Che cos’è la rettocolite ulcerosa?

La rettocolite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica che colpisce principalmente il retto e può coinvolgere in parte o interamente il colon.
L’infiammazione provoca delle lesioni ulcerose. La rettocolite ulcerosa è caratterizzata da episodi acuti seguiti da periodi di remissione.

Quali sono le cause della rettocolite ulcerosa?

Le cause della malattia sono sconosciute. L’ipotesi più probabile è che fattori ambientali, quali microorganismi batterici intestinali, in presenza di un assetto genetico predisponente, possano indurre l’attacco da parte del sistema immunitario in cui è coinvolto anche l’intestino.

Quali sono i sintomi della rettocolite ulcerosa?

Il principale sintomo della rettocolite ulcerosa è la diarrea ematica, anche notturna, associata a dolori e crampi addominali. Spesso si ha difficoltà a trattenere lo stimolo defecatorio, che poi si risolve con un’evacuazione di piccolo volume o anche solo di muco e sangue.
Qualora la malattia si localizzi solamente al retto, al posto della diarrea può esserci una stitichezza anche severa. Nel 15% dei casi la sintomatologia può richiedere un ricovero urgente, in quanto caratterizzata da numerose scariche di feci liquide con sangue, febbre e disidratazione.
Fino al 35% dei casi è presente una sintomatologia extra-intestinale che comprende artralgie e artriti localizzate sia alle articolazioni periferiche sia alla colonna vertebrale; manifestazioni dermatologiche, come noduli sottopelle, dolenti ed arrossati o delle lesioni purulente localizzate spesso agli arti inferiori che tendono ad ingrossarsi; patologie oculari quali uveiti ed episcleriti; malattie epatobiliari.
Infine, l’infiammazione cronica può, nel corso del tempo, provocare delle lesioni pretumorali, aumentando il rischio di sviluppare un tumore intestinale.

La Diagnosi

Gli esami utili per la diagnosi e il follow-up nella colite ulcerosa sono:

  • colonscopia con visualizzazione dell’ileo (solo alla diagnosi per escludere una malattia di Crohn) e con biopsie intestinali, per valutare lo stato della mucosa intestinale e quanto sia estesa al malattia. Le biopsie tramite l’esame istologico servono a valutare se ci sono alterazioni strutturali del tessuto;
  • RX addominale, per conoscere nei casi più gravi la sede e l’estensione della malattia e sull’eventuale sviluppo di complicanze quale il megacolon tossico;
  • calprotectina fecale, una sua alta concentrazione nelle feci aumenta il sospetto che si tratti di rettocolite ulcerosa. Indicata anche per monitorare la malattia e la risposta alle terapie in modo non invasivo;
  • ecografia delle anse intestinali, per valutare la parete intestinale in modo non invasivo, monitorare la malattia e la risposta alle terapie;*
  • cromoendoscopia, tecnica aggiuntiva in corso di colonscopia che permette di visualizzare con maggior dettaglio le aree sospette per displasia del colon, nelle coliti di vecchia data.*

* Esami non effettuabili presso Humanitas Mater Domini.

I Trattamenti

La terapia per la rettocolite ulcerosa mira a spegnere l’infiammazione intestinale e a mantenere la remissione di malattia.

Le terapie possibili sono:

  • farmaci anti-infiammatori (mesalazina 5-ASA, steroidi)
  • farmaci immunosoppressori (azatioprina, 6-mercaptopurina, ciclosporina);
  • farmaci biologici (infliximab, adalimumab, vedolizumab);
  • procto-colectomia totale – intervento chirurgico indicato quando la malattia si presenta refrattaria alle terapie;
  • farmaci sperimentali – somministrati solo da centri d’eccellenza selezionati nell’ambito di studi clinici.

È importante che la rettocolite ulcerosa sia curata adeguatamente, poiché l’infiammazione cronica può, nel tempo, provocare alterazioni irreversibili delle cellule intestinali con la possibilità che si sviluppino lesioni tumorali. Per tale motivo e per evitare eventuali riacutizzazioni, è prescritta una terapia anche nei periodi di benessere.

La Prevenzione

Non si può prevenire la comparsa della rettocolite ulcerosa, ma si possono prevenirne complicanze ed evoluzione, ad esempio diagnosticando precocemente la malattia all’apparizione dei primi sintomi (diarrea e/o dolori addominali, in particolar modo in pazienti con familiarità per malattie autoimmuni) richiedendo analisi delle feci e esami specifici.
In caso di rettocolite ulcerosa estesa oltre il retto, a partire da 8 anni dalla diagnosi, è bene eseguire colonscopie di sorveglianza con una tempistica da definire in base ai fattori di rischio del paziente, per prevenire lo sviluppo di neoplasie intestinali.
Infine, al fine di prevenire infezioni opportunistiche, ai pazienti che si sottopongono a terapie immunosoppressive sono consigliate la vaccinazione anti-influenzale ogni 12 mesi, la vaccinazione anti-pneumococco ogni 5 anni e la vaccinazione per l’epatite B al momento della diagnosi, se non già effettuata. Al momento della diagnosi è importante inoltre vaccinarsi il virus della varicella Zoster se non già dimostrata immunizzazione nei confronti di questo virus.

Questo testo è stato redatto dagli specialisti di Humanitas Mater Domini.
Nessuna parte di esso può essere in alcun modo riprodotta per terze parti o da queste utilizzata.
Data di pubblicazione: 03/02/2017