Conosciuto anche come dolore pelvi-perineale cronico, il dolore pelvico cronico si manifesta come una sensazione dolorosa persistente o intermittente che perdura per almeno sei mesi*, provocando disagi nella regione pelvica, genitale, retto-anale, del bacino e sacrale.
Tende a manifestarsi prevalentemente nella donna, ma si tratta di un disturbo che può interessare anche gli uomini. La sua presenza può essere associata ad altre patologie, come stipsi o incontinenza, e spesso non è immediato individuare la causa perché possono manifestarsi più fattori in contemporanea.
Approfondiamo l’argomento con la dott.ssa Greta Garofalo, ginecologa in Humanitas Mater Domini.
Quali sono i sintomi del dolore pelvico cronico?
Il dolore pelvico può manifestarsi come una sensazione di pesantezza, un fastidio intenso e persistente oppure con episodi intermittenti simili a crampi. Possono anche associarsi altri sintomi, come bruciore, dolore durante i rapporti sessuali, la minzione o la defecazione e sensazioni di formicolio.
I sintomi possono peggiorare o comparire mentre si è seduti e spesso sono associati a stitichezza, sensazione di incompleto svuotamento intestinale o di urgente necessità di defecare, difficoltà urinarie, incontinenza e, negli uomini, disfunzione erettile.
Quali sono le cause del dolore pelvico?
La piccola pelvi è un’area anatomica complessa che comprende organi, muscoli, legamenti e nervi. Per questo motivo, il dolore pelvico può essere legato a molteplici cause, spesso di natura multifattoriale.
Quando cronico, il dolore pelvico può essere causato da una o più patologie, tra cui:
- Cistiti, in particolare cistite interstiziale e infezioni urinarie ricorrenti
- Dismenorrea, ovvero il dolore mestruale, che in caso di persistenza può essere associato a endometriosi
- Endometriosi
- Malattie infiammatorie croniche intestinali, come morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa
- Malattie infiammatorie-infettive croniche della pelvi, come endometrite, salpingite e ascessi tubo-ovarici
- Malattie muscolo-scheletriche, che possono interessare la muscolatura addominale e pelvica
- Neuropatie periferiche, soprattutto neuropatia del pudendo (nervo che trasmette sensibilità e impulsi motori a diverse strutture della regione pelvica e genitale)
- Prostatiti
- Radicolopatie lombo-sacrali
- Ragadi anali
- Sindrome da congestione pelvica, legata alla dilatazione delle vene uterine e ovariche
- Sindrome dell’intestino irritabile
Quali sono i trattamenti?
Il dolore cronico pelvico è riconosciuto come una patologia che richiede una diagnosi, una gestione e un trattamento specifici. La terapia viene definita in base alle cause e alle caratteristiche del dolore e può includere:
- Farmaci: analgesici, antinfiammatori, miorilassanti, anestetici locali, trattamenti ormonali, farmaci attivi sul sistema nervoso e integratori alimentari.
- Procedure specifiche: infiltrazioni, interventi mirati sui nervi coinvolti, come il nervo pudendo e, in casi selezionati, interventi chirurgici.
- Terapie riabilitative: riabilitazione del pavimento pelvico, terapia manuale, ultrasuoni e altre tecniche specifiche.
- Approcci psicofisici: tecniche di rilassamento e gestione dello stress, approfondimento di eventuali problematiche sessuali e supporto psicologico.
Perché è importante un approccio multidisciplinare?
Quando i sintomi persistono nel tempo, l’infiammazione cronica e le connessioni tra i diversi organi della pelvi possono rendere il dolore particolarmente complesso e influenzato da più fattori.
Per questo motivo, il dolore pelvico cronico richiede spesso un approccio multidisciplinare, che permetta di valutare le diverse possibili cause coinvolgendo specialisti di differenti aree, tra cui ginecologia, urologia, gastroenterologia, fisiatria e psicologia.
Anche la diagnosi può richiedere tempo e diversi approfondimenti, necessari per identificare o escludere le condizioni che possono essere all’origine del dolore o contribuire alla sua comparsa.
Rieducazione del pavimento pelvico: in cosa consiste?
La riabilitazione del pavimento pelvico è l’insieme di tecniche terapeutiche volte a migliorare la funzionalità dei muscoli che sostengono gli organi pelvici (vescica, intestino e utero).
Il trattamento include esercizi specifici per rafforzare i muscoli della zona pelvica, terapie manuali, elettrostimolazione e biofeedback, a seconda delle necessità individuali.
Uno dei principali benefici di questo tipo di riabilitazione è il ripristino della funzionalità e della forza muscolare della zona pelvica.
Fonti
*ACOG AMERICAN COLLEGE OF OBSTETRICS AND GYNECOLOGISTS, SIGO, SIUG
