Infarto, ictus o insufficienza cardiaca, raramente compaiono all’improvviso. Nella maggior parte dei casi, le malattie cardiovascolari si sviluppano lentamente nel tempo, favorite da una combinazione di fattori che agiscono insieme senza dare sintomi evidenti.
Per questo la prevenzione gioca un ruolo centrale. A spiegarlo, il dottor Carlo Pivato, cardiologo in Humanitas Mater Domini e negli Humanitas Medical Care.
Fattori di rischio modificabili e non modificabili
Quando si parla di cuore, è importante distinguere tra fattori di rischio modificabili e non modificabili. I primi sono legati allo stile di vita o a condizioni cliniche su cui si può intervenire, come obesità, colesterolo alto, inattività fisica, diabete, ipertensione arteriosa e fumo. I secondi, invece, non si possono cambiare e sono l’età e la familiarità genetica.
Fattori di rischio modificabili
- Pressione alta: è uno dei fattori più rilevanti. Con il tempo può danneggiare cuore, cervello, reni e arterie anche senza sintomi evidenti.
- Colesterolo LDL elevato: contribuisce alla formazione delle placche nelle arterie, alterando la circolazione sanguigna. Anche valori non estremi, se mantenuti a lungo, aumentano il rischio.
- Fumo: è tra i fattori più dannosi. Smettere di fumare produce benefici evidenti e rapidi.
- Diabete mellito: il diabete mellito, sia di tipo 1 sia di tipo 2, aumenta in modo significativo il rischio di infarto e ictus, soprattutto se non adeguatamente controllato.
- Sedentarietà e obesità: svolgere poca attività fisica e avere eccessivo grasso corporeo, in particolare a livello addominale, favoriscono pressione alta, alterazioni del metabolismo e infiammazione.
- Stress e fattori psicologici: stress cronico, depressione e isolamento sociale possono contribuire ad aumentare il rischio cardiovascolare.
Fattori di rischio non modificabili
Età, sesso e familiarità per malattie cardiovascolari precoci, sono fattori di rischio che non possono essere modificati e che contribuiscono a stabilire il profilo di rischio individuale.
Il cardiologo durante la visita cardiologica raccoglie tutti questi dati e tiene conto dei singoli fattori per impostare la frequenza dei e un monitoraggio efficace della salute del cuore.
Fonte: 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice (European Heart Journal, 2021)

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