A seconda delle cellule coinvolte, il tumore all’esofago viene classificato in:

  • adenocarcinoma, che si sviluppa dalle ghiandole che secernono muco presenti nell’epitelio dell’esofago. Sono più frequenti nella parte bassa dell’organo, quella più vicina allo stomaco;
  • carcinoma a cellule squamose, coinvolge le cellule del rivestimento dell’esofago e colpiscono soprattutto la sua parte centrale.

Più raramente l’esofago può essere colpito da altre forme tumorali: linfomi e sarcomi.

In Humanitas Mater Domini e nel gruppo Humanitas, grazie alle competenze di medici altamente specializzati nel trattamento di questo tipo di tumore e attraverso un approccio multidisciplinare, si offre ai pazienti tutto ciò che è necessario per prevenire, diagnosticare e curare questa patologia. Il team di esperti a disposizione dei pazienti include: chirurghi, oncologi, anestesisti, endoscopisti e gastroenterologi, otorinolaringoiatri, radioterapisti e pneumologi.

Quali sono i fattori di rischio per il tumore dell’esofago?

I motivi della sua comparsa non sono ancora del tutto noti. L’ipotesi è che alla base vi siano modificazioni nel DNA, a cui si aggiungono i seguenti fattori di rischio:

  • l’abuso di alcol
  • il fumo
  • il reflusso gastro-esofageo
  • l’esofago di Barrett, una condizione spesso associata a forme gravi di reflusso gastro-esofageo in cui le cellule presentano alterazioni precancerose
  • l’acalasia esofagea, che alterando la motilità dell’esofago rende difficoltoso il passaggio del bolo alimentare con conseguente ristagno e reflusso
  • l’ingestione di alimenti bollenti
  • una dieta povera di frutta e verdura
  • l’obesità
  • l’età (il tumore dell’esofago è più frequente tra i 55 e i 70 anni)
  • il genere maschile (il tumore dell’esofago colpisce uomini e donne in una proporzione di 3 a 1)

La Diagnosi

La diagnosi del tumore all’esofago prevede una valutazione completa del paziente. L’approccio di prima scelta prevede un’esofagoscopia, un’indagine diagnostica che attraverso l’uso di un endoscopio (un sottile tubo illuminato e flessibile che viene introdotto nell’esofago fino a raggiungere lo stomaco) permette di visualizzare l’interno del tubo digerente e, eventualmente, di effettuare una biopsia prelevando piccoli campioni di tessuto da esaminare al microscopio.

A volte può essere prescritto una RX transito esofageo, esame radiologico dell’apparato digerente.

Esami di stadiazione

Una volta diagnosticato un tumore all’esofago è necessario condurre ulteriori esami per effettuare la cosiddetta stadiazione, ossia stabilire quanto la massa tumorale si è infiltrata nella parete del tubo digerente e se si è diffuso ai linfonodi o ad altri organi. Determinando in modo preciso l’estensione e la diffusione del tumore è possibile individuare il trattamento più indicato per il singolo paziente.

Gli esami che possono essere prescritti includono:

  • TAC addome e TAC torace.
  • PET (Tomografia a Emissione di Positroni), che utilizzando piccole quantità di glucosio radioattivo identifica le cellule tumorali che crescono rapidamente ed evidenzia alterazioni non rilevabili con altre metodiche. Viene spesso associata alla TAC (prendendo il nome di TAC-PET) per migliorare ulteriormente l’accuratezza delle immagini ottenute. La PET viene eseguita presso gli ospedali del Gruppo: Istituto Clinico Humanitas a Rozzano.
  • EUS (ecoendoscopia), esame in cui attraverso una sonda si esegue un’ecografia interna. Questa indagine permette di valutare la diffusione del tumore nella parete dell’esofago ed eventuali linfonodi. L’EUS permette, inoltre, di effettuare un prelievo delle lesioni (biopsia). L’EUS viene eseguita presso gli ospedali del Gruppo: Istituto Clinico Humanitas a Rozzano.

I Trattamenti

Le terapie del tumore all’esofago si suddividono in trattamenti chirurgici e non chirurgici.

Trattamento chirurgico del tumore all’esofago

Clicca qui per visualizzare i trattamenti chirurgici per la cura del tumore all’esofago.

Trattamento medico del tumore all’esofago

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La Prevenzione

Il rischio di insorgenza del tumore all’esofago può essere ridotto attraverso uno stile di vita adeguato. In particolare, le regole della prevenzione di questa forma tumorale includono la messa al bando del fumo, la limitazione del consumo di alcol, il controllo del peso, un’alimentazione ricca di frutta e verdura e le raccomandazioni per contrastare il reflusso gastro-esofageo, ossia non eccedere con il consumo di caffè, bevande gasate e cibi grassi e, ancora una volta, ridurre il consumo di alcolici ed evitare il fumo.

Nel caso dell’adenocarcinoma dell’esofago – la forma tumorale più frequente nei paesi occidentali – anche la prevenzione primaria, che consente la diagnosi precoce delle lesioni preneoplastiche, gioca un ruolo fondamentale. In particolare, la prevenzione primaria si basa sul riconoscimento precoce dell’esofago di Barrett.

Questo testo è stato redatto dagli specialisti di Humanitas Mater Domini. Nessuna parte di esso può essere in alcun modo riprodotta per terze parti o da queste utilizzata. Autore: dottor Paolo Veronesi, Unità Operativa di Chirurgia Generale Data di pubblicazione: 29/06/2015