando le terapie conservative non sono più in grado di contrastare la sintomatologia dolorosa e l’impotenza funzionale, è necessario ricorrere alla chirurgia protesica, quindi all’impianto di una protesi all’anca.

Questo intervento rappresenta attualmente una procedura molto diffusa, che negli ultimi anni si è particolarmente evoluta sia in termini di tecnica chirurgica che di materiali.

IMPORTANTE: il dr. Franco Baldo ha iniziato la sua collaborazione anche presso il Centro Diagnostico Varesino (CDV), struttura poliambulatoriale leader nel settore della medicina ambulatoriale della provincia di Varese che, dal mese di Giugno, è entrato a far parte del Gruppo Humanitas. .

Intervento all’avanguardia: protesi all’anca per via anteriore

Innovazione della chirurgia protesica, la protesi all’anca per via anteriore è una tecnica mininvasiva adottata solo in pochi centri in tutta la Regione Lombardia.

Nell’intervento con accesso interiore all’anca si effettua un piccolo taglio (7/8 cm. rispetto ai 15/20 degli interventi tradizionali), garantendo il rispetto dei tessuti intorno all’anca. Attraverso l’incisione, si raggiunge il piano muscolare. I muscoli e i tendini non vengono sezionati (tagliati) come in passato, ma divaricati. Si apre la capsula articolare, si elimina la parte malata e si inserisce la protesi.
Il reale vantaggio tra la nuova tecnica e quella tradizionale consiste nell’eliminazione del rischio di lussazione, la complicanza più temibile. Questo pericolo si attesta tra l’1% e l’8% nella tecnica postero-laterale (tradizionale): è invece quasi 0 nell’accesso per via anteriore. La preservazione della muscolatura dei glutei permette di migliorare la stabilità dell’articolazione, scongiurando, inoltre, il rischio di zoppia. Si attesta, anche, una riduzione delle calcificazioni che talvolta,  nelle tecniche classiche, si osservano a seguito delle necessarie sezioni muscolotendinee.

Quali sono i vantaggi per il paziente?

La tecnica mini-invasiva assicura una serie di vantaggi per il paziente, tra cui:
•    Minore perdita di sangue
•    Ridotta incisione chirurgica
•    Minor dolore post-operatorio (data la mancata sezione muscolare)
•    Assenza di dispositivi o procedure necessari ad impedire lussazioni dell’impianto
•    Rapido recupero della completa funzionalità articolare

News

Leggi i consigli dei nostri specialisti:

Ortopedia all’avanguardia con l’artroprotesi all’anca!

Artrosi d’anca: un percorso di cura innovativo