La scelta della meta estiva è sempre il momento più atteso della bella stagione. Alle persone che soffrono di disturbi cardiovascolari (ipertensione, scompenso cardiaco, aritmie, ecc.), però, si consiglia di scegliere con attenzione le proprie vacanze.

Le alte temperature possono abbassare i livelli della pressione, aumentare la frequenza cardiaca e favorire la disidratazione, causa dell’insorgenza di alcuni tipi di aritmie. Ad aumentare l’affanno estivo, quest’anno anche la mascherina. Piuttosto che farsi tentare dall’idea di poterne fare a meno, usiamo il buon senso: ad esempio, si può desistere dall’uscire nelle ore della giornata più calda sottraendosi così dall’obbligo di indossarla troppo a lungo.

Per i pazienti cardiopatici è consigliato il mare o la montagna? Ne parliamo con la dottoressa Daniela Guzzetti, cardiologa del nostro ospedale.

“Con i giusti accorgimenti, non si deve rinunciare a nessuna meta. Quindi sì alle destinazioni balneari o all’aria di montagna, ma non a quote superiori a 1500/1700 metri. Sono consigliate anche la collina, il lago o la campagna”, spiega la dottoressa.

Consigli per la vacanza al mare

  1. Evitare di sudare eccessivamente esponendosi al sole nelle ore più calde della giornata
  2. Indossare cappelli per proteggere la testa dal sole
  3. Non bere solo quando si avverte la sete, ma costantemente nel corso di tutta la giornata. È importante bere almeno 1,5L al giorno
  4. Consumare 5 porzioni di verdura e frutta fresca.
  5. Fare il bagno a stomaco vuoto. Le malattie cardiache (cardiopatie) favoriscono il rallentamento della digestione. Attenzione anche alla temperatura dell’acqua: non deve essere troppo fredda.
  6. Soggiornare in ambienti freschi e ventilati
  7. Indossare abiti traspiranti
  8. Sì al movimento, ma moderato come una passeggiata in riva al mare o una nuotata. Prima dell’inizio di qualsiasi attività fisica, il consiglio è sottoporsi sempre ad una valutazione cardiologica

E per la vacanza estiva in montagna?

  1. Non scegliere mete ad alta quota (entro i 1500-1700 metri). L’altitudine può mettere a dura prova il cuore. Con l’aumentare della quota, infatti, diminuisce la disponibilità di ossigeno nell’aria e, per compensare questa mancanza, il corpo aumenta il lavoro cardiaco, respiratorio e la pressione arteriosa. Questa condizione potrebbe far aumentare il rischio di infarto e ictus per le persone già sofferenti.
  2. Non eccedere con l’attività fisica, come passeggiate a piedi o in bici. In montagna, infatti, muoversi può essere più faticoso per le salite e discese. Il consiglio è di abituarsi gradualmente al clima per i primi 3 giorni, praticando un’attività fisica leggera .
  3. Misurare e monitorare la pressione. In montagna, spesso, non è prevedibile e a volte tende ad aumentare

La prevenzione in vista della stagione estiva

  • Visita cardiologica: lo specialista valuta lo stato di salute del cuore e diagnostica eventuali problemi o malattie del sistema cardiocircolatorio
  • Elettrocardiogramma (ECG): individua la presenza di possibili patologie cardiache
  • Ecocardiogramma: mostra alterazioni nell’anatomia cardiaca e nel funzionamento del cuore
  • Test da sforzo: valuta il comportamento del cuore durante lo sforzo fisico

Informazioni utili

In Humanitas Mater Domini la visita cardiologica è eseguita in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale ed in regime privato.

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